Provincia di Milano

Perché mangiamo i maiali e non i cani. Conferenza #Veg stasera a Rozzano

Ricevo dalla Provincia di Milano un comunicato su una iniziativa Veg organizzata per stasera, il titolo è esemplicifcativo: “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo mucche”

Questo il link: http://www.provincia.milano.it/diritti_animali/attivita/Appuntamenti/anno2012.html

Non mancate

Ad maiora.

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L’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano promuove e patrocina in collaborazione con L’associazione APIDA la conferenza “PERCHÉ AMIAMO I CANI, MANGIAMO I MAIALI E INDOSSIAMO LE MUCCHE” Venerdì 23 novembre alle ore 21,00 presso il Centro Culturale Cascina Grande in Via Togliatti a Rozzano. Ingresso libero e gratuito

Relatrice dell’incontro sarà Annamaria Manzoni accreditata presso l’Ordine degli Psicologi della Lombardia dottoressa in psicologia Clinica, dell’Età Evolutiva ed in Psicologia Giuridica, che ci presenterà l’ultimo libro di Melanie Joy recentemente insignita del Premio Internazionale L’Empty Cages Prize 2012.

La dott ssa Manzoni analizzerà le motivazioni psicologiche e culturali di quella che viene definita la «dittatura della consuetudine» che ci spinge a consumare carne di animali e della sua pervasività. Di come l’attuale sistema alimentare sia attualmente fondato su credenze e paradossi, molti noi inorridirebbero al pensiero di mangiare carne di cane o gatto perchè percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. Di come, attraverso la rimozione, la negazione e l’occultamento dell’eccidio di miliardi di animali, il sistema mantiene offuscate le coscienze, fino a convincerci che mangiare carne più volte al giorno sia normale e quindi necessario.

Sono state inoltre raccolte interviste a vari protagonisti dell’industria della carne, esaminate le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mettendo in luce gli effetti collaterali sulle «altre» vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e l’inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine, ponendo sempre di più i consumatori esposti a rischi di contaminazioni e insalubrità oltre che porre l’ambiente e il nostro futuro sul pianeta in pericolo.

Alla fine della serata verrà offerto un rinfresco vegano (senza alimenti di origine animale).

#FreeTibet Alla Provincia di Milano la Fiaccola della verità tibetana

Oggi una delegazione di tibetani (molti resistenti a Milano) si è trovata nella sede della Provincia milanese per la Fiaccola della verità.
Questo il comunicato della Presidenza del Consiglio provinciale.
Ad maiora
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Il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dapei, ha ricevuto questo pomeriggio a Palazzo Isimbardi la “Fiaccola della verità tibetana”, una staffetta per i diritti umani in Tibet che ha già toccato moltissime città in tutto il mondo.
La Fiamma, in arrivo da Roma, è stata consegnata dal monaco Ven Lama Thubten Wangchen, presidente delle comunità tibetane in Europa, protagonista dell’iniziativa.
“Ben vengano iniziative che possono tenere accesi i riflettori della comunità internazionale e dell’opinione pubblica sul tema del rispetto dei diritti umani – commenta il presidente Dapei – Mi fa particolarmente piacere che Palazzo Isimbardi confermi la sua tradizionale ospitalità e sia una delle tappe di questa iniziativa”.
Ad accogliere la staffetta nell’unica tappa milanese c’erano gli assessori provinciali Giovanni De Nicola, Paolo Del Nero e Stefano Bolognini, i consiglieri Tito Cattaneo, Gian Battista Fratus e Massimo Gatti, Kalsang Dolker, presidente della Comunità Tibetana in Italia, Claudio Cardelli, presidente dell’associazione Italia-Tibet assieme ai rappresentanti della comunità tibetana locale.
La staffetta è partita il 6 luglio scorso dall’India per iniziativa del Parlamento tibetano in esilio e, dopo aver attraversato più di 30 Paesi nei cinque continenti, fermerà la sua corsa il 10 dicembre in occasione della Giornata mondiale per i diritti umani.

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DA DOMANI A MILANO UNA MOSTRA SU ANNA FRANK

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla Provincia di Milano l’annuncio di questa mostra dedicata ad Anna Frank, al via il 9 ottobre.

Ad maiora

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La Provincia di Milano, in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi di Milano, e la «Anne Frank House» di Amsterdam, nell’ambito dell’iniziativa «I viaggi della memoria», ospiterà a Palazzo Isimbardi la mostra «Anna Frank, una storia attuale». L’esposizione verrà inaugurata domani alle 12,30 (Cortile d’Onore, ingresso da corso Monforte 35) dal presidente dell’Ente, On. Guido Podestà, e dal vicepresidente e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna. La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 20 ottobre (dal lunedì al venerdì, orari 9-13/14-18). Interverranno all’evento, inoltre, Wim Kok, presidente della Fondazione Anne Frank, già ministro delle Finanze e Premier (1994-2002), insignito nel 2003 del titolo di ministro di Stato, massima onorificenza paragonabile alla carica di senatore a vita; Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze, che ha intimamente vissuto il dramma dei campi di sterminio avendo avuto entrambi i genitori deportati ad Auschwitz sullo stesso treno, peraltro, della famiglia Frank; Ronald Leopold, direttore della «Anne Frank House». Sarà presente, altresì, Johan S. Kramer, Console generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano.

