Sulmona

CONVEGNO ALL’AQUILA CONTRO IL GASDOTTO ADRIATICO

Un’assemblea per dire no al Gasdotto Rete Adriatica (che la Snam sta per realizzare lungo la dorsale appenninica) si terrà domani mattina, 8 maggio, a L’Aquila all’Auditorium Elio Sericchi.

All’incontro parteciperanno anche docenti universitari, esperti in materia ambientale e energetica, e otto parlamentari, i rappresentanti delle associazioni che si battono contro il progetto oltre naturalmente ad amministratori locali e regionale di tutte le aree interessate dal mega gasdotto che dovrebbe portare verso nord il gas del South Stream (italo-russo, anzi ora russo-tedesco-francese e anche italiano).

L’evento, promosso dal Gruppo interregionale antigasdotto col Comune dell’Aquila (il gasdotto passerà anche nel cratere sismico), servirà ad approfondire le ragioni alla base della scelta, da parte della Snam, di far passare la rete sulla dorsale appenninica che va da Brindisi a Minerbio (Bologna), passando per i territori comunali di Sulmona e L’Aquila. Ma anche a capire i motivi della mobilitazione dei rappresentanti istituzionali e delle popolazioni dei territori interessati, dapprima solo attraverso comitati spontanei, per portare avanti le ragioni del no all’infrastruttura.

Ad maiora.

Protesta contro Snam a Sulmona

Una lettera contro il metanodotto Brindisi-Minerbio

Come scriveva una volta Repubblica (quando era Repubblica) riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona che si batte contro la costruzione del metanodotto Brindisi-Minerbio.

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Gent.mo Dott. Riscassi,

ci presentiamo: siamo un movimento spontaneo di cittadini che da tre anni è impegnato in tematiche ambientali che riguardano la nostra Valle e la nostra città. L’esigenza di informare ed impegnarsi nasce da ripetuti tentativi di aggressione al nostro territorio da parte di insediamenti impattanti che nulla hanno a che vedere con la vocazione della nostra zona basato sull’agricoltura e il turismo essendo Sulmona città d’arte, all’interno di un sistema di Parchi e di borghi abruzzesi più belli d’Italia, di cui ben 7 in Valle Peligna; insediamenti che, sotto il profilo occupazionale, sono insignificanti o del tutto inesistenti.

Ci riferiamo, nello specifico, al progetto della Toto Group S.p.A. (circa 150 unità?) il cui intento era la realizzazione di un cementificio con annessa cava di 400 ettari nei pressi del cimitero (dove dovrebbe sorgere anche la centrale di compressione della Snam) e deposito di rottamazione di aerei e linee ferroviarie.

Hanno tentato di strumentalizzare gli operai e i disoccupati facendo leva sulla grave crisi economica ed occupazionale della nostra Valle, ma i cittadini hanno risposto in maniera netta, consapevoli dei gravi rischi per la salute grazie anche all’apporto di un documento sottoscritto da oltre 200 medici, biologi e veterinari del comprensorio e, in un animatissimo consiglio comunale aperto, abbiamo rispedito al mittente l’amministratore della Toto Group S.p.A. ed il suo devastante progetto che, per il momento, sembra scongiurato. Altra industria impattante è l’inceneritore per rifiuti ospedalieri (con una prospettiva occupazionale meno di 10 unità da localizzare alla periferia di Sulmona loc. Santa Rufina, zona ricca di acqua e sorgenti e dove è fiorente l’agricoltura anche di qualità come il nostro aglio rosso). La società proponente deve rifare la V.I.A. da capo.

Ma è il progetto della Snam Rete Gas, il metanodotto Brindisi-Minerbio e che lei ben conosce, che risulta essere per noi la battaglia più ardua anche se non ci arrendiamo, avendo come controparte, colossi economici come l’ENI.

Per noi è molto importante che la stampa nazionale si occupi di questo scempio che si intende realizzare lungo tutto l’Appennino centrale con tutti i suoi devastanti effetti sia sul piano ambientale che sismico. Vogliamo che chi ha il potere decisionale comprenda la necessità che il tracciato venga spostato al di fuori dell’Appennino!

Le saremo grati se in qualche modo vorrà aiutarci a portare il problema all’attenzione degli organi di informazione nazionali, stampa e tv perchè è di visibilità che abbiamo bisogno e con noi la città dell’Aquila, anch’essa interessata dal passaggio del gasdotto, con la quale stiamo collaborando da pochi mesi, nonostante il dramma ed i problemi per la ricostruzione.
La ringraziamo per la sua disponibilità e le inviamo i più cordiali saluti.

Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona

Protesta contro Snam a Sulmona

A Sulmona, ambientalisti contro il nuovo gasdotto

“Stop Snam”. Il cartellone sulla strada centrale di Sulmona non può che indurmi a fermarmi e avvicinarsi a chi sta manifestando.

