Madonna

Padre Pio

L’Italia è la terra di Padre Pio. È il luogo dove l’immagine del santo di Pietrelcina tende ormai a rimpiazzare le immagini di Gesù e della Madonna, oltre che sulle pareti delle botteghe o sui paraurti delle auto, sulle tombe dei campisanti. Ed è il luogo dove un’intera classe politica, senza eccezioni, fa mostra di venerare il frate cappuccino con uno slancio bipartisan. A dire il veto, nessun politico del Belpaese ancora ha proposto di rimpiazzare con una statuetta di padre Pio anche il crocifisso sul muro delle aule scolastiche e delle aule di giustizia. Ma è soltanto, forse, una questione di tempo.

Sergio Luzzatto, Il crocifisso di Stato, Einaudi, 2011

Non hanno dimenticato Madonna

Un gruppo anti-gay la denuncia e chiede 10 milioni di dollari per il suo (bel) discorso di San Pietroburgo:
http://www.itv.com/news/update/2012-08-17/anti-gay-russian-activists-sue-madonna/
Dopo aver bruciato la sua icona, magari vogliono dare fuoco anche a lei…
Ad maiora

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Il comizio libertario di Madonna a San Pietroburgo

Notevole il comizio liberal di ieri sera di Madonna a San Pietroburgo:

Oltre al vice primo ministro russo che le ha dato della vecchia puttana, vecchi ortodossi hanno bruciato in piazza la sua icona:

A 7 giorni dalla sentenza contro le Pussy Riot, il regime putiniano si sta coprendo di ridicolo.
Quasi come quello bielorusso che fa la guerra agli orsacchiotti di peluche.
Ad maiora.

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#FreePussyRiot. Il regime russo insulta Madonna

Non contento di tenere tre ragazze in cella per un bliz in chiesa, il regime putiniano insulta chi difende le Pussy Riot. E lo fa, ovviamente, con epiteti sessisti.

“Ogni ex puttana cerca di dare lezioni di morale quando invecchia. In particolare quando si trova in tournee all’estero”. Con queste parole il vice premier russo Dmitry Rogozin, su Twitter, ha risposto all’appello lanciato nel corso di un concerto a mosca dalla cantante Madonna a favore del rilascio delle tre musiciste del gruppo punk femminista Pussy Riot, sotto processo per ‘vandalismo religioso’.

Le ragazze hanno provocatoriamente alla Madonna (non la cantante ovviamente) di “liberarci da Putin”.

Al loro fianco sono scesi musicisti di tutto il mondo. Il regime insulta ovviamente solo quelli di sesso femminile.

Rogozin, ex leader del partito Rozina, è un diplomatico (davvero diplomatico!) e si occupa dei rapporti con la Nato (dove ha rappresentato la Russia).

La sentenza contro le Pussy Riot sarà pronunciata il 17 agosto.

Ad maiora