Il titolo dell’esposizione, l’ultima in ordine di tempo realizzata dalla «Anne Frank House», ci introduce a una rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica grazie al supporto di un ricco apparato iconografico, riproduzioni documentarie e citazioni tratte dal diario personale della Frank. Si tratta, insomma, di un vero e proprio viaggio virtuale nella vita di Anne e dei suoi cari in cui viene esplicitata la condizione di una famiglia ebrea durante il periodo nazista.

La rassegna fotografica si sviluppa attorno a 34 pannelli in polipropilene a colori (dimensioni cm. 100×200) con testo e riproduzioni fotografiche.

«Attraverso questa mostra vogliamo offrire ai cittadini della Grande Milano, ma soprattutto agli studenti, ai più giovani, non solo una panoramica degli orrori perpetrati dai nazisti nel corso del secolo scorso ma anche sottolineare, grazie all’approccio storico-culturale dell’esposizione, quanto i sogni, le speranze, i valori di Anne non siano morti con lei perché quel diario, testimone del suo grande desiderio di vivere, rappresenta, ancora oggi, un attestato irrinunciabile per cogliere appieno le distorsioni e le atrocità del ‘900 – ha dichiarato il presidente Podestà -. Nessun orrore del secolo scorso, infatti, può essere assimilato alla Shoah per numero delle vittime e per le efferatezze dei metodi di sterminio utilizzati. Si trattò, d’altra parte, di un genocidio studiato scientificamente dai nazisti con l’obiettivo di eliminare dalla faccia della Terra il popolo ebraico e la sua cultura. La Provincia di Milano considera la memoria uno strumento indispensabile da trasmettere soprattutto ai ragazzi affinché la perpetuino. Sono convinto che le Istituzioni debbano, con convinzione, operare per far luce su una realtà spesso “dimenticata” ma che, per la sua crudeltà, non smette mai di far riflettere».

SE IL MILLENNIO HA ANCORA DEGLI OBIETTIVI

Gli Obiettivi del Millennio non sembrano un tema in grado di interessare il sistema dei media nostrani. Eppure le tematiche che vengono sollevate dovrebbero riguardare tutti noi. Ma siamo ormai abituati a ragionare day by day, per spot. E quindi degli impegni presi nel 2000 ci sembrano cose della preistoria.

E invece quegli otto obiettivi sono più che mai attuali. Anzi, come è stato evidenziato durante l’incontro organizzato (allo IED di Milano) dal Fondo Provinciale milanese per la Cooperazione internazionale, la crisi li rende sempre più pressanti.

La Provincia di Milano (rappresenta tata da Pietro Accame), pur essendo cambiata la maggioranza politica, ha mantenuto il proprio impegno in questo organismo che si occupa di cooperazione decentrata. Non è cosa da poco se è vero che alcuni comuni che fanno parte del Fondo lo fanno con meno entusiasmo di altri perché l’adesione era stata data dalla precedente amministrazione (anche dello stesso colore politico, peraltro).

L’europarlamentare Patrizia Toia si è impegnata a portare il modello individuato nel milanese anche a livello europeo. Perché gli Obiettivi possono aver successo solo se sono condivisi. E in questo senso, il ruolo degli enti locali è fondamentale. L’esponente del Pd ha ricordato come “la crisi fa crescere la povertà e quindi aumentare i costi per sradicare la povertà” che è il primo degli 8 obiettivi.

Giovanni Urro, assessore di Sesto San Giovanni e vice presidente del Fondo, ha spiegato quel che si sta facendo per far vivere l’Europa ai cittadini e per allargare a più scuole possibili la sensibilizzazione sugli Obiettivi del Millennio. Sottolineando che la riduzione della Geografia a scuola mina anche questo tipo di attività. Lele Pinardi, Presidente di CoLomba (network di ong lombarde) ha preso al balzo il tema scuola e ha invitato tutti a mettere in rete le esperienza fatte negli istituti, facendo cooperare le reti. E ha ribadito l’appello perché il 2015 a Milano si tenga anche un Expo dei popoli: http://www.onglombardia.org/public/per%20un%20EXPO%20Dei%20popoli.pdf.

Infine Marina Ponti, responsabile Europa della campagna sugli Obiettivi del Millennio ha ricordato, parlando anche delle recenti rivolte in Nord Africa, che è fondamentale la collaborazione delle popolazioni locali e che i progetti di cooperazione funzionano meglio dove la stampa è libera. Nei Paesi in cui è invece sottoposta a controllo non può denunciare la corruzione, con i risultati che sappiamo.

L’Italia, ha comunque ricordato la Ponti, è fanalino di coda dell’Unione europea per i fondi destinati alla cooperazione. E rallenta in questo modo tutta la Ue.

Se ora, aggiungo io, non si farà l’autostrada per compiacere il dittatore libico, si potranno magari sfruttare quei fondi per opere più meritorie.
Ad maiora.