miei libri
Anna Politkovskaja è stata la giornalista russa più famosa del mondo in quanto si è opposta platealmente al regime instaurato da Vladimir Putin. Laica e disincantata, nelle sue inchieste non temeva di schierarsi.
Scegliendo sempre i più deboli e indifesi, è finita dalla parte dei ceceni, come testimone credibile proprio perché non si limitava a fare da spettatrice. Per questo Anna è stata uccisa a Mosca, in pieno giorno, il 7 ottobre 2006. Finora il suo delitto è rimasto impunito, soprattutto rispetto ai mandanti.
Ma Anna Politkovskaja non è stata l’ultima: far tacere il dissenso è la tecnica che tutti i totalitarismi hanno usato. Dopo di lei, un giovane avvocato e una giovanissima cronista sono stati freddati a Mosca perché si occupavano di Cecenia. Nel volume ne è riportato l’elenco tragicamente completo: fino alla pubblicazione, infatti, un’altro giornalista e attivista dei diritti umani è stato ucciso il 29 marzo 2009.
Tuttavia, nel caso di Anna Politkovskaja, la sua voce chiara, la sua prosa limpida, la sua gentilezza hanno fatto raccogliere in molte parti del mondo la sua sfida. Oggi la Politkovskaja è rispettata e amata ormai come un simbolo, malgrado non volesse essere un’eroina ma fare solo il suo mestiere.
Andrea Riscassi, anch’egli giornalista, è uno dei fondatori dell’associazione «AnnaViva» nata per onorare la memoria della Politkoskaja. In questo libro ne ricostruisce la storia personale e, soprattutto, di cosa scriveva e come interpretava il giornalismo.
Ma questo volume nasce anche per far continuare a parlare del regime instaurato in Russia, verso il quale per troppi anni in Europa si è taciuto, sudditi come siamo del gas russo.I diritti d’autore di questo volume sono interamente destinati a sostegno dell’Associazione Annaviva.
Con un’introduzione di Ottavia Piccolo, protagonista dello spettacolo teatrale Donna non rieducabile sulla vita della giornalista russa.
Il Muro di Berlino è ormai un lontano ricordo, ma per molti Paesi ex sovietici la fine del comunismo non ha segnato l’inizio della libertà. Ora l’Europa orientale è attraversata da movimenti di protesta popolare. La gente scende in piazza e cerca di abbattere i regimi autoritari. Le hanno chiamate rivoluzioni di velluto, colorate o arancioni, come quella vittoriosa in Ucraina. I rivoluzionari cercano soprattutto di sciogliere il giogo che ancora lega molte repubbliche post-sovietiche a quella che era la capitale dell’Urss.
A Mosca però c’è Vladimir Putin che ha rispolverato i simboli del passato e, grazie alle materie prime, tiene sotto scacco i Paesi confinanti. Anche l’Italia fa la sua parte, mantenendo rapporti privilegiati col Cremlino e concedendo ai russi di vendere direttamente il gas nelle nostre case. Accendendo i fornelli non dobbiamo dimenticare di quanti, nell’area ex sovietica, patiscono la mancanza di libertà. Si può finire in carcere sventolando una bandiera e in manicomio candidandosi alle elezioni. Gli imprenditori non in linea sono condannati ai lavori forzati e i giornalisti indipendenti picchiati a morte in cella o uccisi a colpi di pistola nell’androne di casa.
INTRODUZIONE A LIBRI NON MIEI
Introduzione a Miracolo a Milano. Il volume, edito da edizioni Sonda, scritto da Nicoletta Molinari e illustrato dalle fotografie di Gianni Villa, racconta trenta storie di invisibili, i clochard della metropoli che ogni notte vengono assistiti dai volontari della Croce Rossa nell’ambito del progetto “La CRI per i clochard”. Un progetto che grazie all’ausilio di quattro unità mobili, distribuisce ogni notte thè caldo, biscotti, coperte, biancheria, vestiti e sacchi a pelo a circa 200 senza dimora. Sonda Editore.
Introduzione a “Dania e la neve”, di Massimo Ceresa, Infinito edizioni.
“Il romanzo di Ceresa parla di assassinii di giornaliste. Di stupri e omicidi a sfondo razziale. Parla di abusi. Parla di violenze insensate. Parla di guerre senza regole. È un film dell’orrore. Ma purtroppo non c’è niente di inventato” (dall’introduzione di Andrea Riscassi). Le guerre in Cecenia, il destino di tre donne, quello di un intero popolo e le violazioni dei diritti umani nella nuova Russia raccontate in un libro-denuncia. Dania: bella, elegante, meravigliosa e figlia dei culi neri. Li chiamano così i ceceni, in Russia. Un termine dispregiativo per indicare qualcosa che non appartiene a loro, che non sentono come fratelli. Le pagine di Dania e la neve si collocano in uno spazio quasi a-temporale, dove il rimorso fa breccia nell’anima di un torturatore, dove bere il sangue della propria vittima ti rende il mostro che non sei. L’odio si impossessa di te che ti ritrovi a combattere perché te lo hanno ordinato. Così la neve che Dania guarda dal finestrino del suo treno in corsa si macchia ogni giorno di rosso. Rosso sangue. I proventi derivanti dai diritti d’autore di questo libro sono interamente devoluti all’Associazione Annaviva.
