Maratona di Milano

#staffettaMi grande giornata (macchine a parte)

Mi ero posto tempo fa l’obiettivo di fare i 13 km della staffetta in meno di un’ora e 15 minuti. Ho percorso il tratto in un’ora e 13 minuti.

Pensavo che la nostra staffetta (You live, we run) avrebbe chiuso la Maratona di Milano in meno di 4 ore e 30 e abbiamo finito in 4 ore e 25.
Merito degli allenamenti di Irene Petrolini (e per quanto mi riguarda anche dei consigli dei #cityrunners).

E anche della nostra costanza in questi ultimi mesi.

La giornata era molto calda e quindi siamo partiti che c’era un po’ di freschino mentre all’arrivo la temperatura superava abbondantemente i 20 gradi.
È stata insomma una bella giornata. Peccato per il poco pubblico che non ha incitato i runner. E soprattutto peccato per quella fila di macchine (inquinanti e strombazzanti) che ha accompagnato la corsa del 14 mila. L’anno scorso c’era stata la giornata ecologica. Stiamo tornando indietro. Peccato.
Ora resta da completare la raccolta fondi per Spazio Servizi, per la quale le nostre staffette hanno corso. Quella è davvero la cosa più importante della giornata.
Adesso l’importante è non fermarsi… Prossima tappa: 27 aprile, la Walk of Life per Telethon.

Chi viene?

Ad maiora

Verso #staffettaMi #cityrunners un bilancio (e un appello)

Per la staffetta della Maratona di Milano che correrò domenica ho iniziato ad allenarmi il 21 novembre. Lavoravo ancora al Tg Regionale allora, prima di passare a RaiSport.

Alla Maratona mancavano 135 giorni. Ora ne mancano solo 2…
Ho fatto 38 allenamenti da allora, migliorando decisamente il modo di correre e di affrontare la fatica da quando siamo stati affiancati da un’allenatrice (l’ottima Irene Petrolini) e da quando ho partecipato agli incontri di #cityrunners.
Mi sono allenato anche in Slovenia e Serbia.
Ma per lo più al Parco Sempione.
Avendo smesso di correre con la musica, mi sono guardato un po’ di più in giro e mi sono messo a contare gli altri runner e la marea di cani senza guinzaglio che occupano praticamente ogni spazio verde. Alla fine di questi mesi una sola domanda: perché non vengono trasformate le aree per i cani in aree per bambini, recintate? Forse sarebbe l’unico modo di proteggere almeno un pezzetto di verde, non dai dolci quadrupedi ma dai loro maleducati accompagnatori bipedi.
Ah, un’altra cosa che ho notato sono le tante macchine e camion che circolano per il parco. Oltre alle strutture invadenti che il Comune di Milano lascia piazzare intorno a piazza del Cannone. Sul percorso running che lo stesso comune ha disegnato. Mah.
Tornando alla corsa, ho percorso in questi 5 mesi quasi 300 chilometri (298 per l’esattezza).
Domenica, essendo il primo staffettista (You live we run, il nome della nostra squadra) ne dovrò percorrere 13,5.
Spero di non sfigurare.
Ma anche se lo farò, niente di grave. Corriamo non tanto per fare bella figura noi quanto per aiutare Spazio Servizi, precisamente per i loro progetti in sostegno di bambini con difficoltà famigliari.
Se volete potete dar loro una mano anche voi.
Dai, proviamoci
Ad maiora

Verso #StaffettaMi in sostegno di Spazio Aperto Servizi

Domenica 6 aprile correrò la Maratona di Milano. Come nelle ultime due occasioni farò parte di una staffetta che tradizionalmente hanno come obiettivo, insieme all’agonismo, anche l’aiuto al prossimo.

Quest’anno farò la prima frazione (la più lunga, sto piano piano migliorando) insieme a Cristina, Francesca e Luca.

E questa volta noi correremo per aiutare Spazio Aperto Servizi, un progetto partito nel 1993, per offrire servizi educativi, socio-assistenziali e specialistici convenzionati, aiutando a realizzare questi obiettivi.

Potete però contribuire anche voi ad aiutare questi bambini, cliccando qui.
Ad maiora

Verso #staffettami Alimentazione e #cityrunners

Anche oggi ho partecipato all’incontro di #cityrunners la community di blogger e giornalisti organizzata da Adidas per preparare le staffette in vista della Maratona di Milano del 6 aprile.

Dovendo lavorare ho bigiato (o: fatto sega, scegliete voi) alla sessione di allenamenti. Vi racconterò quindi le cose che ho imparato seguendo le istruzioni che ci ha dato la nutrizionista Elena Casiraghi (che era affiancata dalla campionessa olimpica Arianna Errigo che ci ha raccontato il suo approccio – vincente – allo sport).