“Vuole firmare la petizione contro il gasdotto?”, mi chiede un signore. Faccio no con la testa e dico che vorrei solo avere qualche informazione.

“Conosce il gasdotto Gazprom, quello di cui parlano in questi giorni quelli di Wikileaks?”. Sorrido, ma quell’ambientalista abruzzese non può sapere che sono informato del progetto. “Passerà proprio di qui! E noi vogliamo opporci”.

Mi mette in mano cinque o sei volantini e mi saluta avvicinando qualche altro passante.

Il gasdotto in questione è il Brindisi-Minerbio, la cosiddetta “Rete adriatica” ch in realtà passerà nell’entroterra e che lungo i suoi 687 chilometri porterà il gas russo (o meglio, gestito dai russi di Gazprom, con la partecipazione dell’Eni al 40%) dalle ex repubbliche sovietiche al nord Italia, anzi, al nord Europa dato che l’aspirazione italiana è quella di diventare un hub alternativo all’Ucraina (qui di rivoluzioni arancioni non c’è aria…).

Vicino a Sulmona dovrebbe essere realizzata una centrale di compressione. Di qui la protesta degli ambientalisti locali (ma se cliccate su google Brindisi-Minerbio vedrete che l’opposizione è lungo tutto l’asse del percorso).

Nei volantini i cittadini se la prendono con la Regione Abruzzo ma anche col Comune di Sulmona (non risparmiano critiche anche all’opposizione) e annunciano ricorso diretto alla Commissione europea. Vogliono chiedere se siano state rispettate tutte le direttive in materia ambientale e in caso contrario chiedono che sia aperta una procedura di infrazione contro l’Italia.

Domandano se non fosse necessaria una Valutazione ambientale strategica (Vas) o una Valutazione d’impatto ambientale (Via) unica. Ne sarebbero invece state chieste cinque separate, per i cinque tronconi del gasdotto.

Il volantinaggio prosegue. Qualcuno sta per firmare ma esita. “Non si preoccupi signora, dice un manifestante, la firma non comporta partecipazione alle spese legali nemmeno se avvieremo la procedura d’infrazione”. La signora firma. Mi sa che Snam ed Eni dovranno avviare una bella campagna di informazione e confronto se non vorranno che cresca il fronte dell’opposizione al progetto.

Ad maiora.

Macerie dentro e fuori

Morire per un 30 nel paese delle Veline

Una sala piena di gente. Nell’albergo non fa freddo ma molti tengono su il cappotto. Come se fossero pronti a scappare. Anche se e’ solo la presentazione di un libro.
Persino al ristorante, si riconoscono i terremotati/sfollati perche’ sono incappottati. L’amico e collega Umberto Braccili dice che nelle prime ore dopo il sisma, i più erano super vestiti: si erano portati via da casa il più possibile,
Anche Sergio Bianchi, presidente dell’Associazione vittime universitarie del sisma (Avus) parla al pubblico tenendo su il piumino. Non e’ aquilano ma frusinate. Nel terremoto ha perso Nicola. Il giorno dopo la scossa avrebbe dovuto sostenere un esame. Sergio non rimane incappottato perche’ ha il timore della scossa, ma perche’ ha un freddo dentro che fatica a sciogliere.
Guida l’associazione che si batte, oltre che per ottenere i risarcimenti da quanti costruirono case di burro sotto le quali morirono 55 universitari (più di un sesto delle vittime nel capoluogo). Ma anche per ottenere giustizia rispetto a quelli che, malgrado l’escalation delle scosse, non invitarono tutti ad abbandonare le quattro mura. In assenza della class action, sono costretti a fare cause singole. Fatto che costa parecchi soldi. Per questo, insieme a Braccilli, stanno promuovendo un volume intitolato “Macerie dentro e fuori”. Non si trova in libreria ma si può acquistare mandando una mail a maceriedentroefuori@gmail.com.
Il processo che li vede coinvolti e’ stato rinviato, per vizi formali, a febbraio 2011.
Cercheremo di seguirlo. E di organizzare una presentazione del libro a Milano.
Ad maiora

Ps. La presentazione oggi si e’ tenuta a Sulmona ed era dedicata alla memoria di Roberta Zavarella. Da Sulmona era tornata all’Aquila quel maledetto 6 aprile. Aveva rifiutato un 28 e quel giorno avrebbe cercato di portare a casa un 30.
La sua amica Silvia – che ha preso la parola – ha detto che era giusto cosi’. Che in una società che si accontenta Roberta non si accontentava.
Da lassù il tuo 30 non te lo toglierà mai nessuno,
Che la terra ti sia lieve.