Iran

Zapping mondiale: da Reguzzoni a Socrates

ReguzzoniI nostri vicini ticinesi aprono questa mattina con la notizia della richiesta di esplusione dal Carroccio per l’ex capogruppo leghista Reguzzoni.
Le Figaro apre (almeno mentre lo sto leggendo) con la notizia della Costa che pagherà un milione di euro per il naufragio della Concordia al Giglio.
La vittoria del Bayern contro la Juve in Champions campeggia sulla tedesca Faz.
Per il calcio, quello serio, consiglio la storia di Socrates, raccontata da Al Jazeera.
Ah, per la serie dei paesi più avanti di noi oggi segnalo (da El Pais) l’Uruguay, dove è stata introdotta la possibilità anche per le persone dello stesso sesso di sposarsi.
Concludo con questa notizia da Al Arabiya. L’Iran lancia mappe interattive contro Google Earth.
Ad maiora

#PussyRiot e un #Putin maschilista e patetico

La frase sessista e machista del piccolo tiranno russo Vladimir Putin sulle Pussy Riot (“potevano restare a casa a cucinare”) si commenta da sola.
Ricorda non casualmente quella che il macellaio messo – da Putin – a guidare la Cecenia (Ramzan Kadyrov) aveva dedicato ad Anna Politkovskaja dopo il suo assassinio (“avrebbe fatto meglio a restare a casa a fare la casalinga”).
Veramente patetici.
Le due ragazze mandate ai lavori forzati per un concerto anti putiniano in chiesa non sono intanto state giudicate dal Parlamento europeo meritevoli del Premio Sakharov. Quest’anno è di moda ll’Iran.
Giusto per fare capire ai burocrati europei come funzionano le carceri russe, basti sapere che Nadia Tolonnikova, una delle due Pussy Riot, è stata messa nella stesa cella con la giovane neonazista condannata per omicidio dell’avvocato (anche di Anna Politkovskaja e della famiglia Kungaev) Stanislav Markelov.
Il tutto mentre uno dei leader della dissidenza putiniana, Serghei Udaltsov del Fronte di Sinistra rischia l’arresto.
Ma non ditelo a Bruxelles.
Ad maiora

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A Mosca l’opposizione studia la rivoluzione (mancata) in Iran

La sera prima della manifestazione che dovrebbe portare in piazza decine di migliaia di persone (l’hanno chiamata Marcia dei milioni sull’onda di un sano – o insano – entusiasmo) alcuni esponenti dell’opposizione al putinismo si sono trovati un cinema moscovita (il bel “35 mm”, dove è da poco andato in scena la quindicesima edizione del Festival del cinema italiano).
La pellicola che veniva proiettata era significativa: L’onda verde.
Questo l’inizio:

Il film (visto la scorsa estate al Milano Film Festival) racconta la stagione della rivoluzione democratica (non-violenta) iraniana, repressa nel sangue dal regime di Ahmadinejad.
Non so che lezione ne trarranno gli oppositori al regime putiniano. La loro rivoluzione bianca si è caratterizzata per un’indole pacifica.
Domani comunque sembra che qualche frangia più radicale cercherà di violare le strette regole del corteo con comizio finale.
Staremo a vedere.
Ad maiora

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