Matteo Mecacci

STOP LUKA, LA RETE ABBATTE TUTTI I CONFINI. ABBATTERÀ ANCHE IL REGIME?

Come riassumere la serata di ieri dedicata da Annaviva alla Bielorussia? Interessante, emozionante, inquietante. Difficile trovare l’aggettivo giusto. Di certo, gli interventi di Natallia Radzina e di Vera Stremkovskaya (come quelli di Bruno Dapei e Matteo Mecacci) hanno offerto molti spunti a quanti -malgrado il maltempo-sono arrivati all’Ostello Bello di Milano. Altri ne offrirà a quanti seguono Radio Radicale (che ha registrato tutta la conferenza) e grazie al lavoro dei molti giornalisti presenti.
È stata una specie di lezione su che come nasce e cosa sia una dittatura.
Natalia Radzina (giornalista del sito http://charter97.org/en/news/ incarcerata dal regime e sfuggita dagli arresti domiciliari, ora rifugiata politica in Lituania) ha raccontato cosa voglia dire finire nelle prigioni del KGB. Ma ha focalizzato il suo intervento sulla responsabilità della classe politica italiana (nella fattispecie berlusconiana) nel sostenere fattivamente la dittatura: con incontri, abbracci, affari e opposizione alle sanzioni.
Vera Stremkovskaya (avvocato dei diritti umani, ora riparata in Svezia) ha invece sottolineato il declino di un paese che è tornato, grazie alla sua dirigenza sovietica, indietro nel tempo. Ma ha spiegato come incontri come quello organizzato da Annaviva (dove è stata esposta la bandiera bianca e rossa vietata a Minsk) siano un forte segnale nei confronti del regime. Il cui vessillo (sovietico) sventolava – pro Expo – a pochi passi dalla sede del nostro incontro (abbiamo davvero capito dove organizzare il prossimo flash mob…).
Interessante, per chiudere, che la Radzina abbia citato la gaffe di La Russa a Ballarò (“chi è Lukashenko?”).
Significa che la rete abbia ormai abbattuto tutti i confini.
E vuol dire che quel segnale che abbiamo lanciato ieri sarà arrivato forse anche nel cuore del potere bielorusso.

Ad maiora!

Ps. Ora ci aspetta Mosca. Obiettivo: le elezioni di dicembre.
Prima di andare in Russia (per l’ennesimo viaggio di “turismo responsabile” di Annaviva), mercoledì 9 novembre alla Libreria Popolare di via Tadino, ore 19.30, ci aspetta l’incontro con Denis Bilunov, famoso oppositore antiputiniano.
Vi aspettiamo!!!

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BIELORUSSIA, COME USCIRE DALLA PRIGIONE DI LUKA

Il blogger bielorusso Evgenij Morozov (che il 10 novembre sarà a Genova per il Festival della scienza) sta dividendo il mondo dei media on line. Il giovane ricercatore di Stanford nel suo nuovo libro “The Net Delusion: The Dark Side of Internet Freedom” sostiene che molte dittature riescono a essere ancora più penetranti nelle vite degli altri grazie ai social network:

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/30/Rete_bucata_Facebook_Twitter_limitano_co_9_111030046.shtml

Venerdì sera, con Annaviva, ospiteremo a Milano (Ostello Bello, via Medici 4, ore 18.30), l’avvocato e difensore dei diritti umani Vera Stremkovskaja e Natallia Radzina, giornalista del sito on-line Charter 97:

http://charter97.org/en/news/

Proprio le inchieste sul regime bielorusso sono costate a Natallia il carcere un anno fa. Ora è riuscita a sfuggire agli arresti domiciliari e a trovare rifugio in Lituania, dove continua la sua attività di controinformazione su quel che accade a Minsk. Le autorità lituane le hanno concesso un visto di cinque anni. E’ convinta che prima che scada, tornerà a fare la giornalista in una Bielorussia libera e democratica.

Quando col collega Valter Padovani andammo a Minsk prima delle fallita “rivoluzione dei jeans” intervistammo Vera (che ora è rifugiata in Svezia). Per seminare il locale Kgb, abbiamo dovuto cambiare tre o quattro autobus, scendendo e salendo su diversi mezzi e con diverse direzioni.

Entrambe saranno due ottime testimoni, capaci di raccontare ai milanesi che vorranno seguirci, quel che accade in quella “prigione a cielo aperto” che è la Bielorussia. Interessante sarà capire anche come le due dissidenti valutino l’impatto della rete nella lotta ai regimi.

Il clima cupo che si vive in Bielorussia è difficilmente descrivibile. Nel paese in questi anni hanno perso la vita tre colleghi: Dmitrij Zavadskij, scomparso il 7 luglio 200, Veronika Cherkasova uccisa il 20 ottobre 2004 e Aleh Bijabenin, assassinato il 3 settembre 2010.

Anche di questo si parlerà nel convegno di venerdì.

A discutere con le dissidenti bielorusse ci saranno Matteo Mecacci, presidente della Commissione parlamentare diritti umani e democrazia Ocse e Bruno Dapei, presidente del Consiglio provinciale di Milano.

Vi aspettiamo.

Chi sfugge da una dittatura e vive da esule, ha bisogno come il pane del riconoscimento internazionale. Più saremo quella sera, più loro torneranno a casa rinforzate. E più articoli parleranno di loro, più il regime verrà indebolito.

Ad maiora.

