Raffaele Ciriello

Raffaele Ciriello, una mostra fotografica 10 anni dopo

Il fluire ininterrotto di notizie non l’ha fatto dimenticare. Anche perché i suoi scatti sono ancora lì a raccontare crisi mai risolte. 10 anni fa veniva ucciso a Ramallah dai militari israeliani Raffaele Ciriello, grande fotoreporter italiano. A lui il comune di Codogno, in Provincia di lodi, dedica nella sala Granata del Vecchio Ospedale Soave la mostra I bambini e la guerra che rimarrà aperta fino al 14 ottobre:

http://www.comune.codogno.lo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1883

Ciriello nato in Lucania si era trasferito a Milano dove si era laureato in chirurgia plastica. Ma la passione per la fotografia e l’avventura l’avevano spinto in giro per il mondo a documentare guerre e tragedie, spesso osservate attraverso gli sguardi innocenti dei più piccoli. Gli stessi che, per volontà della vedova del fotografo, si possono osservare in questa piccola ma significativa mostra. Il suo ultimo video è sul suo sito http://www.raffaeleciriello.com/

Un video spento dai colpi di mitra di un soldato israeliano.Mai individuato. Anche Raffaele effetto collaterale di un mostro chiamato guerra.

http://youtu.be/fHEU-dJ7mTU

 Ad maiora

RAFFAELE CIRIELLO “VITTIMA DEL TERRORISMO”

«Raffaele è morto mentre stava svolgendo il suo lavoro, aveva scelto di raccontare la verità e gli orrori della guerra attraverso i volti delle persone colpite, i volti delle vittime, i volti dei poveri e della gente comune, un amore per la verità che lo portava anche ad affrontare sacrifici e rischi». Così il vescovo vicario di Milano Erminio De Scalzi ai funerali di Raffaele Ciriello, il fotoreporter ucciso da un tank israeliano mentre filmava dei combattenti palestinesi a Ramallah, il 13 marzo del 2002.

Alle esequie, i suoi colleghi fotografi, per protesta, non fecero scatti nella basilica di San Marco.

Otto anni dopo la sua morte, il Tribunale civile di Milano (decima sezione) lo ha riconosciuto come “vittima del terrorismo internazionale”, con i conseguenti benefici di legge, in favore della vedova e della figlia (di appena 18 mesi alla morte del padre). Il riconoscimento è una novità assoluta per quanto riguarda l’attività dei giornalisti free lance ed è un bel segnale che viene lanciato al mondo della comunicazione (e della politica).

La concessione dei benefici di legge è stata ottenuta dopo una lunga battaglia legale dei familiari di Ciriello. Né Israele ha infatti riconosciuto la propria responsabilità (era in corso un’azione militare e quindi il collega non avrebbe dovuto star lì, secondo le autorità), né l’Italia aveva voluto estendere  ai familiari di Ciriello i benefici delle vittime del terrorismo internazionale. Secondo il Ministero dell’Interno (costituitosi in giudizio contro la richiesta) mancavano sia la riconducibilità dell’evento ad una causale propriamente terroristica, sia la possibilità di invocare i benefici previsti dalla Legge 206 del 2004, in quanto ritenuta applicabile solo per eventi risalenti al massimo al 2003. A questa limitazione, si è rimediato con la Finanziaria 2008, che ha esteso i benefici anche agli eventi verificatisi all’estero e risalenti ad epoca anteriore.

I giudici milanesi hanno applicato anche una recente giurisprudenza che prevede che la “matrice terroristica” di un evento sia configurabile non soltanto di fronte a veri e propri attentati terroristici, ma anche quando le condotte che hanno attinto soggetti incolpevoli siano state comunque compiute nel contesto di conflitti armati di contrasto al terrorismo. E direi che era proprio il caso che ha provocato la morte di Raffaele Ciriello, morto mentre era nell’esercizio del suo lavoro, a soli 43 anni.

 Chi voglia vedere le bellissime foto di Ciriello e il video della sua morte, può cliccare il suo blog, ancora attivo.

 http://www.raffaeleciriello.com/