Pensieri

Il Dalai Lama a Milano

A ottobre torna il Dalai Lama a Milano

Ricevo e volentieri diffondo questa notizia che mi arriva dall’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling. A Ottobre tornerà infatti il Dalai Lama a Milano. Spero di essere libero in quel periodo e di poter avere di nuovo l’opportunità di incontrarlo. Nelle due precedenti visite, ho avuto il piacere (e l’onore) di intervistarlo.

La prima volta fu nel 2007, al Palasharp (struttura ormai in abbandono) la seconda nel 2012 al Forum di Assago.

Per la prima intervista, per prepararmi al meglio (da noi a scuola fanno catechismo, non insegnano religione), lessi praticamente tutto quello che potevo, scritto da lui o su di lui. L’incontro e l’intervista, pur collettiva, furono davvero emozionanti. Da allora smisi di bere alcol. Non perché avessi aderito al buddismo ma per cercare di essere sempre presente a me stesso.

Nella seconda visita, rammento che gli feci una domanda politica (il Comune di Milano gli aveva negato la cittadinanza onoraria) e che rispose sempre con parole di apertura. Anche verso il regime cinese. Al tempo di quel secondo incontro avevo smesso di mangiare carne e pesce. Sempre seguendo il suggerimento di “conoscere se stessi”.

La cosa che stupisce di più del Dalai Lama è la sua sonora, contagiosa, risata. Che spero di tornare a sentire il prossimo ottobre.

Ad maiora

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Care amiche e cari amici,

siamo molto lieti di informarvi che, grazie all’impegno delle nostre Guide Spirituali il Ven. Thamthog Rinpoche e il Ven. Tenzin Khenrab Rinpoche, Sua Santità il XIV Dalai Lama ha accettato il nostro invito di dare i Suoi preziosi insegnamenti a Milano il 21 e 22 ottobre 2016.

Il 21 ottobre, mattina e pomeriggio, Sua Santità il Dalai Lama darà insegnamenti, mentre la mattina del 22 ottobre, conferirà un’iniziazione e nel primo pomeriggio terrà una conferenza pubblica.
Vi preghiamo di aiutarci nel diffondere la notizia dell’evento sin da subito affinché più gente possibile possa organizzarsi per partecipare.

Ulteriori informazioni sull’evento verranno comunicate e pubblicate al più presto sul sito dell’evento www.dalailama-milano2016.org <http://www.dalailama-milano2016.org> .

Un cordiale saluto a tutti,
Ghe Pel Ling

Se le statue si annoiano

Il boxgate ha messo l’Italia in ridicolo. Non c’è nulla di peggio e in questo caso la berlina è meritata. Non tanto per il goffo atto di cortesia, in sé valore importante e ormai sottovalutato. Vedere il crollo dell’Occidente in un nudo nascosto è un’esagerazione. Capita di sbagliare. No, la berlina è meritata perché sembra che la decisione di coprire le statue non l’abbia presa nessuno. A Roma lo scaricabarile non ha mai fine.
La Venere capitolina su è impacchettata da sola una notte perché si annoiava e un paio di altre divinità l’hanno imitata.

Tratto da “L’Italia, le statue coperte e le verità elastiche” di Roger Cohen su Repubblica di oggi (traduzione dal New York Times di Emilia Benghi)

Passano i giorni, non la vergogna. 

Ad maiora

Salutti amico

Salut mia cara sconosciuto. Come stai? Mi chiamo Iryna! Sono una donna bionda con gli occhi blu. Sono dolce, istruita. Hai ricevuto le mie foto? Ho mandato a te alcune nuove image. Esse ti sono piaciute? Saro contenta se mi invierai le tue nuove foto. Sono una femmina sola e nubile. Non ho bambini. Ho 31 anni. Vorrei trovare l’altra meta per creare una focolare… Se mi, ti inviero piu mie foto. Aspettero tua risposta con impazienza. Per anima;)

Se l’è cercata, l’Occidente

manginobrioches

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Salve, sono quella che soffre di deformazione di genere.
Sì, ce l’ho particolarmente lungo. Il rancore. Il malanimo. Il dispiacere, ogni volta che ci sono (cioè spesso) casi come quello di Ashley Olsen, l’americana uccisa da un ragazzo senegalese a Firenze, senza un vero motivo.

