Panorama

CIAO PIETRO, FORZA BOSCIA

Ieri ci ha lasciato Pietro Calabrese, giornalista che dopo enormi successi professionali aveva affrontato a viso aperto il tumore che gli era stato diagnosticato un anno fa. La malattia alla fine ha avuto la meglio ma il modo in cui l’ex direttore del Messaggero e della Gazzetta (ma anche di Capital e di Panorama) l’ha sfidata e’ davvero encomiabile. Ne parlava quasi ogni settimana nella rubrica che aveva sul Magazine del Corriere dove si era inventato un personaggio – Gino – che raccontava del cancro. Calabrese non ha fatto in tempo a vedere pubblicato (per i tipi di Rizzoli) il volume “L’albero dei mille anni” nel quale racconta della sua battaglia contro il cancro. Calabrese citava Woody Allen: le due più belle parole che puoi sentirti dire non sono ti amo ma e’ benigno.
Domani mattina a Roma ci saranno i funerali di Pietro Calabrese, classe 1944.
C’è un altro personaggio conosciuto nel mondo cestistico e non solo che sta affrontando il tumore a viso aperto e che proprio a Roma arriverà nei prossimi mesi: e’ Boscia Tanjevic.
Chi ieri sera lo ha visto, in tv, sbracciarsi e prendersela con tutti i giocatori che marcavano male o che sprecavano facili transizioni forse non si sara’ accorto che l’allenatore montenegrino (naturalizzato italiano), dopo un’operazione, e’ sotto chemio.
Eppure l’ultimo coach in grado di far vincere uno scudetto alla Milano del basket e un campionato europeo all’Italia (e l’Eurolega con il Bosna) ieri ha ottenuto un grande successo: la sua Turchia e’ arrivata seconda ai Mondiali, battuta solo dagli statunitensi, stufi dopo 16 anni di fare la figura dei pirla in uno sport che hanno inventato.
Tanjevic (che durante le guerre balcaniche ospitava profughi a casa sua, dicendo: “Ci siamo sparati tra vicini di casa, e’ stata una vergogna mondiale”) dalla prossima stagione sara’ direttore tecnico della Virtus Roma. Così, pochi giorni fa raccontava a Franco Carotti de La Stampa, come “sportivamente” sta lottando contro il tumore: “Ora devo combattere, ma sono ottimista e ambizioso. Voglio mettere le cose a posto io, prima del Signore. Faccio progetti, voglio vincere il Mondiale, poi il campionato con la Roma. Questo il mio modo di battere la malattia”.
Ciao Pietro, che la terra ti sia lieve.
Forza Boscia, facciamo il tifo per te.