Social network

Autocontrollo

Soggetti dalla forte volontà  individuale non sono buoni consumatori. La capacità di resistere alle tentazioni, infatti, va a discapito della propensione al consumo. Il trucco per allevare bramosi consumatori consiste dunque nello sfavorire e impedire un pieno sviluppo delle aree celebrali che presiedono all’autocontrollo.

Come si fa? Semplice, basta minare fin da piccoli la capacità di regolare l’attenzione creando un ambiente distraente e iperstimolante. Le aree celebrali che regolano l’attenzione sono infatti le stesse che presiedono l’autocontrollo. La tecnologia per fare tutto questo esiste già da un pezzo. Si chiama televisione, internet, social network: gli strumenti di “distrazione di massa”. Se la tecnologia non va demonizzata, bisogna però essere consapevoli degli effetti inopportuni che produce. Occorre farne un uso consapevole.

Pietro Trabucchi, Tecniche di resistenza interiore, Mondadori 2014

Dall’infotainment all’analisi del gradimento televisivo tramite i tweet

La televisione ha in questi hanno scelto la strada della spettacolarizzazione, per non dire dello spettacolo. Ciò non è avvenuto solo nei programmi di puro intrattenimento ma anche nei più seriosi tg. Il tutto per attirare ascolti. Che ora vengono analizzati non solo con le rilevazioni Auditel ma, dagli ultimi mesi, anche con le analisi dei tweet, effettuate dalla Nielsen e da The Fool.

E’ questo il tema al centro dell’attenzione della tesi di Calogero Inguanta, in discussione in queste ore all’Università degli studi di Milano. Lo studente parte dall’analisi della recente storia dell’elettrodomestico più amato dagli italiani, verificando come l’infotainment la faccia ormai da padrone. Ci sono programmi che ormai vivono solo grazie a questa commistione. Con un buon successo di pubblico. Come dimostra l’ultimo capitolo della tesi che racconta la “social tv” ossia l’interazione tra i social network e i programmi tv. Non si tratta di un semplice conteggio dei tweet, ma anche un’analisi della reputazione di alcuni programmi sulla rete.

La tv sta riuscendo quindi a cavalcare anche i social network. Dove, tra critiche (tante) e applausi (non forti) il piccolo schermo è sempre al centro dell’attenzione.

Ad maiora

Come Sanremo è sopravvissuto all’era dei talent

E’ una delle trasmissioni più antiche della Rai eppure continua a riscuotere un grande successo. Sto parlando di Sanremo, manifestazione canora al centro dell’attenzione del lavoro di Marta Criscione che in questi giorni ha discusso la sua tesi all’Università degli studi di Milano. Il lavoro racconta ovviamente il passato di questa kermesse che ha sempre affascinato il pubblico italiano. Un tempo fondamentalmente per le canzoni, poi anche per i cantanti. Ora, in questa fase di cross-medialità, per il suo essere uno dei media event attesi da varie fasce di pubblico. Grazie ai social network infatti è cresciuto intorno a Sanremo un largo sostegno giovanile. Consolidato dal fatto che molti dei candidati provengono dai talent show e possono andare avanti grazie alla marea di interazioni create.

Insomma una nuova vita per uno spettacolo che catalizza l’attenzione del paese per una settimana. Tanto che qualche anno fa si era ipotizzato addirittura di spostarlo per mantenere l’attenzione sulla campagna elettorale. Fatto che, per fortuna, fu scongiurato. Perché Sanremo è Sanremo.

Ad maiora

La guerra mediatica: il ruolo delle televisioni e dei social media nel conflitto in Siria

Carola Aresi in questa tesi in discussione in questi giorni alla Statale di Milano affronta la novità dei conflitti moderni: non più la sola televisione, ormai entrata a pieno titolo nei protagonisti bellici, ma anche i social network. La connessione tra questi due media crea dei meccanismi di informazione spesso. Ma anche di disinformazione.

La laureanda ha analizzato in particolare casi nei quali sono state date notizie che sembravano far ricadere tutte le colpe sul governo di Damasco. E quando sono giunti nuovi elementi che invece spostavano la bilancia delle responsabilità verso i ribelli, si è taciuto o quasi. L’attenzione della Aresi si è concentrata soprattutto sulla strage di Houla del 25 maggio 2013 e sull’attacco chimico a Ghouta (del 21 agosto 2013).

L’analisi televisiva verte soprattutto su Cnn e Al Jazeera, due emittenti concorrenti ma le cui linee editoriali, spiega la Aresi, sono ormai, in questo scenari, convergenti.

Ad maiora

Come Twitter sta cambiando la fruizione della tv (tesi)

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Ecco una tesi che mi interessa direttamente dato che mi diletto su entrambi i mezzo di comunicazione: la tv e i social network.
Quando con Davide Della Bella che in queste ore sta discutendo la tesi, si è concordato il tema si era partiti dai social, ma nel corso del lavoro si è focalizzato sullo strumento davvero rivoluzionario per il sistema comunicativo: il cinguettio.
Twitter sta davvero rivoluzionando il modo di fare informazione. E sta cambiando anche il modo di stare davanti alla TV. Ormai è possibile una doppia fruizione: una tradizionale, l’altra digitale, twittando commenti sul programma che si sta vedendo.
Della Bella analizza casi simbolo di questa interazione tra tv e le TL di Twitter: da Sanremo alle Primarie del centro sinistra. In questo ultimo caso risultò vincente Renzi che poi perse le primarie. Chissà se il mondo della Rete aveva visto più lungo dei tanti che andarono poi materialmente ai seggi (quelli che riuscirono, in base agli ostacoli burocratici posti).
Comunque Grillò ha ragione: è in corso una rivoluzione. E noi ci siamo dentro.
Ad maiora