E a quelli che commentano “Se l’è cercata”, vorrei ricordare che:
– Ashley Olsen stava applicando, appunto, i nostri valori occidentali: si riteneva libera di andare a letto con chi le pareva, senza dover rischiare la vita (e poi pure le scemenze di chi commenta la sua morte);

– che Ashley Olsen era extracomunitaria, esattamente quanto il senegalese che l’ha uccisa, ma nessuno l’ha mai apostrofata come “extracomunitaria”. Perché le parole sono divise, angolazioni, dichiarazioni d’appartenenza (di te che le dici, non di quelli che cerchi di definire). Sì, lei era “regolare” e lui no, ma sempre extracomunitaria, checché voi pensiate…

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Obiezione di coscienza al supermercato

Mesi fa, incontrando una scolaresca, sottolineavo l’importanza, politica, delle scelte personali, quelle della vita di tutti i giorni. Non tutti i ragazzi (anzi, le ragazze) concordavano. Eppure come si sottolinea in questo vecchio scritto del compianto Alex Langer, si fa politica anche tra i banconi di un supermercato, anche ai tavolini di un bar. Basta essere coscienti di quel che si fa. E di quel che si ingerisce.

Ad maiora

Grande peso possono avere, certamente, le scelte personali, soprattutto se spiegate e propagandate adeguatamente: fa differenza rifiutare un prodotto in silenzio, o spiegarne il motivo in un colloquio con il direttore del supermercato, seguito magari da una lettera al giornale cittadino o da un cartello portato davanti all’ingresso del punto di vendita.

L’obiezione di coscienza nei confronti dei prodotti macchiati da troppo sangue, da troppa distruzione ambientale, da troppo sudore malpagato, da troppa infelicità di bambini derubati della loro infanzia è una scelta altrettanto valida e forte quando quella nei confronti del servizio o delle spese militari. Ma per pesare ha bisogno di moltiplicarsi e di farsi conoscere, di generare dibattito – e di offrire alternative accettabili anche per cittadini che non se la sentano di trarne conseguenze semplicemente ascetiche, di rinuncia totale.

Alex Langer, Non per il potere, Chiarelettere, Milano, 2012

La “ragazza” americana uccisa e l’uomo di 25 anni

Torno ancora sul caso di cui mi sono occupato due giorni fa, ossia la gestione mediatica dell’assassinio, a Firenze, di Ashley Olsen. L’americana uccisa aveva 35 anni. Ora hanno fermato il presunto assassino, uno “spacciatore straniero” di 25 anni. Il virgolettato è tratto dal titolo del Corriere, cui farebbe bene ricordare che anche l’assassinata è straniera. Ma forse essendo “americana” e non “senegalese” gode, anche da morta, di uno status speciale.

Insisto invece ancora sul concerto di giovinezza (tema peraltro caro al fascismo) sul quale ho scritto nel precedente post.

Perché oggi l’articolo sul principale quotidiano del paese cade nello stesso difetto di due giorni fa, anzi ci mette il carico. 

Perché la donna assassinata (35 anni) viene definita per tre volte “ragazza”. Mentre il presunto assassino (25 anni) oltre a essere definito “presunto killer” (come se fosse un assassino appartenente a qualche clan mafioso) viene chiamato “uomo”. Insomma, un modo di affrontare questo caso di cronaca nera davvero superficiale e discutibile.

Ad maiora 

Ps. Dario Fo, intervenendo ieri a Milano, ha espresso dubbi sulla candidata sindaco del Movimento 5 stelle per il capoluogo: “la ragazza che è stata scelta non mi convince”. Patrizia Bedori ha 52 anni…

Gratuità

Abbiamo bisogno di occasioni e opportunità gratuite nella nostra vita, nella vita delle città e delle campagne. Può bastare anche poco: spazi per sedersi senza dover consumare, accesso alla natura, al mare, al verde, senza dover pagare un biglietto, una fontana pubblica con l’acqua buona alla portata di tutti, biciclette del Comune che so possono prendere in prestito e restituire, un mercatino di scambio dell’usato… In una società dove tutto è diventato merce, e dove chi ha soldi può comperare e stare meglio, occorre la riabilitazione del “gratuito”, di ciò che si può usare ma non comperare: perché non mettere a disposizione occasioni gratuite – modeste, magari – per dormire, mangiare, rifornirsi di vestiti usati…?

Alex Langer, Non per il potere, Chiarelettere, Milano, 2012

Ad maiora