Luca Bertoni

La mafia russa alla conquista del mondo

Domenica 9 novembre alle 16.30 Annaviva ha organizzato la presentazione del libro “Mafija” di Pino Scaccia ad Archè Onlus Via Jean Juares 7/9 a Milano, nell’ambito del Festival dei beni confiscati alle mafie. Qui la mia recensione del volume (che presenterò insieme all’autore, a David Gentili e Luca Bertoni). Vi aspetto, aspettiamo.

……………………………………………………………………………….

In “Mafija, dalla Russia con furore” Pino Scaccia non parla solo della mafia russa. Spiega il contesto in cui è nata, quel deserto – anche di valori – che ha fatto seguito al crollo dell’Unione sovietica. È un libro interessante e sconsolante quello scritto dallo storico inviato del Tg1. Nel quale si racconta l’espansione planetaria dei boss russi, che ovviamente si sono alleati con la mafia italiana più globalizzata, la ‘ndrangheta. Un pentito, Saverio Morabito, qualche tempo fa spiegava così ai magistrati: “La ‘ndrangheta non ha problemi a fare affari con gente di ogni razza è nazione”. E’ così se si conquistano tutti i mercati. Peraltro le due mafie – quella russa e quella calabrese – si somigliano anche per quanto riguarda la struttura, non avendo una vera e propria cupola a guidarle, come invece quella siciliana.

Così Scaccia spiega l’allungamento dei tentacoli sui nostri territori: “In Europa sono presenti in Italia, Spagna, Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Lettonia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Svizzera, Francia e Israele. Le attività criminali riguardano i precursori dell’eroina, droghe sintetiche, traffico d’armi, traffico di esseri umani, prostituzione, estorsione, riciclaggio di denaro. La mafia russa sbarca in Italia negli anni Novanta, in Emilia-Romagna. L’organizzazione si allarga presto in Toscana e Veneto. E successivamente a Napoli, Roma e Milano. La mafia russa è attualmente rappresentata in Italia dai gruppi Solntsevskya bratva, Izmajlovskaja, dai Lupi di Tambov e dai clan Kutaisi. Si è a conoscenza anche di riunioni (skhodka) che si svolgono in Italia per il coordinamento delle operazioni sul territorio; le indagini ne hanno accertata una il primo dicembre 2011 a Milano è una in programma il 18 settembre 2012 a Roma mai avvenuta per un rischio di intercettazione da parte delle forze dell’ordine”.

Insomma, come sempre è qualcosa che ci riguarda da vicino. Senza dimenticare un aggressivo Putin che a una domanda sulla mafia russa ricordava come la parola fosse di origine italiana. Vero: abbiamo sempre da imparare.

Come ci toccano da vicino i rapporti “politici” tra il nostro paese e la Russia, che Scaccia tratta nell’ultima parte del libro. Dove si affronta il tema della (praticamente inesistente) libertà di stampa nel paese di Putin. Un capitolo del libro è dedicato alla Politkovskaja fatta assassinare (chissà da chi) da killer di un’altra mafia, quella cecena.

Scaccia, che ha una grandissima esperienza internazionale, si occupa anche del caso Alma Shalabayeva, espulsa a tempo di record e rimpatriata da Roma in Kazakistan. Una storia davvero imbarazzante che coinvolge l’attuale governo e la maggioranza che lo sostiene.

Ad maiora

…………….

Pino Scaccia

Mafija, dalla Russia con furore

Round Robin

Roma, 2014

Pagg. 180

Euro 14

Lo stemma del Comune di Merlino

Un protocollo di legalità immobiliare

Ricevo e molto volentieri pubblico questa lettera dell’amico lodigiano Luca Bertoni cheracconta un’esperienza locale ma molto istruttiva su come tenere fuori i malintenzionati dagli appalti pubblici.

Chissà se potrebbe diventare un modello anche per l’Expo (sempre che prima o poi partano i cantieri).

Ad maiora.

…………………

Ciao Andrea, ti scrivo per parlarti di una bella iniziativa, cui ho potuto contribuire, portata avanti dal Comune di Merlino (Provincia di Lodi). Un protocollo di legalità che, ai sensi della legge urbanistica regionale, concede incentivi volumetrici alle immobiliari che volontariamente si rapportano con l’Amministrazione Comunale come se fosse un appaltatore pubblico. Per farla breve: la normativa impone massima trasparenza alle imprese che realizzano opere pubbliche e totale nebulosità a ciò che succede nei cantieri che realizzano nuiovi quartieri. Il Comune di Merlino concederà un bonus volumetrico alle immobiliari che aderendo ad un protocollo di legalità comunicheranno gli ultimi due bilanci, la compagine societaria (con tanto di casellario giudiziario), tutte le imprese subappaltatrici, le targhe dei mezzi che circolano in cantiere e che registreranno gli accessi con un sistema telematico collegato con la cassa edile. Il protocollo, già approvato dal Consiglio Comunale di Merlino, sarà sottoscritto dalla Prefettura di Lodi, Assimpredil Milano, CCIAA di Lodi, Unione Artigiani e Confartigianato, Sindacati dei LAvoratori, Libera, Avviso Pubblico e Legambiente. Sono stati molti belli ed intensi i due pomeriggi di lavoro con le organizzazioni di categoria (Assimpredil Milano, CCIAA di Lodi, Unione Artigiani e Confartigianato, Sindacati dei LAvorator) e l’incontro con il Presidente di Avviso Pubblico. Pare che sia il primo protocollo di questo tipo in Italia, che incentiva l’adesione a comportamenti virtuosi nel campo della legalità in edilizia. E’ già uscito anche un articolo sul sole 24 ore (inserto lombardia) e sul corriere di domenica scorsa. Il protocollo è libero: il Comune si è impegnato a comnicare ai propri cittadini le immobiliari che aderiranno. Il cittadino così potrà chiedersi il motivo per cui qualche imprenditore rinuncia ad un maggiore utile, per il solo motivo di non voler essere trasparente. La cosa, a mio avviso, ancora più bella è il clima nel quale tutto questo è maturato: un Comune, nel quale una giovane geometra dell’ufficio tecnico decide ad un certo punto di iscriversi ad architettura e l’anno scorso si laurea – in corso e senza rinunciare ad un serio impegno nel lavoro – in pianificazione urbanistica con una tesi sul rapporto tra urbanistica ed infiltrazioni malavitose e “coinvolge” in questa sua avventura piena di passione molte persone del Comune. L’ho fatta un po’ lunga, perdonami, ma ci tenevo a renderti partecipe di una piccola storia di campagna e di una grande passione che ha coinvolto sul tema della legalità. Forse una sara resistenza al malaffare, passa anche da questi piccoli gesti. Ti seguo sempre con entusiasmo!

Luca Bertoni