Cecenia

La fiamma di Kadyrov

L’ex leader delle milizie cecene filo-russe, piazzato da Putin al vertice della Cecenia, fa il tedoforo per le Olimpiadi di Sochi.
Circondato da decine di agenti delle truppe speciali, nella Russia normalizzata e pacificata, corre non proprio in modo agile verso la meta.
La Politkovskaja, prima di essere assassinata, lo aveva definito un “idiota”.
Ieri, nello stadio di Grozny, Ramzan Kadyrov ha urlato: “Viva la Russia, viva Putin, viva le Olimpiadi, Allah è grande”.
A me vien da dire, sottovoce: Anna è viva e lotta insieme a noi.
Ad maiora

Zanzare

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Sto preparando le presentazioni delle tesi magistrali degli studenti che si laureeranno settimana prossima. Due di loro sono incentrate sulla Russia.
Ogni volta che mi avvicino all’Orso mi rendo conto di farlo secondo una prospettiva che passa sempre per la griglia di idee di Anna Politkovskaja. E sento il peso della sua assenza. Di non avere più punti di riferimento per quello che accade ora.
Che avrebbe scritto, ad esempio, Anna delle manifestazioni nazionaliste e anti-immigrati di questi giorni a Mosca? Come avrebbe valutato il sostegno (per me imbarazzante) dato loro da Alexey Navalny, blogger e leader dell’opposizione a Putin?
Domande che rimangono senza risposta.

Ad maiora

Ps. Ho scoperto solo ieri che su un sito di “informazione” russa vengo accusato (tramite i miei libri e insieme ai Radicali e Annaviva) di “distorcere la realtà della situazione negli eventi del Caucaso del Nord”, ossia in Cecenia.
Anna non c’è più. E io valgo un’unghia del suo piede. Ma evidentemente anche le piccole zanzare dell’informazione possono dare noia.

Zapping mondiale: #Prodi e #Bersani, ma anche Amanda Knox e Yara Gambirasio

Come è triste BersaniI giornali online di tutto il mondo affrontano oggi la crisi italiana. C’è chi si sofferma sul suicidio del Pd e le dimissioni di Bersani come El Pais, il Guardian e le tedesche Die Zeit e Faz. Le dimissioni di Bersani campeggiano sull’apertura mattutina del Corriere del Ticino. Accompagnate da una foto (quella qui sopra) in cui l’ex segretario del Pd ha la faccia triste.
L’altro giornale ticinese, Il Corriere del popolo, parla invece di flop di Prodi. La sconfitta del politico bolognese campeggia anche su Le Monde.
Su El Mundo si racconta invece la storia di Yara Gambirasio con la caccia, genetica, all’assassino. Mentre sull’Indipendent ci sono le memorie di Amanda Knox.
Una parentesi sull’attentato di Boston e l’arresto del secondo terrorista di origini cecene. Le Figaro racconta che sono diminuiti gli attentati in Russia. Mentre su Le Monde dittatore locale, Kadyrov, commenta a suo modo l’accaduto e il New York Times parla di Beslan. Radio Free Europe tratteggia infine un loro ritratto.
Chiudo col calcio, Mourinho protagonista su Al Arabiya.

Ad maiora

8 anni fa l’uccisione di Maskhadov. Appello al regime russo perché restituisca il corpo alla famiglia

maskhadovRicevo e volentieri pubblico questo articolo della diaspora cecena.
L’8 marzo tanti ceceni ricordano l’uccisione di un dei loro leader, l’ex presidente Mashkadov. Da più parti considerato un mediatore.
Le autorità russe non hanno mai restituito il corpo alla famiglia.
Ad maiora
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Eight years ago, on March 8, the Chechen people lost their leader, but more importantly, the
world community lost its humanity and honor while staying silent about Russia’s state
terrorism against the elected President of the Chechen people!
In January 1997, Aslan Aliyevich Maskhadov was legitimately elected, gaining more than 59%
of the votes in the free and democratic elections in the Chechen Republic of Ichkeria, under
the aegis of international institutions like UN and OSCE. One of his first actions was signing a
peace treaty between the Chechen Republic of Ichkeria and the Russian Federation. During
his term, he defended human rights and did his best to keep peace alive. But despite all of
his efforts, the war machine worked once again at the end of 1999, and he headed the
defense of his native land against the unlawful Russian military occupation as the leader of
the Chechen people. However, during all his military and political life, he strongly
condemned any kind of terrorist actions and stood against terrorism. He believed that he
could bring an end to this war if he might talk for only a few minutes face to face with the
Russian President Putin; in this aim, he announced a unliteral ceasefire while hoping to find
peace. However, the Russian state’s answer was brutal and they assasinated the President of
the People in front of the world community. Their cruelty didn’t end with this, they seized
his body referring to their inhumane law about their right to keep the bodies of “terrorists”!
Whatever the Russian law says, this practice cannot be considered legal, neither in a political
context, nor in ethical terms.
We, the Save Chechnya Campaign, once again ask the Russian authorities to bring an end to
this horrible practice and give his body back to his family for burial according to Muslim and
Chechen traditions!
We, the Save Chechnya Campaign, ask all international institutions and human rights
organizations as well as people of goodwill to apply pressure and demand the return of the
body of the President of the People!
Advocate Burak Oztas
General Director of Save Chechnya Campaign