Introduzione a Matteo Cazzulani: “La democrazia arancione, storia politica dell’Ucraina dall’indipendenza alle elezioni del 2010″. Libribianchi editori, Milano, 2010.
- Andrea Riscassi: Anna è viva Storia di Anna Politkovskaja, una giornalista non rieducabile
- Bandiera arancione la trionferà Le rivoluzioni liberali nell’est europeo






marcello attili
8 novembre 2011 at 03:10
Sappiamo benissimo che non era una giornalista RUSSA bensì americana, di origine e di fede, incaricata dagli USA di piantare il massimo casino possibile a MOSCA e gettare polvere negli occhi dell’opinione pubblica occidentale. Invece che occuparsi di Cecenia poteva dedicarsi ai Narcos di Ciudad Juarez protetti dagli americani o ai massacri NATO in Afghanistan e IRAQ. Una curiosità : ma quanti sono gli iscritti all’Associazione AnnaViva?
massimo
6 dicembre 2011 at 08:33
Possiamo dirglielo, possiamo spiegare che sui libri di testo non c’è una riga per lui (Ivano Fossati – La guerra dell’acqua)
Anna Politkovskaja è nata a New York nel 1958, si laurea in una minuscola cittadina americana, Mosca, con una tesi sulla grande poetessa americana Marina Cvetaeva. Comincia la sua carriera nel giornale statunitense Izvestija e, nel 1999, approda alla Novaja Gazeta.
Nota al pubblico per il suo scarso impegno polito e sociale, si reca più volte in una bassa provincia degli States (Cecenia) dove si limita a scrivere qualche articuncolo, a sostenere le famiglie delle vittime della guerra ceceno-americana, a condurre le trattative nel teatro newyorkese Dubrovka, assaltato da terroristi hawaiani; viene avvelenata dai servizi segreti (questi sì, probabilmente sovietici –sic!) mentre cerca di recarsi nella cittadina di Beslan (Florida), presa d’assalto ancora una volta dai terrificanti separatisti hawaiani. Riceve una decina di premi giornalistici e letterari di poco conto. Nell’ottobre del 2006 viene trovata morta nell’ascensore della sua abitazione accanto alle borse della spesa. Probabilmente un suicidio.
Scusate ma chi è Marcello Attili?
vincenza63
10 gennaio 2012 at 18:08
Amo l’ironia, anche in questo amaro caso…
Si può sorridere a denti stretti.
E aspettare che chi ignora e giudica sia illuminato.
Anna Rossi
23 gennaio 2012 at 18:20
Buon pomeriggio!
Wanda Montanelli mi avvia a questa bella notizia associativa. Una donna centrata, coraggiosa e determinata. Sarebbe interessante creare degli indicatori di “sensibilità” del concetto di libertà.
Quando studiavo economia la dissonanza didattica che percepivo era dettata da un’immagine imperante dello studio immerso nel sistema monistico dell’impresa nonostante in Italia ed in Europa in generale il 90% delle imprese siano di taglia PMI. Alla fine si finisce per trovare naturale uccidere la mucca dalla quale mungiamo. Per dirla breve..potremmo dire che la Russia la dittatura non è mai morta ma la percezione che abbiamo noi occidentali della dittatura è frutto di stereotipi di cui la Russia fa parte. C’è una dittatura molto più sottile e cruenta che uccide l’uomo disintegrandolo e di cui non siamo ancora in grado di cogliere i dettagli. Si veste di occidente e permette discorsi liberi nei parchi. Produce gli stessi dossier dei regimi comunisti o quant’altro e fa marcire in cella un mumero spropositato di derelitti. Da Anna, con Anna e per tutti gli esseri umani che non temono il terrore.
Anna Rossi
Resp Rel Esterne ONERPO
Andrea Riscassi
23 gennaio 2012 at 19:53
Grazie Anna!
Paolo Moschini
3 giugno 2012 at 23:56
.. è scomodo portare avanti le idee ed onorare la memoria di una Giornalista non allineata. Penso che una volta tanto, sarebbe il caso di finirla di tirare in ballo lo schema dei due blocchi ed avere il coraggio di riconoscere la sua autonomia e Libertà. Complimenti ed augurarti buon lavoro .