Sabrina Severi

Brooks5.30 correre all’alba e sotto la pioggia nel cuore di Milano

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Quando ieri sera è iniziato il diluvio ho pensato, più che alla corsa che sarei andato a fare, a Sergio e Sabrina che avrebbero passato la notte a preparare il tracciato e le colazioni-rifornimenti.
E infatti quando stamattina li ho intervistati per la Tgr (il servizio andrà in onda alle 14) erano mezzi assiderati.
Lo scorso anno andando a fare questa corsa non competitiva, avevo raggiunto largo Cairoli (da dove parte e arriva la Brooks5.30) in bicicletta e maglietta a maniche corte. Quest’anno, invece, sono andato coperto come fosse dicembre. D’altronde a Milano piove e fa davvero freddo. Ma attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (ovviamente deserta) o Palazzo Reale (appositamente aperto) rimane davvero emozionante. Con qualunque condizione climatica.
Chi te lo fa fare? E’ sempre la domanda che viene posta in questi casi.
Ma quando si corre, il freddo non si sente più. Si ascolta solo il proprio corpo. E se fa molto freddo o si è fradici, basta farsi una bella doccia bollente appena smesso di correre.
Il perché correre all’alba viene ben spiegato sul sito delle 5.30.
Ad maiora

Brooks5.30 correre all’alba e sotto la pioggia nel cuore di Milano

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Quando ieri sera è iniziato il diluvio ho pensato, più che alla corsa che sarei andato a fare, a Sergio e Sabrina che avrebbero passato la notte a preparare il tracciato e le colazioni-rifornimenti.
E infatti quando stamattina li ho intervistati per la Tgr (il servizio andrà in onda alle 14) erano mezzi assiderati.
Lo scorso anno andando a fare questa corsa non competitiva, avevo raggiunto largo Cairoli (da dove parte e arriva la Brooks5.30) in bicicletta e maglietta a maniche corte. Quest’anno, invece, sono andato coperto come fosse dicembre. D’altronde a Milano piove e fa davvero freddo. Ma attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (ovviamente deserta) o Palazzo Reale (appositamente aperto) rimane davvero emozionante. Con qualunque condizione climatica.
Chi te lo fa fare? E’ sempre la domanda che viene posta in questi casi.
Ma quando si corre, il freddo non si sente più. Si ascolta solo il proprio corpo. E se fa molto freddo o si è fradici, basta farsi una bella doccia bollente appena smesso di correre.
Il perché correre all’alba viene ben spiegato sul sito delle 5.30.
Ad maiora

Correre alle 5.30 del mattino. Domani a Milano

Si parte alle 5.30 e dopo un’ora non ci si accorge che nemmeno da quelle parti c’è stata una corsa, seppur non competitiva. E’ la Run5.30 che domani all’alba attraverserà le strade di Milano.

A organizzarla una coppia modenese Sergio Bezzanti e Sabrina Severi.

Due che vanno a letto presto e che amano scoprire le città quando in giro ci sono veramente poche persone (lo so perché spesso attraverso Milano a quell’ora, diretto in redazione).

Hanno provato a verificare se la loro passione potesse diventare collettiva. E così è stato.

Hanno iniziato con Modena, poi hanno allargato l’elenco delle città: Milano, Venezia e Torino, Bologna e Verona.

Il tam tam, come sempre in questi casi, si è diffuso grazie alle rete e a un buon sito internet:

http://www.run530.it/

Il successo ha fatto sì che Sergio e Sabrina abbiano deciso di mettere un tetto alle iscrizoni: 1000 persone al massimo.

Cifra che a Milano (dove la comunità dei runners è sempre più ampia) è stata raggiunta in pochi giorni.

Perché correre alle 5.30?

Per trovare un momento per sé stessi.

La corsa è un po’ sempre così in realtà. Ma all’alba difficile avere distrazioni.

Lo scopriremo domani.

E sempre domani, Buongiorno regione Lombardia dedicherà l’approfondimento proprio alla Run5.30 che partirà e arriverà a Largo Cairoli.

Alle 7.30 su Rai3.

Ad maiora.