Nicolò Melli

LA MILANO DEL BASKET IN CADUTA LIBERA? VIA IL GIOCATORE PIU’ GIOVANE.

La prima testa che cade dopo l’eliminazione immediata dell’Armani Jeans dalla Coppa Italia di basket, è il giocatore più giovane della compagnia. Nicolò Melli, classe 1991, viene ceduto in prestito fino a fine stagione alla Scavolini. Il suo contratto scade a giugno e quindi è un arrivederci che sa di addio.

Dunque Milano, allenata da un allenatore del 1936, allontana dal gruppo quello che in estate era stato presentato come la futura stella del basket italiano, già nazionale under 16 e under 18.

Il giocatore a Reggio Emilia l’anno scorso aveva fatto un figurone in Legadue e solo un infortunio alla spalla l’aveva tolto dai play off, dove la Bipop si arenò.

Quest’anno Nicolò, dopo aver fatto il grande salto in prima serie, è stato usato a sprazzi. Sia il vecchio allenatore che quello nuovo l’hanno utilizzato col contagocce: 9 minuti di media. Il misero 1,7 punti che ha realizzato mediamente a partita sono anche frutto delle scarse possibilità che l’ala grande, alta 2.05 per 105 chili, ha avuto per affermarsi. Non sono tutti Danilo Gallinari. Ma così non lo diventeranno neanche mai.

La Pallacanestro Olimpia Milano ha vinto il suo ultimo scudetto (il venticinquesimo nella – ormai scomparsa e ammuffita  – Sala dei Trofei) nel lontano 1996. A quel tempo Leopoldo Melli, giocatore della Pallacanestro Reggio Emilia e Julie Jo Vollertsen, pallavolista, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Los Angeles, erano già insieme. Ma il loro primo figlio, Nicolò appunto, aveva solo cinque anni, quando le scarpette rosse vinsero quel’ultimo torneo.

Difficile che l’ennesima stagione a rischio seru tituli sia solo colpa sua.

Ad maiora.

D’ALEMA SENZA CACHEMIRE MENTRE L’AQUILA LAZIALE PUNTA A SUD

SENZA IL CACHEMIRE DI D’ALEMA NON ESCONO I GIORNALI

D’Alema gioca a fare il proletario. “Né cachemire né Sankt Moritz. E le scarpe le ho pagate 29 euro”. Titolo sul Giorno.

LO CHIAMEREMO ANDREA

Il Papa contro la moda dei nomi bizzarri. “Date ai vostri figli solo quelli cristiani”. Appello ai genitori. Ma in Italia le Chanel e i Tobia sono sempre più popolari. Titolo su Repubblica che come gran parte dei quotidiani pubblica le foto dei Totti o dei Briatore coi nomi scelti per apparire su Chi e dintorni. In una grafica a fondo pagina  si scopre però che i nomi più usati sono Francesco e Giulia. Mah.

SCRITTE CONTRO

Leonardo, uomo di merda” (la curva del Milan saluta il nuovo allenatore interista), “Marchionni fottiti” (sconosciuti torinesi su una pubblicità: aggiungendo la stella a cinque punte finiscono su tutti i giornali). “Quagliareee, c’ha pnzat San Gennaro” (tifosi napoletano commentano l’infortunio di Quagliarella: il bomber juventino è stato operato ieri, tornerà in campo tra 3-4 mesi).

D’ALTRONDE, SE IL MILAN NON VINCE IL PAESE SI DEPRIME

“Pari in fuorigioco… Berlusconi farà tutto per prendersi il titolo“. De Laurentis punge il Milan. Titolo sulla Gazzetta.

FOTO RANDOM

Su Repubblica foto di Nicolò Melli, giovane reggiano dell’Armani Jeans, ma nella dida: Ibrahim Jabeer, guardia afro-americana di Milano.

Sul Giorno: L’arbitro è il solo a dire che non vede. E Lumezzane-Salernitana non parte. Accompagnata da una foto degli spalti dove si intravedono 12 tifosi avvolti in una nuvola (se non è nebbia).

MUSICA E SESSO

La musica è come una scarica sessuale. Le note grazie alla dopamina fanno arrivare al cervello sensazioni di piacere. Titolo del Giornale.

TRE SCHIAFFONI BEN ASSESTATI

Tre sberle di SuperCavani mettono a nudo la Signora. Titolo machista del Giornale dopo Napoli-Juve 3-0.

FEDERALISMO TOMBALE

Spessa Po, tombe più care per i forestieri. Il sindaco: “Da tutti i paesi vicini scelgono di portare qui i loro corpi”. Titolo de La Provincia pavese.

ANCORA SUGLI UCCELLI CHE CADONO

Dai cicloni alla contaminazione dei cieli. Mille ipotesi per le “piogge” di uccelli. Titolo sul Corriere.

ANCHE L’AQUILA PUNTA A SUD

Prima della gara l’aquila Olympia non è atterrata sul solito trespolo, ma ha scelto di farlo in curva Sud, sotto i tifosi del Lecce: era un segnale premonitore. Dida sulla Gazza. La Lazio ha poi perso in casa col Lecce.

CIAO ROBERTO

Addio a Miglio, sindacalista e comunicatore. Titolo sulle pagine milanesi di Repubblica. Domani, alle 15, i funerali al Cimitero di Lambrate.

Ad maiora, amico mio,  ovunque tu sia.