BIELORUSSIA, A MILANO UN INCONTRO SU QUESTA “PRIGIONE A CIELO APERTO”

Venerdì prossimo modero questo importante convegno di AnnaViva.
Vi aspetto tutti!
Ad maiora

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BIELORUSSIA, PRIGIONE A CIELO APERTO

Venerdì 4 novembre 2011 – ore 18.30
OstelloBello, via Medici 4 (ang. via Torino) Milano.
Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione americana Freedom House, la Bielorussia è tra i primi dieci Paesi con la peggiore libertà di stampa.
“I media – si legge nel documento pubblicato nel mese di maggio fungono da portavoce delle autorità. L’accesso dei cittadini ad informazioni imparziali è molto limitata, e il dissenso soppresso con pene varie”.
L’associazione ANNAVIVA ritiene sia ormai necessario e improrogabile richiamare l’attenzione pubblica sull’attuale situazione in Bielorussia. Ne discuteremo con:

Natalja Radina – giornalista bielorussa del portale indipendente Charter ’97, che ha da poco ricevuto asilo politico dalle autorità lituane ed è attualmente riparata a Vilnius.

Vera Stremkovskaya – avvocata bielorussa impegnata nella difesa dei diritti umani. Perseguitata nel suo paese, vive attualmente in Svezia

On. Matteo Mecacci – Deputato Radicale nelle liste del PD e Presidente Commissione parlamentare diritti umani e democrazia Osce

Bruno Dapei, Presidente del Consiglio Provinciale di Milano
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Come contattare AnnaViva?: Annaviva è presente sul web all’ indirizzo http://www.annaviva.com , sempre disponibile a fornire informazioni e ricevere segnalazioni di articoli, notizie o attività scrivendo a info@annaviva.com .

Rinnovate la vostra tessera e, se non l’avete ancora fatto, ISCRIVETEVI alla nostra associazione per supportare le nostre iniziative.

MACEDONIA AL VOTO TRA TENSIONI E ACCUSE DI BROGLI

Giornata di voto (oltre che per il sempre in crisi Portogallo) anche per la Macedonia, ex repubblica jugoslava che all’anagrafe mondiale si chiama ancora – per contrasti con la Grecia – in modo provvisorio: FYROM, acronimo che sta per Former Yugoslav Republic of Macedonia.

Stamane si sono aperte le urne (che si chiuderanno alle 19 locali) in un clima di forte tensione tra il partito di governo, l’VMRO-DPMNE e l’opposizione socialdemocratica (SDSM).

Entrambi gli schieramenti si sono accusati vicendevolmente di brogli. È possibile che, alla diffusione dei risultati di questo voto parlamentare ci siano manifestazioni di protesta nella capitale, Skopje. Sono elezioni anticipate dopo gli attacchi (e l’Aventino) scatenati dalle opposizioni alla maggioranza, accusata di voler mettere sotto controllo i media più critici. Tra gli osservatori internazionali che verificano la regolarità del voto anche il deputato radicale Matteo Mecacci:

http://www.radicali.it/comunicati/20110603/osce-mecacci-partecipa-alla-missione-di-monitoraggio-elettorale-macedonia

A votare sono chiamati 1 milione e 800 mila elettori, un terzo dei quali di etnia albanese. E proprio i partiti albanesi dovranno soccorrere uno dei due schieramenti se, come sembra probabile nessuno dei due riuscirà a conquistare la maggioranza dei seggi parlamentari (il partito di governo è comunque avanti nei sondaggi).

Dal risultato elettorale dipenderà un possibile ingresso del Paese nella Nato e nell’Unione europea (la Macedonia/Fyrom ha dal 2005 lo status di candidato). Nell’elenco di quanti stanno per entrare nel parlamento di Bruxelles in netto vantaggio, come rimarcato in queste ore dalla visita del Papa, rimane la cattolicissima Croazia.

Ad maiora.

DALLA LIBIA (ALMENO) UNA BUONA NOTIZIA: LIBERATI I FRATELI BUZAKHAR

In mezzo a tante brutte notizie di massacri che provengono dalla Libia (300 i morti secondo le autorità, 1.000 secondo i manifestanti), giunge dall’Associazione culturale berbera di Milano una buona notizia. I due fratelli berberi, Madghis e Mazigh Buzakhar, sono stati liberati.
Sarebbero stati rilasciati domenica. Erano stati rapiti/arrestati dalle autorità  libiche a fine dicembre con l’accusa di spionaggio (ragionevolmente anche a favore dell’Italia visto che lavoravano fianco a fianco con ricercatori e studiosi italiani). Accusa che avevano respinto con forza. Così come l’aveva respinta l’Associazione culturale berbera di Milano che aveva invitato alla mobilitazione per la loro liberazione e che ora si augura di poterli presto “invitare a Milano”.
Proprio a Milano, davanti al consolato libico, era stata organizzata una manifestazione a favore dei due fratelli. Per loro si era mobilitata anche Amnesty International con un appello inviato alle autorità libiche. Poche settimane fa anche i deputati radicali (primo firmatario l’ottimo Matteo Mecacci) avevano presentato una interrogazione urgente alla Camera, chiedendo alla Farnesina di valutare un intervento su Tripoli, anche alla luce dell’amicizia (ratificata da un apposito trattato) tra i due Paesi.
Le vicende di questi giorni, hanno però fatto aprire la cella per i due fratelli berberi.
Ad maiora.