Leonardo

DAL LARA A NICOLE. DAL PAT AL BAT

 LE FOTO DELLA MINETTI

Il fidanzato della Minetti e le foto: ti si vede entrare in una casa a Roma. La consigliera regionale: intercettale e comprale. Sul Corriere.

PRONTO, PAPI?

Arcorine in allarme. Dalla Polanco alla Espinosa: le telefonate a Berlusconi per aggiornarlo sugli interrogatori. Sul Fatto.

I 150 ANNI DI VALENTINO ROSSI

Valentino Rossi: “I 150 anni dell’Italia? Ora sento la responsabilità”. Il 17 marzo l’anniversario, il 20 il primo Gp: “Cercheremo di rappresentare bene il Paese”. Sul Giornale che dimentica di chiederli dei 35 milioni che, residente fiscalmente all’estero, ha dovuto pagare nel 2008 all’Agenzia delle entrate per evasione fiscale.

AMISH, 200 ANNI (VISTI DA UN BRESCIANO)

Andrea da Bagnolo alla terra degli Amish. Borella ha 34 anni ed è l’unico studioso italiano di una comunità che vive come duecento anni fa. Sul Giornale di Brescia.

COL NUMERO 3, MANFREDI PALMERI

Terzo polo, Palmeri candidato sindaco a Milano. Malumori nel’Udc. Il Pdl: si dimetta da presidente del consiglio comunale. Sul Giorno.

3 ORE IN CAMERA

Settimana corta, aula vuota. Ecco la Camera. Vita da Onorevole a Montecitorio. Banchi affollati solo per il voto di fiducia. Le ore di lavoro? Solo tre al giorno. Su Il Giorno.

LA SERBIA A CACCIA DI EROI

Belgrado vuole “il traditore” che salvò Sarajevo. Arrestato in Austria il generale erbo che si schierò coi bosniaci nella guerra dell’ex Jugoslavia. Il Fatto quotidiano (con un titolo più assennato di quello di Repubblica: “Arrestato il genrale Divijak, il serbo che amò Sarajevo“, seguito in compenso da un bel pezzo di Adriano Sofri che scrive: “La notizia del suo arresto è stata uno schiaffo in faccia alla gente di Sarajevo e della Bosnia e ai tantissimi amici che Dovijak si è fatto nel mondo. Il governo serbo che lo accusa di crimini contro l’umanità è quello che aspetta ancora a stanare il boia di Srebrenica, Mladic“).

IL RITORNO DELL’ALTISSIMO

Il ritorno di Altissimo tra i Liberali. “Combatterò il declino del Paese”. Sempre sul Giorno.

LARA SENZA CASA

Sfrattata Lara Saint Paul: “Ma io non mi arrendo”. Sul Corriere, pagine milanesi.

DAL PAT AL BAT

Bat-villa, arriva la Finanza. Moratti junior indagato. Il figlio del sindaco sospettato di violazione edilizia. Rilievi e foto nella sua abitazione. Sul Giorno.

PRONTO CASA MORATTI? SONO ROBIN!

Il rampollo della dynasty del petrolio che vuole vivere nella casa di Batman. Dal lavoro in saras alla scazzottata in discoteca con Irvine. Su Repubblica.  

FOTOGRAFARE LE ASSENZE

Suor Mainetti, Poitkovskaja, Hina. Urla dal silenzio nei luoghi dei delitti. In una mostra (alla Triennale di Milano) le assenza inquietanti fotografate da Donata Pizzi. Sempre sul Giorno.

L’ARPA DI FLORALEDA

Arpa d’Or. Intervista alla 32enne comasca Floraleda Sacchi, oggi all’Auditorium di Milano. Ha cambiato l’immagine dello strumento e suonato anche in discoteca con dj. Su Repubblica (Floraleda accompagnerà anche Ottavia Piccolo in Donna non rieducabile, dedicato alla Politkovskaja,  dal 21 marzo all’Elfo Puccini di Milano)

Berlino e Varsavia a duello per la Dama di Leonardo. L’opera quattrocentesca che ha attraversato la storia d’Europa andrà a Londra: “Decisione politica, un insulto per i tedeschi”. Sul Corriere.

SPOSTAMOSE?

Gli interisti tifano Juve. E gli juventini? Il popolo bianconero è diviso: c’è addirittura chi spera nella sconfitta della propria squadra. Sulla Gazzetta.

Ad maiora.

la polemica curva del milan

Un presidente per i tifosi

Non commento lo scontato scudetto dell’Inter quanto il gigantesco striscione comparso nella curva Sud di San Siro sabato sera (dove, in campo, la difesa della nazionale italiana ha trasformato anche l’attacco rossonero in un’invincibile armata: segno che Lippi fa scelte non logiche, né sportive).

“Presidente bocciato, assente non giustificato”, scrivono gli ultrà, usando un linguaggio politico, quasi da parlamento. Pensare che il mondo ultras sia fatto solo da bifolchi è demenziale. E quindi quello apparso sabato è un ultimo appello che i tifosi lanciano al presidente rossonero.

Già, ma quale presidente? Il Milan non ha un presidente. È l’unica norma sul conflitto d’interesse scattata nel nostro paese di Pulcinella: Berlusconi non può fare politica e presiedere una squadra di calcio. Risultato: il Milan ha ritirato la presidenza. Non esiste più. C’è un vice presidente che fa l’amministratore delegato e che risponde al nome di Adriano Galliani. Quest’ultimo ha stigmatizzato i tifosi ricordando l’enorme quantità di successi inanellata dai diavoli berlusconiani.

Vero, ma non si può dimenticare che il Cav. ha sfruttato proprio delle sue vittorie sportive per “scendere in campo”. Per anni, ha annunciato che avrebbe guidato il Paese come giuda il Milan.

E ogni vittoria sportiva ha rappresentato anche un vantaggio elettorale. L’immagine dell’uomo vincente piace. D’altronde, anni fa ero anche io all’Arena quando arrivò l’elicottero coi giocatori e il Cavaliere, sulle onde di Wagner. Era musica di conquista. E tale fu. Con l’entusiasmo di milioni di tifosi che, volenti o nolenti, finirono per fare da scenografia del successo del Conducator.

A Berlusconi il Milan continua a piacere ma nel frattempo la politica ha preso il sopravvento sulla passione sportiva. Ai figli poi, quegli 11 che corrono dietro a un pallone paiono una spesa eccessiva. E dunque, vendite dei pezzi migliori e in campo giocatori non di primo pelo (che comunque, grazie a Leonardo, sono arrivati terzi in classifica) (a proposito del brasiliano: gran classe nel non voler fare il signorsì).

E i tifosi ora mugugnano. Rivogliono Silvio tutto per loro. Ma è un po’ tardi. Oramai non gli servono più. Non ha bisogno di quelle curve per fare il bagno di folla. Lo fa ovunque vada (o quasi).

Ad maiora