Ve le metto qui, come coriandoli carnevaleschi, i miei appunti. Fateci voi l’uso (serio) che ne volete.

Sportivo o meno.

Non pensate che i corn flakes facciano dimagrire. E’ mais cotto con lo zucchero. Da evitare nel giorno della gara.

Non bevete acqua povera di sodio. Il nostro corpo ha bisogno anche di questo elemento.

Mangiate al massimo 5 porzioni di frutta al giorno. Troppo fruttosio non fa bene.

La colazione va fatta entro un’ora dal risveglio. Non bisogna mai saltarla. Il corpo e il cervello consumano anche di notte.

Se andate a correre appena alzati (a me capita) fatelo per meno di un’ora, a ritmo blando. E appena tornate, fate subito colazione.

Mangiate poco ma spesso. Oltre i tre pasti principali, aggiungete due o tre spuntini (per non sedervi a tavola affamati).

Bilanciate carboidrati, proteine e grassi (più facile da scrivere che da farsi).

Idratatevi! Portate sempre una bottiglia d’acqua con voi (come le modelle). Bisogna bere tanto, anche quando non si ha voglia. Il primo stimolo di stanchezza è dato dalla carenza di acqua. Correndo, il 90% di ciò che “perdiamo” è acqua. Dopo gli allenamenti prendiamo quindi anche i sali minerali.

La mezz’ora dopo l’allenamento ne è parte integrante. Qui si possono mangiare tutte le cose che vogliamo per recuperare energie. Persino il cioccolato.

A tavola.

Per dimagrire invertite il secondo col primo. Senza pane e frutta.

Non bevete troppo alcol che favorisce la disidratazione.

Avendo smesso di bere da qualche anno, mi sono portato avanti…

Ad maiora

Verso #staffettaMi #cityrunners con Davide Cassani

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Chi corre più o meno costantemente sa quanto conti, oltre alla preparazione fisica, quella motivazionale. Quante volte, in giornate come queste, piovose e fredde, si è rinunciato all’allenamento. Lo stesso pensiero che si affaccia però quando fa troppo caldo o si è troppo stanchi, e via dicendo.
Proprio su quali chiavi chiavi utilizzare per superare questi ostacoli, questa innata (almeno per me) pigrizia, si è incentrato il primo (per il sottoscritto, secondo per gli altri) incontro di #cityrunners, il gruppo di giornalisti e blogger che Adidas ha deciso di preparare in vista della Maratona di Milano, anzi più precisamente per le Staffette, che sono l’elemento caratterizzante della corsa milanese del prossimo 6 aprile.
Per motivarci, all’Aspria Harbour Club, sono arrivati due esperti in materia: il mental coach Patrizio Pintus e Davide Cassani, ex professionista del ciclismo (sia corso, sia commentato, per la Mamma Rai) da qualche settimana CT della nazionale di ciclismo.
Non sapevo che quest’ultimo, dopo le corse in bicicletta si sia dato a quelle a piedi. Con risultati davvero buoni: maratone sempre sotto le tre ore. Ha mantenuto in buona sostanza gran parte della fibra atletica che lo contraddistinse nei suoi anni sulle due ruote (e chi lo ha visto provare i tracciati da tanti Giri d’Italia con le telecamere al seguito lo aveva già intuito).
Davide (spalleggiato da Patrizio) ci hanno dato un po’ di dritte su come vincere la pigrizia. Il primo dei consigli, almeno per quel che mi riguarda, è quello di allenarsi con costanza, di non saltare nemmeno un allenamento. Questo è l’unico modo per migliorarsi (e far circolare le endorfine). Se si ha poco tempo, basterà anche quello. L’importante è uscire a correre (Cassani raccontava che a volte torna addirittura a casa di corsa, quando non ha il tempo materiale per andare al parco). E occorre approfittare di ogni occasione possibile per fare allenamento: anche le scale di casa o del lavoro vanno bene.
La corsa, come ha ben spiegato Cassani, è una gara con se stessi. Ed è quindi su noi stessi che bisogna lavorare. Ascoltando il corpo e portandolo dove vogliamo. Senza forzarlo, per evitare di farsi male (soprattutto alla mia veneranda età).
Per stimolare l’atleta che è in noi l’altro consiglio è quello di iscriversi alle gare, in modo da avere dei traguardi da raggiungere.
In questo caso verso la Maratona di Milano, con la staffetta. Mancano solo 52 giorni. Ora devo trasmettere l’entusiasmo di questi incontri di Adidas ai miei tre soci per la corsa del 6 aprile: Cristina, Francesca e Luca, uno dei team che correrà per Europe Assistance.
Ad maiora