Jonas Maciulis

ARMANI JEANS, ULTIMA CHIAMATA PER PIERO BUCCHI

L’Armani Jeans Milano si è presentata questo pomeriggio ai suoi tifosi. Mancavano i suoi uomini migliori (Stefano Mancinelli, Marco Mordente, Oleksiy Pecherov, Jonas Maciulis e soprattutto David Hawkins) ma al Palalido – che a breve si chiamerà PalaArmani - sono arrivati ugualmente parecchi fan delle scarpette rosse.

Anche quest’anno, la formazione è molto cambiata, ma per una volta la colonna vertebrale della squadra è rimasta intatta. E gli innesti,almeno sulla carta, portano la formazione allenata da Piero Bucchi a poter sognare di sfidare la corazzata Siena (che, come l’Inter, si è indebolita).

Il problema della squadra di cui è proprietario Re Giorgio resta l’allenatore. A mia memoria non ricordo un coach che per due stagioni di seguito vanga difeso dalla curva e insultato dal resto del pubblico. Un pubblico esigente quello meneghino, un tempo abituato a vincere tornei su tornei e ora con l’ossido sulle coppe. E che dopo aver inveito per anni contro un non-presidente come il capo di Telemarket, ora si accanisce sull’allenatore.

Bucchi ha comunque portato per due anni di seguito la squadra alla finale scudetto, perdendole poi senza nemmeno impensierire i campioni senesi (in due anni, otto sconfitte, anzi dodici calcolando la regular, con una sola partita rimasta in bilico: un po’ pochino).

Tra i giornalisti che oggi assistevano alla presentazione della squadra c’era già chi prevedeva che l’allenatore non riuscirà a mangiare il panettone. Ma lo prevedevano anche gli altri anni. Lui si dice tranquillo e a chi gli ricorda i mugugni del pubblico, risponde dicendosi certo di convincerli a suon di risultati.

Una cosa è certa: questa è la sua ultima chance.