Livorno

La morte in campo. Ripresa in tv. È informazione questa?

Piermario Morosini del Livorno colpito da infarto è morto sul campo di Pescara.
Fabrice Muamba del Bolton colpito da infarto a Londra è poi miracolosamente sopravvissuto.
Non sono le uniche differenze tra i due casi.
La tv inglese nel momento in cui ha capito la gravità della situazione ha “staccato” le telecamere.
Ho mostrato, qualche settimana fa, il video agli studenti della Statale (una delle quali su twitter poco fa mi ricordava l’episodio, chiedendomi conto del diverso atteggiamento in Italia). Per fare capire come il racconto possa essere fatto anche senza morbosità. Che la drammaticità possa essere racchiusa anche in un tifoso con le mani nei capelli, l’arbitro che si mangia le unghie e i calciatori affranti:

Veniamo in Italia oggi. Videocrazia imperante e dissennata.
Il giocatore bergamasco collassa in campo e le telecamere indugiano. A lungo.
Vediamo il messaggio cardiaco. I giocatori affranti. Si “fa spettacolo” anche di questo.
E le immagini le rivediamo ai tg e continueremo a vederle anche domani.
Che informazione è questa? Cosa aggiunge al “racconto” l’ultimo rantolo di un ragazzo di 25 anni?
Non stupiamoci poi che ci sia turismo dell’orrore al Giglio come ad Avetrana.
Quelli arrivano solo in un circo nel quale noi giornalisti siamo diventati i fenomeni da baraccone.
Ad maiora.

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IL CACHEMIRE DI D’ALEMA E GLI UCCELLI DI FAENZA

 IL P.C.I. VISTO DA DESTRA E DA SINISTRA

E l’intellighenzia vota Pci: Partito cashmere italiano. Titolo sul Giornale.

Berlusconi detesta i comunisti di cachemire. Invece pare che non gli dispiacciano quelli di lana caprina. Vignetta sul Fatto.

Quando c’era il Pci. Livorno 1921-Rimini 1991, cronache del primo e dall’ultimo congresso del più grande partito comunista d’Occidente. La Domenica di Repubblica gli dedica le prime tre pagine.

D’Alema a St.Moritz ma non è felice. Snobbato da Berlusconi. Lettera a Il Giornale.

BERLUSCONI “CAFONE” PER I FINLANDESI

Il cafone dell’anno. I lettori dell’Helsigin Sanomat, il principale quotidiano finlandese, l’hanno attribuito a Silvio Berlusconi. Il capo del governo italiano ha battuto Tiger Woods, noto per la sua non limpida condotta coniugale e Jonas Bergstrom, ex fidanzato di Madeleine di Svezia scoperto con un’altra in prossimità delle nobili nozze già fissate. Alessandra Longo su Repubblica (che cita il Secolo).

LA RAI NON SI VEDE? MA NEMMENO LA BBC…

Varese. Sparito il segnale Rai, partono le disdette del canone. Sulle pagine lombarde del Corriere.

Dal 26 novembre il canale tv Bbc World News è scomparso dale frequenze del digitale terrestre ed è stato sostituito da un canale che si occupa di televendite. Spero che il ministro dello Sviluppo economico, titolare delle frequenze, voglia porvi rimedio. Lettera al Corriere.

Che fatica non credere più alla tv. Altro titolo sul Corriere.

IL COMPAGNO FELTRI NON PIACE PIU’ AL GIORNALE

“Libero” depura il Feltri anti Cav. Titolo criptico in prima sul Giornale, ma comunque contro l’ex direttore (il cuo nuovo quotidiano non avrebbe pubblicato le famose frasi sulle escort dette da Feltri a Cortina).

Il compagno Feltri. “Rinnegato”: Il Giornale bolla l’ex direttore per aver criticato il padrone. La setssa accusa che “Littorio” scagliò contro Montanelli. Poi massacrò Fini per alto tradimento: ora si prepari al metodo Boffo. Apertura (in stile Lina Wertmuller) del Fatto quotidiano.

COME TI ATTACCO LA CAMUSSO

“La Camusso? Mai lavorato in fabbrica”. Intervista sul Giornale a un ex leader Fiom.

COME TI ISOLO ASSANGE

Sequestrati i dati di Assange su Twitter. Un tribunale della Virginia ha ordinato al social network di fonrire i dati dei collaboratori di Wikileaks. Dal Sole 24 ore.

POCHI SOLDI AL FUS? CHIUDIAMOLO!

“Fondi allo spettacolo? Da abolire”. Secondo il direttore dell’”Istituto Bruno Leoni” i contributi statali, troppo variabili di anno in anno, invece di favorire i beneficiati ne danneggiano la programmazione. Pagina intera sul Giornale.

IN ALTO I TONI

Delneri alza subito i Toni. Titolo “sportivo” sul Giorno.

