Karl Popper

L’ITALIA 2020 SOGNATA DA FINI

Chiudo la mia analisi epidermica dell’assemblea costituente di Futuro e libertà con qualche riflessione a margine del “documento programmatico” del neo partito votato ieri a Rho.

Questi programmi di solito sono scritti sulla sabbia (come le promesse dell’Eni, plasticamente riflesse nella pubblicità in onda in questi giorni) ma segnalano i binari su cui Fli si muoverà da qui alla campagna elettorale (anzi, da qui all’apertura dei seggi, visto che siamo sempre in campagna elettorale).

Le citazioni che accompagnano il testo danno l’idea dei punti di riferimento culturali di Fini e colonnelli: Giorgio Ambrosoli, Paolo Borsellino, Karl Popper e Lucio Battisti (compaiono in quest’ordine).

E le parole d’ordine che si ripetono più spesso sono “patriottismo repubblicano”, “futuro”,  “responsabilità”,  “legalità”, “dignità”,  “etica pubblica”, “welfare” (ma “sussidiario” e “progressivo”), “coesione sociale”, “riformista mai populista”, “superare la logica del conflitto tra capitale e lavoro”, “liberalizzare il mercato dei prodotti e dei servizi”, “ridurre la spesa pubblica” e “le aliquote” (“privilegiando chi produce reddito rispetto a chi vive solo di rendita”),”espansione dei diritti”, “patto generazionale”.

Proprio a questo ultimo patto si è riferito più volte Fini nel suo comizio conclusivo. Parlando alla “generazione mille euro” (come dovrebbe chiamarsi anche la lista civica di Sara Giudice, applaudita al congresso) o all’Italia 2020 come è scritto nel documento programmatico. Ossia pensando a chi sarà maggiorenne in quella data.

Il testo fa spesso riferimento al bipolarismo, come se il cosiddetto “terzo polo” non fosse il superamento del “bipolarismo muscolare” di cui parla il documento o il “bipolarismo con Berlusconi e Bossi da una parte e Di Pietro e Vendola dall’altra” attaccato ieri da Fini. Che vorrebbe prendere il posto del Cav. realizzando dunque un secondo polo da contrapporre alla sinistra. Ma la strada è lunga…

Il documento parla di Fli come “Partito democratico e liberale” ma poi ribadisce l’appartenenza al Partito popolare europeo, e non a quello liberale europeo.

Fa riferimento a “nuova frontiera dell’economia verde” ma poi sostiene il nucleare.

Infine è scritto che “L’Italia è migliore di come viene rappresentata”. E su questo siamo tutti d’accordo.

Ad maiora.