Snam

Protesta contro Snam a Sulmona

Convegno all’Aquila contro il gasdotto adriatico

Un’assemblea per dire no al Gasdotto Rete Adriatica (che la Snam sta per realizzare lungo la dorsale appenninica) si terrà domani mattina, 8 maggio, a L’Aquila all’Auditorium Elio Sericchi.

All’incontro parteciperanno anche docenti universitari, esperti in materia ambientale e energetica, e otto parlamentari, i rappresentanti delle associazioni che si battono contro il progetto oltre naturalmente ad amministratori locali e regionale di tutte le aree interessate dal mega gasdotto che dovrebbe portare verso nord il gas del South Stream (italo-russo, anzi ora russo-tedesco-francese e anche italiano).

L’evento, promosso dal Gruppo interregionale antigasdotto col Comune dell’Aquila (il gasdotto passerà anche nel cratere sismico), servirà ad approfondire le ragioni alla base della scelta, da parte della Snam, di far passare la rete sulla dorsale appenninica che va da Brindisi a Minerbio (Bologna), passando per i territori comunali di Sulmona e L’Aquila. Ma anche a capire i motivi della mobilitazione dei rappresentanti istituzionali e delle popolazioni dei territori interessati, dapprima solo attraverso comitati spontanei, per portare avanti le ragioni del no all’infrastruttura.

Ad maiora.

Protesta contro Snam a Sulmona

Il No al nuovo gasdotto sarà guidato dagli aquilani

​La questione del metanodotto Brindisi-Minerbio (687 Km) sta diventando sempre più un caso nazionale.
“Questo risultato – sottolineano i comitati ambientalisti in un comunicato – è dovuto essenzialmente alla tenacia con cui i Comitati cittadini, sorti lungo il tracciato dell’opera, stanno da anni lottando per impedire il devastante progetto della Snam”.
E’ sicuramente anche grazie a loro tante amministrazioni locali hanno espresso in questi ultimi mesi la loro contrarietà.
Ora questo associazionismo dal basso fa un passo avanti, dando vita al “Coordinamento interregionale anti-gasdotto che vede come capofila il Comune dell’Aquila”.
Per domani, giovedì 20 gennaio, l’Assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, Alfredo Moroni, ha infatti convocato all’Aquila il Coordinamento del quale fanno parte sia i rappresentanti istituzionali che le realtà di base delle diverse Regioni coinvolte dal mega progetto Snam.
“Sarà questa – scrivono i comitati – una importante occasione per fare il punto della situazione, ma soprattutto per programmare le prossime iniziative unitarie”.
Avverso al progetto e al suo tracciato sono state presentate interrogazioni al Parlamento italiano e un ricorso a quello Europeo. Gli opponenti pensano ci siano più interessi societari di ENI che vantaggi per il Paese nella realizzazione del raccordo italiano del gasdotto italo-russo South Stream.
Ad maiora.

 

Protesta contro Snam a Sulmona

A Sulmona, ambientalisti contro il nuovo gasdotto

“Stop Snam”. Il cartellone sulla strada centrale di Sulmona non può che indurmi a fermarmi e avvicinarsi a chi sta manifestando.

“Vuole firmare la petizione contro il gasdotto?”, mi chiede un signore. Faccio no con la testa e dico che vorrei solo avere qualche informazione.

“Conosce il gasdotto Gazprom, quello di cui parlano in questi giorni quelli di Wikileaks?”. Sorrido, ma quell’ambientalista abruzzese non può sapere che sono informato del progetto. “Passerà proprio di qui! E noi vogliamo opporci”.

Mi mette in mano cinque o sei volantini e mi saluta avvicinando qualche altro passante.

Il gasdotto in questione è il Brindisi-Minerbio, la cosiddetta “Rete adriatica” ch in realtà passerà nell’entroterra e che lungo i suoi 687 chilometri porterà il gas russo (o meglio, gestito dai russi di Gazprom, con la partecipazione dell’Eni al 40%) dalle ex repubbliche sovietiche al nord Italia, anzi, al nord Europa dato che l’aspirazione italiana è quella di diventare un hub alternativo all’Ucraina (qui di rivoluzioni arancioni non c’è aria…).

Vicino a Sulmona dovrebbe essere realizzata una centrale di compressione. Di qui la protesta degli ambientalisti locali (ma se cliccate su google Brindisi-Minerbio vedrete che l’opposizione è lungo tutto l’asse del percorso).

Nei volantini i cittadini se la prendono con la Regione Abruzzo ma anche col Comune di Sulmona (non risparmiano critiche anche all’opposizione) e annunciano ricorso diretto alla Commissione europea. Vogliono chiedere se siano state rispettate tutte le direttive in materia ambientale e in caso contrario chiedono che sia aperta una procedura di infrazione contro l’Italia.

Domandano se non fosse necessaria una Valutazione ambientale strategica (Vas) o una Valutazione d’impatto ambientale (Via) unica. Ne sarebbero invece state chieste cinque separate, per i cinque tronconi del gasdotto.

Il volantinaggio prosegue. Qualcuno sta per firmare ma esita. “Non si preoccupi signora, dice un manifestante, la firma non comporta partecipazione alle spese legali nemmeno se avvieremo la procedura d’infrazione”. La signora firma. Mi sa che Snam ed Eni dovranno avviare una bella campagna di informazione e confronto se non vorranno che cresca il fronte dell’opposizione al progetto.

Ad maiora.