Per sport

L’oppio dei popoli.

A colpi di espugna

Stimati Colleghi dell’Ufficio Centrale e in particolare ignoti titolisti della prima pagina, accogliete queste righe non come un’umile preghiera (non esageriamo) ma una sommessa richiesta: riuscireste a fare a meno del verbo espugnare? È ricomparso lunedì, per la Fiorentina a San Siro. Poteva vincere a, passare a. No, espugna. Si dà il caso che da parecchi anni, allo sport, molti abbiano deciso di evitare ogni metafora bellica. Niente fucilate, raffiche, cannonate o cannonieri, missili terra-aria o terra-terra, cecchini, obici, spingardate. Un obiettivo non è mai nel mirino. Niente campi violati. Mi piace il basket ma detesto le bombe da 3. Mi piace la radio ma non l’abitudine di molti radiocronisti: “L’arbitro dà inizio alle ostilità”. Quali ostilità? È una partita di calcio e gli altri sono avversari, non nemici. Non si parla di ostilità prima dei 200 dorso, o di una partita di tennis. È anche così che si rinforza la sottocultura calcistica. Un colpo di spugna a espugna sarebbe un piccolo gesto in direzione contraria.
(Un grandissimo) Gianni Mura su Repubblica di oggi, 4 ottobre 2015

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Innovation Running

Torna la Innovation Running

E’ una corsa cui sono particolarmente affezionato perché organizzata dall’Avis Milano, organizzazione per la quale dono il sangue da quando sono maggiorenne e della quale sono stato – brevemente e inopinatamente – persino nel direttivo.

La corsa quest’anno si svolge il 17 ottobre in un posto anomalo: nei viali dell’Ospedale Niguarda, a ricordare come sport e salute siano connessi.

Due le gare podistiche (da e km, entrambe non competitive) che si snoderanno all’interno dell’Ospedale, ma anche del Parco Nord di Milano.
Insieme alla corsa ci saranno attività legate alla Sanità, alla Cultura, al Sociale e alle famiglie con l’ intrattenimento per i più piccoli. Il tutto inizierà alle 14.30 e terminerà alle 18.30 circa, tra gare, eventi vari e premiazioni.

Per tutti i partecipanti alle gare è prevista la distribuzione di sacche, con all’interno maglietta tecnica, pettorina, vario materiale informativo e gadget. Il costo di iscrizione alle gare è di 10 euro.
L’Avis Milano ha deciso di sostenere l’Associazione Cancro Primo Aiuto nella raccolta fondi per l’acquisto dell’Acceleratore Lineare utile per la cura del Cancro che verrà utilizzato proprio  all’Ospedale Niguarda.
Una parte delle iscrizioni, verrà infatti devoluta per l’acquisto.
Per i dettagli info@avismi.it

Per iscriversi (on-line) cliccate qui.

 

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Giovedì a Expo2015 pronti la Kenya Run

Giovedì prossimo, 10 settembre, parteciperò alla Kenya Expo Run, corsa competitiva di 10 chilometri tutta dentro Expo2015.

Rivolta a tutti, atleti professionisti e non, la “Kenya Expo Run” è divisa in due “gare”: la prima alle 16.00 con la “Family Run”, camminata a ritmo libero dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, con un percorso di 3 km che si snoda tra i padiglioni di Expo Milano 2015 (iscrizioni sul sito http://www.stramilano.it).

Alle 20.00 la gara competitiva di 10 km: ai blocchi di partenza campioni medagliati keniani, professionisti ed amatori (come me) si cimenteranno sul percorso inedito ricavato nel sito di Expo Milano 2015. E’ una competizione internazionale, riservata agli atleti tesserati FIDAL o Enti di Promozione Sportiva convenzionati con la FIDAL e ai tesserati per società straniere affiliate alla IAAF. L’inizio della gara è stato posticipato alle 20.

Diversi i premi dedicati ai partecipanti, a partire dal kit del perfetto “Kenya Expo” runner: maglietta ricordo della manifestazione, acqua (offerta da Sanpellegrino S.p.A.), gadget (offerti da Coop e Lindt) e un biglietto omaggio (offerto da TIM) di ingresso serale a Expo Milano 2015 per ritornare a visitare il sito espositivo. Il primo uomo italiano e la prima donna italiana della gara competitiva a tagliare il traguardo riceveranno in premio un viaggio per due persone a Malindi della durata di cinque giorni con pernottamenti e pasti inclusi e volo andata/ritorno in business class. Nel caso della corsa non-competitiva invece alla famiglia partecipante più numerosa sarà omaggiata una scultura in bronzo o legno realizzata in Kenya, mentre il partecipante più giovane otterrà un cesto assortito di gift keniani.

Tra gli atleti a quattro stelle ci sarà Thomas Lokomwa, vincitore delle ultime due edizioni della Stramilano, e Paul Tergat che supporterà i corridori con la sua esperienza di maratoneta – detentore del record della mezza maratona di Milano del 1998 (59’17’’) – e ambasciatore del World Food Programme. Insieme anche al campione mondiale 10.000 metri di Tokyo ‘91, Moses Tanui e alla maratoneta Lornah Kiplagat.

