Maratona

Born to Run

La corsa sulla lunga distanza era venerata perché era indispensabile; era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta. Correvamo per mangiare e per non essere mangiati; correvamo per trovare una compagna e impressionarla, e con lei correvamo via per cominciare una nuova vita assieme. Se non avessimo amato la corsa, non saremmo sopravvissuti abbastanza per amare nient’altro. E, come per ogni altra cosa che amiamo (tutto ciò che chiamiamo “passioni” o “desideri”), si tratta di una necessità ancestrale che ci portiamo impresa nel DNA. Siamo nati per correre; e siamo nati perché corriamo.

Christopher McDougall, Born to Run, Mondadori

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Sabrina, che ha corso la Maratona di Boston per l’amica ferita


Sabrina Dello Russo (di chiare origini italiane) era rimasta a sua volta ferita nell’attentato di un anno fa. Ieri è riuscita a correre i 42 chilometri per Roseanne che ha perso le gambe durante l’esplosione.
Il tutto finalizzato a una raccolta fondi.
Ad maiora

Zapping mondiale. Dalle staminali alle scuse di Pirlo

Pirlo
La marginalità italiana è dimostrata dal disinteresse mondiale per chi governerà a Roma. Ho trovato solo il Frankfurter Allgemeine su saggi e dintorni.

Per capire come si vota nel resto del mondo basta attraversare il confine e andare a Lugano, sul Corriere del Ticino. Per le comunali del 14 aprile, urne già aperte da ieri per chi lo richieda. Per la cronaca (o meglio per i sondaggi del Giornale del popolo) sarebbe in crescita la Lega dei Ticinesi.

El Pais si occupa dell’Italia con un’inchiesta sui bambini che non possono essere curati con le staminali.

Al Jazeera invece delle tensioni diplomatiche tra Serbia e Kosovo. Mentre La Nacion parla dell’alluvione che ha colpito l’Argentina.

La sconfitta della Juve ieri sera contro il Bayern viene titolata in italiano dalla Taz. Sul Times of Malta (sull’isola ci sono molti tifosi juventini, a dispetto di quanti seguono la Premier League) le scuse di Pirlo per la brutta prestazione.

Chiudo col Guardian. Domenica a Milano si corre la maratona. Qui un video nel quale si provano vari tipi di scarpe per correre al meglio.
Ad maiora

Milan City Marathon: le scuse degli organizzatori

Dopo l’imbarazzante figura al ritiro sacche, gli organizzatori della Milan City Marathon 2012 cercano di correre ai ripari.
Quanto è successo era stato documentato così:
https://andreariscassi.wordpress.com/2012/04/15/caos-al-ritiro-sacche/
Ora l’Rcs Sport SPA (che ha gestito l’evento e che – malgrado la magra – credo voglia gestirlo anche in futuro) ha mandato una lettera (mail) a tutti gli staffettisti (8.000).
Prima le parole di circostanza (“profondamente rammaricati dei disagi” e “siamo i primi a essere delusi” mah) annunciano di aver aumentato la donazione alle onlus cui finivano parte delle donazioni delle staffette. Gli verrà girato il 15 per cento delle iscrizioni, pari a 32 mila euro.
Meglio che niente, direi.
Speriamo che l’anno prossimo a gestire il tutto ci sia l’esercito o qualcuno in grado di occuparsi di tutti.
Bertolaso credo che sia libero…
Ad maiora

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Milan Marathon. Il giorno dopo. Visto da Antonio Ruzzo

In un mirabolante gioco di specchi, pubblico il post del collega del Giornale, che a sua volta compariva in un mio post (e soprattutto in una mia diretta) di ieri:
http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2012/04/16/milano-city-marathon-il-giorno-dopo/

Ad maiora

Ps. Grazie alla “bellissima Caterina” per il link (non virtuale)

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