La Gazzetta dello sport

STASERA TORNA IL NANO GHIACCHIATO. CON LA 1-3-1?

Terza panchina per Dan Peterson come coach dell’Armani Jeans Milano (sarebbe la cinquecentounesima, ma abbiamo resettato il pallottolliere del tempo). Alle 18.15 al Forum (ancora senza metropolitana!) le scarpette rosse sfidano la Scavolini Pesaro.

Una gara con nomi d’altri tempi ma le squadre non sono le stesse che si davano battaglia qualche tempo fa. Eppure, grazie al mitico Nano Ghiacciato, quealcosa di quel tempo sarà nell’aria anche stasera: la mitica difesa uno-tre-uno, con cui l’Olimpia di Peterson sbancò più di una partita, realizzò più di una rimonta.

Certo, nel quintetto odierno non ci sono D’Antoni, Meneghin e Premier, ma lo schema è sempre lo stesso. Domenica scorsa è scattato nella rimonta che i milanesi hanno fatto ai danni dei cremonesi. Mancinelli (che non è Gallinari padre) ha sbagliato alcune chiusure e – come giustamente osserva Luca Chiabotti, in arte Chiabo, sulla Gazzetta - manca quell’aggressività sul portatore di palla che è invece l’essenza di questa difesa a zona.

Se i giocatori volessero ripassarsela, c’è un breve ma esemplificativo video nel quale lo stesso coach Peterson spiega a una difesa, come muovere la 1-3-1 per soffocare qualunque attacco.

Eccolo: http://www.youtube.com/watch?v=4pTKRVNKTKo

Ad maiora

MARADONA JR SCAMPA A UN SEQUESTRO. MA NOI NON EVITEREMO I RINCARI AUTOSTRADALI

“Gli ayatollah impiccano un uomo perché spiava per Israele”. Titolo del Corriere del 29 dicembre (mentre stamattina da Cuba arriva una buona notizia: è stata commutata in 30 anni di reclusione la condanna a morte di Humberto Eladio Real, l’ultimo detenuto nel braccio della morte cubano).

 “Bocchino denuncia Il Giornale per stalking”. Titolo de Il Giornale.

 “La Lega moltiplica i voti perché non va a sciare”. Titolo de Il Giornale.

 “Il killer fantasma, altro che attentato a Belpietro. Ricordate la strana sparatoria nel palazzo del direttore di Libero? E lo strano racconto del capo scorta? Per i magistrati non ci sono riscontri”. Apertura odierna del Fatto quotidiano (ieri sul Giornale il titolo era (già): “Agguato a Belpietro, dubbi dei pm. Caposcorta verso l’incriminazione”).

 “Bestemmia libera tutti. Dopo il perdono di mons. Fisichella nei confronti di Berlusconi, l’imprecazione assolta in tv: al Grande Fratello i concorrenti sacrileghi sono riammessi”. Titolo del Fatto quotidiano.

 “Tunisia , esplode la rivolta del pane. In piazza la protesta dei giovani laureati e disoccupati: due morti”. Titolo de La Repubblica.

 “Nuovi rincari in autostrada. Dal 1° gennaio le tariffe in media aumenteranno del 6%”. Apertura del Sole 24 ore (gli altri non se ne sono accorti?).

 “Lalo Maradona si getta dall’auto ed evita sequestro”. Titolo della Gazzetta.

TRADIMENTI E STERILIZZAZIONI

Ma l’idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Stefania Prestigiacomo ad Aldo Cazzullo, Corriere della sera, 27 dicembre 2010.

La telefonata di Leonardo a Galliani: dura cancellare 13 anni. Titolo della Gazzetta.

Ascari, Baggio, Figo:  “traditori” per sport. Titolo della Gazzetta di oggi.

Cassano è a Milano con la moglie accanto. Vale adesso vive con la fidanzata. Titoli della Gazza odierna.

Ronaldo si fa sterilizzare. “Chiudo la fabbrica dei figli”. Titolo del Corriere di oggi (Cronache).

Uomini che amano 1000 donne. Idv, bufera sulle “colpe” dei tradimenti. Titoli di Repubblica

Il lato triste delle feste: il boom di divorzi. Titolo de Il Giornale di oggi (Cronache)

Che stupidaggine bandire i sacchetti di plastica. Titolo de Il Giornale di oggi (Cronache)

“Spero che i giornalisti crepino come mosche”. Titolo de Il Giornale di oggi (Cultura, è un passo di una lettera di Saul Bellow)

CIAO PIETRO, FORZA BOSCIA

Ieri ci ha lasciato Pietro Calabrese, giornalista che dopo enormi successi professionali aveva affrontato a viso aperto il tumore che gli era stato diagnosticato un anno fa. La malattia alla fine ha avuto la meglio ma il modo in cui l’ex direttore del Messaggero e della Gazzetta (ma anche di Capital e di Panorama) l’ha sfidata e’ davvero encomiabile. Ne parlava quasi ogni settimana nella rubrica che aveva sul Magazine del Corriere dove si era inventato un personaggio – Gino – che raccontava del cancro. Calabrese non ha fatto in tempo a vedere pubblicato (per i tipi di Rizzoli) il volume “L’albero dei mille anni” nel quale racconta della sua battaglia contro il cancro. Calabrese citava Woody Allen: le due più belle parole che puoi sentirti dire non sono ti amo ma e’ benigno.
Domani mattina a Roma ci saranno i funerali di Pietro Calabrese, classe 1944.
C’è un altro personaggio conosciuto nel mondo cestistico e non solo che sta affrontando il tumore a viso aperto e che proprio a Roma arriverà nei prossimi mesi: e’ Boscia Tanjevic.
Chi ieri sera lo ha visto, in tv, sbracciarsi e prendersela con tutti i giocatori che marcavano male o che sprecavano facili transizioni forse non si sara’ accorto che l’allenatore montenegrino (naturalizzato italiano), dopo un’operazione, e’ sotto chemio.
Eppure l’ultimo coach in grado di far vincere uno scudetto alla Milano del basket e un campionato europeo all’Italia (e l’Eurolega con il Bosna) ieri ha ottenuto un grande successo: la sua Turchia e’ arrivata seconda ai Mondiali, battuta solo dagli statunitensi, stufi dopo 16 anni di fare la figura dei pirla in uno sport che hanno inventato.
Tanjevic (che durante le guerre balcaniche ospitava profughi a casa sua, dicendo: “Ci siamo sparati tra vicini di casa, e’ stata una vergogna mondiale”) dalla prossima stagione sara’ direttore tecnico della Virtus Roma. Così, pochi giorni fa raccontava a Franco Carotti de La Stampa, come “sportivamente” sta lottando contro il tumore: “Ora devo combattere, ma sono ottimista e ambizioso. Voglio mettere le cose a posto io, prima del Signore. Faccio progetti, voglio vincere il Mondiale, poi il campionato con la Roma. Questo il mio modo di battere la malattia”.
Ciao Pietro, che la terra ti sia lieve.
Forza Boscia, facciamo il tifo per te.