Tibet

Studentessa si dà fuoco contro l’occupazione cinese del #Tibet

Una diciassettenne tibetana si è immolata a Dokarmo, nella contea di Malho, prefettura autonoma tibetana nella provincia cinese occidentale del Qinghai.
Con questa, le immolazioni salgono a 81 dal primo gennaio del 2012 e 95 dal febbraio 2009, da quando sono cominciate.
Bhenchen Kyi, questo il nome della studentessa, si è data fuoco urlando slogan contro l’occupazione cinese del Tibet e chiedendo il ritorno del Dalai Lama.
Circa duemila tibetani si sono raccolti nella zona per impedire alle autorità cinesi di prendere il corpo della ragazza, che è stato subito cremato. Pochi giorni fa, la giovane aveva annunciato ad alcuni suoi compagni di scuola l’intenzione di sacrificarsi per la causa tibetana. Aggiungendo che non voleva che il suo corpo cadesse nelle mani del regime cinese. Sperava fossero i genitori a prendersi cura dei suoi resti.
L’immolazione di Bhenchen Kyi alla vigilia del giorno della solidarietà globale indetti dal governo tibetano in esilio, il Cta.
Ad maiora

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#FreeTibet Un altro monaco si immola

Si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. Poi ha giunto le mani in preghiera ha cantato slogan per il ritorno del Dalai Lama in Tibet. Dopo aver camminato qualche metro è caduto a terra, morto.
Sono finite così la vita e la protesta anti-cinese di Lobsang Gendun, monaco tibetano di 23 anni della provincia di Qinghai.
Sono settantotto le immolazioni dall’inizio del 2012.
Novantadue dal febbraio del 2009 quando è iniziata questa forma di protesta estrema.
Quella di ieri è la seconda a dicembre (dopo il triste record di 28 suicidi a novembre).
Dopo la morte del monaco ci sono stati scontri tra tibetani e poliziotti cinesi che si contendevano il corpo del giovane. I resti dell’uomo sono stati portati nel monastero per la veglia funebre.
Ad maiora

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#Tibet Prima immolazione di dicembre

Nuova immolazione, la
novantunesima dal 2009, nella Cina occidentale, per protestare contro l’occupazione cinese del Tibet.
Sungdue Kyab, di soli 17
anni, si è dato fuoco ieri davanti al
monastero di Bora a Labrang, nella
provincia del Gansu.
Il ragazzo prima di darsi fuoco ha urlato slogan per chiedere il ritorno del Dalai Lama e la fine della occupazione cinese.
Secondo alcune fonti, sarebbe ancora vivo, ma in fin di vita, in un ospedale. Ai monaci buddisti è stato impedito di vederlo.
È la prima immolazione di dicembre.
Nel solo mese di novembre (e nel quasi silenzio generale) si sono tolti la vita per protesta 28 tibetani.
Sono 77 dall’inizio del 2012.
Ad maiora

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