Valentino Valentini

La guerra dei vent’anni. Scende in campo Valentino Valentini

20130620-184712.jpg

Ho visto un ampia presentazione su Studio Aperto del secondo speciale che Mediaset metterà in onda per difendere il proprio datore di lavoro dalle accuse della Procura di Milano.
Il “servizio” del tg era tutto incentrato sulle parole di Valentino Valentino, che già al processo Ruby aveva dichiarato di ave chiamato lui in Questura e poi aver passato il telefono all’allora presidente.
Per sapere chi è questo personaggio (che abitualmente rifugge i media), rimando a questo post che gli avevo dedicato qualche tempo fa.
Ad maiora

Valentino Valentini. L’uomo-ombra di Silvio a Mosca

Ieri è comparso tra i testimoni della difesa del processo sul Ruby Gate, ma è scivolato via come la pioggia sul vetro.

Eppure Valentino Valentini è un personaggio chiave dell’entourage berlusconiano.

Classe 1962, bolognese, Valentini è stato allevato in Publitalia, poi assunto come interprete al Parlamento europeo (ora è in aspettativa). Sulla via di Bruxelles trova Silvio Berlusconi che lo assume come proprio segretario personale.

La fedeltà paga e Valentini sbarca in Parlamento nel 2001. Non si registrano particolari attività d’aula. Mai un interpellanza o un intervento in assemblea.

La sua vera attività è mantenere la rete di rapporti tra Eni e Gazprom, tra Berlusconi e Putin. Anche il presidente russo lo ama, tanto da insignirlo dell’onorificenza dell’Ordine di Lomonosov. Ignote le motivazioni.

Valentini, sconosciuto ai più nel nostro paese, è invece monitorato dagli americani. Nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks, l’allora ambasciatore americano Spogli lo descrive così: “Valentino Valentini, un membro del Parlamento e una sorta di uomo ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi a Mosca, praticamente senza staff o segreteria. Valentini, che parla russo e va a Mosca diverse volte al mese, appare frequentemente al fianco di Berlusconi quando si incontra con gli altri leader. Che cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite non è chiaro, ma si vociferi che curi gli interessi di Berlusconi in Russia”.

Valentini, che dà del tu a Putin, dopo le rivelazioni di Wikileaks, replica dal Kazakistan il 2 dicembre 2010 (dove si trova in visita con Berlusconi e Bonaiuti) a chi lo accusa di “frequenti viaggi a Mosca”: “Al di là di alcuni titoli maliziosi, basta leggere per intero i rapporti filtrati da Wikileaks per capire di cosa si tratti: chiacchiere di corridoio della politica. Sui rapporti con la Russia non c’è nulla di misterioso, come ho più volte avuto modo di argomentare direttamente all’ambasciatore Spogli durante numerose colazioni nella sua residenza di Villa Taverna”.

Scrive invece Stefano Feltri sul Fatto quotidiano del 3 dicembre 2010: “Quel che è chiaro è che questo deputato bolognese di 48 anni è considerato una specie di ministro degli Esteri ombra, qualifica che stava per essere formalizzata dopo le elezioni del 2008 quando Valentini era pronto per diventare sottosegretario alla Farnesina con delega all’Europa. Poi la cosa è saltata, perché il ministro avrebbe percepito la nomina di Valentini come un commissariamento di fatto da parte di Palazzo Chigi. Così Valentini ha conservato quello status informale di consigliere della Presidenza del Consiglio che gli permette di avere maggiore autonomia d’azione. Nessuno sa quante lingue parli, chi dice cinque, chi sette o otto. Adesso che il suo nome è finito sui giornali di tutto il mondo, per Valentini sarà un po’ più complesso muoversi con la discrezione a cui si era abituato negli ultimi anni”.

In realtà, anche ieri è scivolato via. Come un’ombra

Ad maiora

Mosca si prepara al terzo mandato di Putin e al corteo dell’opposizione

Denis Bilunov, uno dei leader dell’opposizione russa, si presenta all’appuntamento (ristorante georgiano, piacerebbe al buon Piretto) indossando la maglietta di Annaviva. Siamo insomma sempre presenti anche a Mosca…
Giovedì 10 (alle 21) lo ospiteremo alla libreria popolare di via Tadino 18 a Milano. A parlare della Russia di Putin.
Il 6 e il 7 sono due giornate importanti e connesse per Mosca. E non solo.
Lunedì mattina Putin si insedia al Cremlino per la terza volta.
E domenica è prevista la Marcia del milione. In piazza tutta l’opposizione al putinismo. Verranno (se non li fermano prima, come sta accadendo qua e là) anche rappresentanti da tutta la Federazione.
Il corteo, dopo un lungo tira e molla è stato autorizzato dal Comune di Mosca (il nuovo sindaco è meglio del precedente, ma non è che ci voleva molto).
Seguirà lo stesso percorso dell’ultima grande manifestazione contro Putin e finirà in Bolotnaja. Difficile capire cosa succederà al termine del corteo.
Lo capiremo solo vivendo.
Ad maiora

Ps. Ho anticipato di qualche ora l’arrivo del “mio” ex primo ministro, qui per omaggiare l’amico Putin. Suppongo che, per preparare il terreno a SB, sia già arrivato a Mosca anche Valentino Valentini, vera anima grigia della politica estera pidiellina. È, insieme a Silvio, uno dei pochi italiani ammessi a dormire al Cremlino.
Son cose…

20120505-000402.jpg