Quirinale

La tv e Piazza Fontana: com’è cambiata la percezione della strage nell’opinione pubblica (tesi)

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“TV e strage di Piazza Fontana”: come è cambiata la percezione della strage nell’opinione pubblica italiana” è l’interessante tema affrontato da Emanuela Tubelli che si sta laureando in Statale mentre leggete queste righe.
A meno di cento passi da Festa del Perdono ha avuto luogo una strage tuttora (inutile dire “incredibilmente” perché è invece assolutamente scontato e credibile il perché di indagini volutamente azzoppate nelle fasi iniziali) tuttora, dicevo, senza colpevoli.
Quella bomba alla Banca dell’Agricoltura fu accompagnata da depistaggi di servizi segreti più o meno deviati (e più o meno segreti) cui si accompagnò la gran cassa dei giornalisti, dato che quelli italiani sono per lo più proni al potere (politico, quando va bene). E così come dimenticare Vespa che descrive Valpreda come autore della strage. Altri giornalisti contribuiranno a smentire quelle fandonie di regime. E piano piano, pur in assenza di una “giustizia”, l’opinione pubblica è andata facendosi una sua opinione. Lo si sente dal tono in cui oggi la strage viene raccontata in TV e che la Tubelli nella sua tesi analizza. Anche l’ultimo (davvero brutto film) su Piazza Fontana al di là dei deliri (doppi per di più) fa intendere come la verità di regime funzioni solo nei regimi. E le immagini dell’incontro al Quirinale tra le vedove Calabresi e Pinelli raccontano più di mille parole come sia cambiata la percezione di ciò che è successo in questi anni, in questo disgraziato paese.
Ad maiora

Zapping mondiale: tra Bersani e Berlusconi

BersaniPoca Italia in giro per il mondo. Il titolo del Pais è comunque molto significativo sui risultati delle trattative Pd-Pdl per il Quirinale: “La sinistra italiana di nuovo in balia di Berlusconi“.
Il Gritti Palace di Venezia campeggia invece sulle pagine digitali del Mundo.
Su Le Figaro interessante la vicenda delle dimissioni del rabbino capo francese per un’accusa di plagio.
Infine consiglio questo video di Al Jazeera sulla morte di un giornalista russo pestato cinque anni fa per i suoi articoli sulla distruzione della foresta di Khimki per fare passare un’autostrada. Alle esequie, molti colleghi e leader ambientalisti.

Ad maiora

Zapping mondiale: dal Quirinale al Salone del mobile

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Politica italiana su El Pais che parla di accordo per il Quirinale Berlusconi-Bersani.
Sul Corriere del Ticino si occupano ancora del permesso di dimora per sollecito nel cantone.
Le Figaro dedica invece spazio al Salone del mobile di Milano.
Lascio l’Italia.
Su Le Monde la repressione del regime putiniano nei confronti degli amici della Ong Golos.
Chiudo con Al Jazeera che parla della guerra civile siriana.

PILLOLE MONDIALI. 17

Dal Tg5 di questa mattina al Tg2 di questa sera si sono registrate ben tre posizioni differenti di Silvio Berlusconi. Si era partiti dal Canada: conferenza stampa, al fianco di Tremonti, per dire che le regioni sprecano troppo (“ci si è accaponata la pelle a leggere certi conti”) e che quindi bisogna procedere ai tagli (il primo è stato sottrarre una bionda segretaria, laureata in legge però, alla Polverini e portarla al G8/20).

Poi quello che chiamano premier atterra in Brasile e la prima dichiarazione che rimbalza in Italia (raccolta in coda, Tg3) è che la manovra si può cambiare. Un trionfo per Formigoni, una sconfitta con Tremonti. Ma ecco che non fa a tempo a finire il Tg1 e a iniziare il Tg2 che già Bonaiuti precisa il pensiero del premier: è disponibile a incontrare i governatori, non a cambiare la manovra.

Per essere degli esperti di comunicazione, direi che stavolta – complice anche il differente fuso orario – hanno fatto un po’ la figura della Nazionale di Lippi.

Leggo intanto che Sneijder (oggi in gol per la sua Olanda, che avanza al Mondiale) viene criticato in patria perché parla troppo e ostenta eccessivamente la sua bella fidanzata, Yolanthe. Qui da noi, uno che parla tanto, ha una bella fidanzata e fa pure gol lo manderebbero dritto dritto al Quirinale.