Sondrio

E’ sempre colpa del “marocchino”

ciliegieTesto di un’agenzia notturna:

“E’ salito sul tetto del suo capannone dato in affitto ad una società per riparare copertura in eternit, rotta nei giorni scorsi da un ragazzino marocchino che vi era salito sopra per rubare le ciliegie da un vicino albero. All’improvviso, pero’, l’uomo e’ precipitato di sotto riportando gravissime lesioni che, dopo alcune ore di ricovero in ospedale, ne hanno determinato il decesso. La vittima Pietro Bonomelli, 73 anni, artigiano in pensione. Sul drammatico incidente ora indagano gli agenti della Volante della questura cittadina di Sondrio”.

Era fondamentale mettere l’origine geografica di chi “rubava le ciliegie”?

Ad maiora

FINI DIMETTITI!, INVOCA LA BASE LEGHISTA

Per motivi di lavoro, ho seguito la fiducia al governo Berlusconi, dalla radio installata sulla mia macchinina. Vagando tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, la stazione più stabile era Radio Padania.

Finito il dibattito e sentita l’esplosione di gioia dei deputati sono cominciate le telefonate in diretta. Tutti gli ascoltatori (che, per chi non lo sapesse, spesso, aprono e chiudono le conversazioni con il saluto “Padania libera!”) invitavano, con toni anche spicci, il presidente Fini a lasciare  – dopo la sconfitta – il più alto scranno della Camera.

La vittoria parlamentare è stata accolta con entusiasmo dalla base leghista: c’è chi parlava di orgasmo e chi di goduria. Ma la ciccia era quella.

D’altronde, dopo che Fini aveva dichiarato che “la Padania non esiste” sono comparsi manifesti che, come per i cani, invitano il leader futurista a non varcare la soglia di alcune sedi del Carroccio (la foto qui sopra è stata scattata nella bergamasca Zogno).

Dopo il voto, facendo zapping tra le stazioni, la maggior parte delle radio continuava, imperterrita, a sparare musica (martellante, Ligabue, C’è una linea sottile, che finisce così: C’è una linea sottile tra star fermi e subire, cosa pensi di fare? Da che parte vuoi stare?) o a divulgare notizie che in Parlamento sembrano non interessare (tipo debito pubblico che tocca il record, come dicevano a Radio 24, o gli 800 condannati a morte in Iraq di cui parlava Radio Marconi che, essendo legata a Radio Vaticana, ha una visione un po’ più omnicomprensiva).

Nelle valli che ho attraversato, perfetto era anche l’ascolto di Radio Mater e Radio Maria (entrambe di Erba, nel comasco). Su quest’ultima, in una  trasmissione religiosa, due voci anonime invitavano a pensare più alla Pasqua che al Natale. Più alla Resurrezione che alla Nascita.

Non so si riferissero a qualche figliol prodigo parlamentare: “Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. 

Ad maiora