Obama

Lo strabismo dei media: esaltazione delle elezioni americane e rappresentazione degli immigrati (tesi)

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Ogni quattro anni, ogni volta che nel nostro paese si scatena l’attenzione isterica per le elezioni statunitensi, rimango perplesso: i media ci rendono partecipi come se potessimo votare e soprattutto come se il presidente a stelle e strisce alla fine ci rappresentasse.

Passata l’euforia mediatica poi, chiunque governi a Washington continua a fare solo ed esclusivamente gli interessi Usa. Che quasi mai peraltro collimano con quelli europei e italiani.

Anche di questo si occupa la tesi di Karim Antonietta Marazzina in discussione in questi giorni alla Statale di Milano. La Marazzina ha preso in esame tg e giornali del novembre 2012 per analizzare la ola che ha preceduto e seguito la rielezione di Obama.

Mettendola a confronto con la serie di stereotipi che caratterizzano invece le informazioni che riguardano i migranti che arrivano nel nostro paese. Dei quali si parla solo se commettono reati. Identificando i colpevoli con la loro provenienza geografica e creando in questo modo un pregiudizio nei confronti dei (supposti) diversi: romena stuprata da marocchino, è francamente una frase che non si vorrebbe più né leggere né sentire.

La tesi si conclude con un sondaggio nella quale la tesista ha verificato quando, ovviamente, i media influenzino il nostro moo di vedere, di percepire. Di pensare.

Ad maiora

Zapping mondiale: Berlusconi dorme (a Dallas) ma piglia pesci.

Berlusconi dormeQualche sprazzo di Italia sui siti web in giro per il mondo. Il pezzo più curioso compare sul Pais che racconta delle condizioni imposte da Berlusconi nelle trattative per il nuovo esecutivo, accompagnando il testo con una foto (qui sopra) dell’ex presidente che si appisola a Dallas.
Le consultazioni di Letta per la formazione del governo compaiono sul Corriere del Ticino mentre l’Economist traccia il – complesso – quadro politico italiano.
Allargando un po’ lo sguardo, in Spagna, a Madrid, scontri per ottenere le dimissioni del governo. Lo riferisce El Pais. Mentre sul New York Times si parla dello sciopero della fame a Guantanamo.
Su Le Figaro, in puro stile Studio Aperto, si indica la pronipote della Thatcher come nuova Pippa Middleton. Non ci allontaniamo molto leggendo l’Indipendent che racconta della battaglia per un tatuaggio in casa Obama. Sempre in ambito cazzeggio, segnalo l’orgoglioso pezzo della Taz sul dominio tedesco sul calcio europeo. E in ambito calcistico, ma più politico, Al Arabiya riporta la notizia di un’inchiesta sulle dittature (italiane e argentine) che avrebbero portato a vincere i Mondiali.
La Nacion scrive invece dell’incontro tra il Papa e Zanetti.
El Mundo racconta infine il record personale di Putin che parla in tv per 4 ore e 47 minuti. Penso avrebbe fatto addormentare anche il suo amico Silvio.

Ad maiora