Per partecipare è necessario iscriversi online, entro il 7 settembre, sul sito http://www.stramilano.it: per la “Family Run” il costo è di 15 euro, mentre la “Competitiva” è di 20 euro; entrambe comprendono il biglietto speciale di ingresso al sito espositivo, a partire dalle ore 14.00.

La “Kenya Expo Run” è organizzata dal Kenya in collaborazione con Stramilano, la Federazione di Atletica kenyana Athletics Kenya, la Federazione di Atletica Italiana FIDAL e la Onlus varesina AFRICA&SPORT, impegnata nella sensibilizzazione dello sport come strumento per conoscere il continente africano.

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Bebe Vio

In carrozzina non puoi fuggire

Inutile dire che da quel giorno non sono mai più scesa dalla carrozzina di scherma e non ci penso proprio a tornare a tirare in piedi. Perché?
Nella scherma in piedi quando sei in difficoltà o non sai che pesci prendere, puoi scappare a fondo pedana.
In carrozzina non puoi fuggire. Sei bloccato, la distanza tra te e l’avversario è fissa.
Quindi, la morale è: se non puoi scappare, non avere paura.

Bebe Vio, Mi hanno regalato un sogno (La scherma, lo spritz e le paralimpiadi), Rizzoli, 2015.

Se avete voglia di conoscere Bebe (e credo ne valga la pena) venite sabato 27 giugno alle 20.30 all’Arena di Milano.

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La corsa delle 5.30 del mattino a Milano

Correre. Per sopravvivere

La corsa sulla lunga distanza era venerata perché era indispensabile; era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta. Correvamo per mangiare e per non essere mangiati; correvamo per trovare una compagna e impressionarla, e con lei correvamo via per cominciare una nuova vita assieme. Se non avessimo amato la corsa, non saremmo sopravvissuti abbastanza per amare nient’altro. E, come per ogni altra cosa che amiamo (tutto ciò che chiamiamo “passioni” o “desideri”), si tratta di una necessità ancestrale che ci portiamo impresa nel DNA. Siamo nati per correre; e siamo nati perché corriamo.

 

Christopher McDougall, Born to Run, Mondadori

 

Ps. Venerdì si corre a Milano la 5.30Run , imperdibile, malgrado l’orario non proprio agevole.

Non passa lo straniero

Non passa lo straniero… Il calcio ai tempi dell’autarchia

Quattordici anni di calcio autarchico, per il periodo che va dalla disfatta di Corea agli arresti per il calcioscommesse. Di questo tratta il divertente libro di Davide Steccanella “Non passa lo straniero (ovvero quando il calcio era autarchico)”.

Molti dei nomi che sono contenuti nel volume mi erano usciti dalla mente. ma altri, leggendoli, mi hanno subito venire il mente le figurine che a quel tempo, gli anni ’80, come tutti i ragazzini erano uno dei miei migliori passatempi.

Steccanella racconta stagione per stagione quegli anni nei quali le partite si giocavano tutte ella stessa ora e dove “Tutto il calcio minuto per minuto” e “90° minuto” erano gli unici strumenti per sapere quel che accadeva (salvo ovviamente recarsi allo stadio, e al tempo, non era facile perché registravano spesso il tutto esaurito, mica come oggi dove si va solo di decoder).

Alla fine di ogni campionato ci sono due schede degli eroi, tutti italiani ovviamente, dimenticati: da Alberto Ginulfi a Odoacre Chierico (indimenticabile riccioli rossi).

Dopo il Mundial spagnolo le frontiere vennero riaperte: uno, due stranieri a squadra. Poi dopo Bosman, un fiume inarrestabile. Col risultato che ci sono partite dove i giocatori nati in Italia si contano sulle dita di una mano.

E allora è divertente ricordare come era un tempo il calcio in Italia. E come non sarà più.

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Davide Steccanella

Non passa lo straniero

Jouvence Editore

Pagg. 153

Euro 14

Christian_Reif_Barcelona_2010

Il posto fisso e Christian Reif

Sentendo ieri sera in tv il Presidente del consiglio del mio paese (non lo chiamerò premier, finché non diventerò suddito della Corona) urlare che “il posto fisso non c’è più”, mi è tornata alla mente una breve notizia che ho letto sabato sulla Gazzetta. Annunciava che Christian Reif, campione europeo di salto in lungo a Barcellona, nel 2010, si è ritirato dalle attività sportive.

Così l’atleta tedesco, classe 1984, motiva – ovviamente via Facebook – la sua scelta: “E’ venuto il tempo di pensare al futuro dopo aver ricevuto un’interessante offerta di lavoro a tempo pieno”.

Ma guarda un po’: un tedesco che si ritira dalle attività sportive per il mitico “posto fisso”! Manco fosse uno che ha partecipato a un concorso pubblico in Italia…

Ma forse, la notizia pubblicata a pagina 39 della Gazzetta non è nemmeno arrivata alla Leopolda.

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