DIETA DOPO NATALE

Lurago d’Erba. In Comune continua la dieta dimagrante. Titolo sulla Provincia di Como accompagnato da una foto al primo cittadino, non proprio longilineo.

UCCELLI, QUALCOSA SI E’ ROTTO

Gli uccelli di Faenza e quelli di Hitchcock. Lettera al Giorno.

Moria di tortore e assalti di cornacche: qualcosa si è rotto nei nostri cieli. Paginata su Repubblica.

IL NEO JUVENTINO KRASIĆ: SERBO DI MITROVICA

La Juventus FC ha formalizzato oggi l’acquisto di Miloš Krasić. Lo pagherà, da qui al 2012, in tre rate da 5 milioni di euro. Un mutuo, oneroso, ma un mutuo, garantito da una fideiussione bancaria.

Krasić, nato nel 1984 in Jugoslavia, ha giocato anche per la nazionale under 21 di Serbia e Montenegro e ora è titolare della nazionale della Serbia. Il centrocampista (esploso col CSKA di Mosca) che è stato eletto miglior giocatore serbo del 2009, ai Mondiali sudafricani non ha brillato (sostituito nel disastroso Australia-Serbia 2-1, che ha portato all’eliminazione dei serbi) anche se con tre gol era stato decisivo nelle qualificazioni del suo Paese.

Già il suo Paese. Krasić è nato a Mitrovica, città che si trova nel nord del Kosovo. È divisa in due dal fiume Ibar e il ponte (presidiato da forze militari internazionali) è una sorta di spartiacque tra il Kosovo albanese e quello serbo, tra mondo islamico e cristiano.

A nord del fiume vivono 20mila serbi, a sud 80mila albanesi. Il ponte è un sorta di muro di divisione. Alexander Langer (che a Brescia in questi giorni, forse a causa del caldo, è stato bollato come terrorista) se ne sarebbe rammaricato.

Le più recenti tensioni a Mitrovica si sono registrate solo qualche settimana fa, con il parziale riconoscimento dell’indipendenza di Pristina: il 22 luglio la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato legittima la secessione kosovara da Belgrado (partita nel 1999).
Mitrovica, o Kosovska Mitrovia o Titova Mitrovica come viene ancora chiamata, ha dato i natali anche a un altro calciatore serbo che ha giocato in Italia e che ora è tornato alla Stella Rossa di Belgrado: Nikola Lazetić.

Nel 2002 Lazetić era stato acquistato dal Como di Preziosi e girato subito al Chievo Verona (quell’anno i lariani scesero dalla A alla B per poi precipitare, grazie all’attuale patron del Genoa, fino alla C2 e al fallimento: ora sono in Lega Pro). Il serbo andrà poi alla Lazio, Siena, Genoa e Livorno, per concludere la sua esperienza italiana al Torino (contribuendo all’ultima promozione a Serie A, ma poi anche alla retrocessione). A scadenza di contratto, il ritorno a Belgrado.

Ma sempre di Mitrovica è un altro calciatore, che ha giocato in Italia e che invece è di etnia albanese: Valon Berhami.

La famiglia Berhami nel 1990 era emigrata in Canton Ticino, dopo che entrambi i genitori di Valon (allora aveva 5 anni) avevano perso il lavoro. Dal 1995 presentavano invano alle autorità elvetiche più richieste di asilo politico, per l’aggravarsi delle vicende degli slavi del sud. È però l’abilità sportiva di Valon a salvare la famiglia dal rimpatrio. La società sportiva Ligornetto lancia infatti una raccolta di firme per chiedere alla Confederazione di garantire asilo ai Behrami. Così sarà. Valon ripaga la fiducia (sportiva) accordatagli portando la Svizzera ai Mondiali del Sudafrica (suo il gol decisivo nella partita con la Turchia: sorta di nemesi, visto che questo Paese è l’erede politico di quell’Impero Ottomano che sconfiggendo i serbi e conquistando Mitrovica, la islamizzò).

Berhami, in Italia, ha giocato nel Genoa, nell’Hellas Verona e soprattutto nella Lazio: 44 presenze per i biancazzurri e quattro gol, uno dei quali decisivo nel derby 2008 (3-2 per la Lazio). Ora (dopo la deludente esperienza col West Ham – squadra della Premier di cui è dirigente Sir Gianfranco Zola, oggi sconfitta 1-3 dal Bolton – e dopo un bruttissimo infortunio lo scorso anno) potrebbe tornare proprio nella capitale, ma sulla sponda giallorossa.

A Mitrovica sud continueranno a essere orgogliosi di lui.

Come in quella nord, nei cui bar da due giorni a questa parte, si starà parlando di Krasić alla Juve. Lo stesso nei caffè belgradesi. Anche in Serbia la notizia domina infatti oggi tutti i siti online: http://sport.blic.rs/Fudbal/Evropski-fudbal/183404/Milos-Krasic-zvanicno-novi-clan-Juventusa

Magari è l’occasione per “dare un calcio” ai conflitti. Sperem.