Uruguay

Zapping mondiale: da Reguzzoni a Socrates

ReguzzoniI nostri vicini ticinesi aprono questa mattina con la notizia della richiesta di esplusione dal Carroccio per l’ex capogruppo leghista Reguzzoni.
Le Figaro apre (almeno mentre lo sto leggendo) con la notizia della Costa che pagherà un milione di euro per il naufragio della Concordia al Giglio.
La vittoria del Bayern contro la Juve in Champions campeggia sulla tedesca Faz.
Per il calcio, quello serio, consiglio la storia di Socrates, raccontata da Al Jazeera.
Ah, per la serie dei paesi più avanti di noi oggi segnalo (da El Pais) l’Uruguay, dove è stata introdotta la possibilità anche per le persone dello stesso sesso di sposarsi.
Concludo con questa notizia da Al Arabiya. L’Iran lancia mappe interattive contro Google Earth.
Ad maiora

PILLOLE MONDIALI. 22

Ancora qualche pillola per alleviare l’assenza di qualcuno per cui tifare. E per dare un senso a qualche gol.

L’Uruguay oltre la semifinale non poteva andare, questo sembra chiaro. L’Olanda arrivata in finale ora può anche vincerla. Ha una squadra solida. Magari non spettacolare, ma sempre in palla.

Si è esaltata in questi giorni la formazione fatta di giovani ma oggi il primo (bel) gol l’ha realizzato uno che di anni ne ha compiuti 35. Giovanni van Bronckorst, nato a Rotterdam, ha iniziato a giocare nel Feyenoord (la squadra della sua città) nel lontano 1992, poi dal 1994 al 1998 e vi è tornato a militare nel 2007, dopo una (lunga) parentesi nell’Arsenal e nel Barcellona (guidato da un altro mitico connazionale Rijkard) quando ha espresso la sua nostalgia per casa, si è svincolato ed è tornato a baita. Pur essendo un terzino sinistro, nella sua carriera van Bronckorst ha realizzato 54 gol (uno anche agli azzurri nel devastante 3-0 dell’esordio degli Europei 2008).

Nella nazionale olandese gioca dal lontanissimo mondiale del 1998 (in Francia, vinto dalla Francia). Ma aveva esordito in amichevole nel 1996 contro il Brasile (2-2). 104 le partite al suo attivo e ora anche l’onore della fascia da capitano. Sogna di sollevare la coppa domenica prossima e poi dire addio alla nazionale Oranje.

Conosciuto come Gio, van Bronckorst è di padre olandese e di madre delle Molucche. L’arcipelago ora sotto il dominio indonesiano (dalla fine della Seconda Guerra Mondiale), è stato anche colonia olandese. Lo fu anche inglese, portoghese e giapponese, ma quello oranje fu tra i domini meno invisi (erano tutti qui a caccia di noci moscate e chiodi di garofano). L’arcipelago non è mai stato indipendente e alla fine dello scorso secolo ha vissuto una colonizzazione islamica che ha portato tensioni e scontri etnici, ora placati. La popolazione è metà cristiana e metà musulmana.

Il secondo nome di van Bronckorst (non bastasse nel primo il riferimento a San Giovanni Battista) è Christiaan…

PILLOLE MONDIALI. 14

L’altro giorno avevo previsto non solo il passaggio del turno dell’Uruguay ma anche che il buon Suarez potesse ambire al titolo di capocannoniere. Nella faticosa vittoria odierna dei sudamericani contro la sorprendente Corea del Sud, il nostro ha infilato ben due pappine.

La Celeste è guidata da Oscar Tabarez, coach classe 1947, che ha allenato anche in Italia. Con scarsissimi risultati. Nel 1994 arriva al Cagliari e porta i sardi al nono posto in classifica. Nel 1996 approda al berlusconiano Milan. Perde subito la Supercoppa italiana contro la Fiorentina e viene licenziato all’undicesima giornata, dopo una sconfitta a Piacenza (3-2, gollasso in rovesciata di Pasquale Luiso, detto “il Toro di Sora” e proprio del Sora Calcio ora è allenatore). Nel 1999 Tabarez torna al Cagliari, ma viene cacciato alla terza giornata (i sardi affidati a Renzo Ulivieri retrocederanno ugualmente, torneranno in A solo grazie a Gianfranco Zola).

Tabarez non si perde d’animo, torna in America Latina. Dal 2006 è allenatore della nazionale dell’Uruguay che aveva già condotto nel lontanissimo 1988. Oggi ha conquistato i Quarti di Finale, il miglior risultato uruguagio dal 1970.

Vediamo ora fin dove arriverà.

PILLOLE MONDIALI. 10

Non so come sia messo Luis Suarez nel borsino delle scommesse (potrei guardare Sky, con quella finestra pubblicitaria non dichiarata con Better, ma non ne ho voglia). Ma qualche euro su questo calciatore come possibile capocannoniere del torneo lo scommetterei. Così come suggerirei di mettere qualche soldo anche sul fatto che l’Uruguay non si fermerà al prossimo turno del torneo.

Il bel tenebroso attaccante dell’Ajax l’aveva detto, inascoltato, prima del torneo mondiale: “Dimostreremo di essere un’ottima squadra”. E tale si è rivelato l’Uruguay. Niente pastette oggi col Cile (che ha passato a sua volta il turno), niente biscotti anche se erano entrambe squadre latino americane. Niente a che vedere con le fredde europee che qualche anno fa si accordarono per un vergognoso pareggio per farci fuori.

Luis Alberto Suarez, in gol oggi dopo aver segnato alla Bolivia, è stato il più prolifico attaccante del mondo nel 2009: 46 gol. Per arrivare a tanto gli attaccanti italiani ci mettono un’intera carriera. Iaquinta, giusto per fare l’esempio su quello che Lippi considera prima punta, ne ha segnati 120 in quattordici anni.

Suarez ha iniziato al Nacional Montevideo (col quale ha vinto un campionato), poi è passato al Groningen e infine all’Ajax dove tutt’ora milita. In Olanda ha vinto uno scudo, una coppa nazionale e la classifica marcatori (74 reti in tutto, mica bruscolini).

Con la Celeste, la nazionale dell’Uruguay, ha all’attivo 10 gol in 31 presenze. Percentuale pazzesca pensando alle nostre sterili punte.

Luis Suarez, classe 1987, è nato a Salto, seconda città dell’Uruguay. Di questa cittadina al confine con l’Argentina è originario un altro attaccante di classe: Edison Cavani. Tra le due punte ci sono soli 15 giorni di differenza. Ma l’attaccante del Palermo non ha lo stesso palmares internazionale del concittadino. I rosanero comunque, grazie ai 32 gol segnati da Cavani in questi ultimi tre anni, hanno fatto un bel salto di qualità e ora hanno raggiunto la Champions (ma lui è dato in partenza dalla Sicilia).

L’altra punta dell’Uruguay ai Mondiali sudafricani si chiama Diego Forlan. In nazionale ha segnato 26 gol in 57 presenze.

In bocca al lupo ai difensori che li affronteranno negli ottavi.