Vera Politkovskaja

#presidenzialiRussia Vera Politkovskaja: temo uso forza contro manifestanti

“Che le elezioni siano illegittime si capisce subito. Nessuno ha dubbi che Putin vincerà. Ma e’ una bella domanda cosa accadrà dopo che diranno i risultati.
Purtroppo c’è una possibilità non troppo positiva per l’opposizione: che contro di lei venga fatto uso della forza.
Perché è ovvio che gente scenderà in piazza il 5 marzo e quindi la domanda è: cosa farà il governo?
Nessuno vuole il sangue. Nemmeno io.
Ricordando quello che diceva mia mamma: la rivoluzione in Russia non sarà bella. Purtroppo.
Spero finisca nel modo meno doloroso possibile. Ma qualcosa mi dice che non sarà così.
Ci saranno problemi verso chi protesta.
Tutti gli scenari sono imprevedibili. Quel che succede sarà comunque spontaneo”.
Così Vera Politkovskaja, figlia di Anna, nell’incontro che sta avendo con Annaviva a Mosca.
Ad maiora

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FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

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EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it

ANCHE GENOVA HA UN GIARDINO DEI GIUSTI

Prima c’è stata Padova, poi (grazie a Gabriele Nissim e Manfredi Palmeri) a Milano. Da oggi anche Genova ha il suo Giardino dei Giusti. Non sono stati piantati nuovi alberi ma si sono poste targhe su tre alti fusti già presenti. Nando dalla Chiesa (promotore della Settimana internazionale dei Diritti che da quattro anni ogni estate riempie la città ligure di grandi persone e grandi idee) spiega così la ragione:

Sul perché sia stata scelta piazza Vittoria, è la sindaco di Genova Marta Vincenzi a offrirne la (non banale) motivazione:

Sono state scoperte poi le tre targhe dedicate ai giornalisti russi, a quelli messicani e a chi si batte perché non dimentichi la strage dei tutsi in Ruanda:

In Comune sono state poi dati gli attestati che certificano la cittadinanza onoraria di Genova per  Sandra Rodriguez Nieto dal Messico, Vera  Politkovskaja dalla Russia e Yolande Mogasana dal Ruanda:

Ieri sera, sempre a Palazzo Tursi, Vera Politkovskaja ha parlato del processo contro gli assassini di sua madre. Della quale ha poi tracciato un breve (ma significativo) ritratto.  A seguire Nadezhda Prusenkova nella Novaja Gazeta ha spiegato quali siano i problemi per la libertà di stampa in Russia:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/11/a-genova-vera-ricorda-sua-mamma-anna-politkovskaja/

Oggi è stata invece Yolande Mogasana, candidata al Premio Nobel per la Pace 2011, a spiegare come portare avanti il ricordo di quanto accaduto in Ruanda:

Nella speranza che il nuovo vento milanese, porti anche nell’ex capitale morale questa serie di significativi incontri.

Ad maiora.

ESSERE GIUSTI IN RUSSIA (E NON SOLO) – PHOTOGALLERY

Una due giorni molto intensa quella cui ho assistito a Genova. La Settimana internazionale dei Diritti è giunta alla quarta edizione e quest’anno era dedicata ai Giusti. Giusti in tutte le loro accezioni. Ho seguito , per ragioni di (minime) competenze gli incontri sulla libertà di stampa in Russia e ieri sera a quello sugli anni ’70. Oggi c’è stata l’inaugurazione del Giardino dei Giusti genovese, in piazza della Vittoria.

Questa è una piccola galleria fotografica delle manifestazioni.

Ad maiora.

A GENOVA VERA RICORDA SUA MAMMA, ANNA POLITKOVSKAJA

“Mia madre era una madre come tutte le altre. Una persona normale.” Le parole di Vera Politkovskaja a Palazzo Tursi a Genova mi hanno ricordato quelle dedicate a Giorgio Ambrosoli, uno dei nostri eroi borghesi. Per uno come per l’altra, non c’erano autorità ai funerali.
Per l’omicidio della giornalista russa siamo ancora in attesa di un processo che condanni i killer e soprattutto i mandanti. Vera (ospite della bellissima settimana genovese dei diritti, quest’anno dedicata ai Giusti) ha detto che la sua famiglia è fiduciosa che Rustam Mahkmudov, il ceceno arrestato qualche settimana fa, possa essere davvero l’esecutore materiale dell’assassinio. Per i mandanti siamo invece ancora lontani dalla verità.
Vera, come già disse a Milano quando venne ospitata da Annaviva e Gariwo, si è detta contenta dell’attenzione internazionale verso la figura di sua madre. In Russia non è purtroppo così.
Nadezhda Prusenkova della Novaja Gazeta, presente con Vera al dibattito (insieme a Leonardo Coen e Giorgio Fornoni) ha invece ribadito che il giornale di Anna non si ferma e continua la sua “battaglia” per il giornalismo libero.
Domani, 12 maggio, alle 11, Vera e Nadezhda saranno in piazza Vittoria qui a Genova per inaugurare – alla presenza del sindaco Marta Vincenzi – il locale Giardino dei Giusti.
Ad maiora.

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