Ilva

“Una vera tragedia italiana”, come le tv hanno raccontato il caso Ilva di Taranto (tesi)

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La tesi di Domenico D’Alessandro tratta un tema diventato di stretta attualità in questi giorni, grazie alla malaugurata telefonata (intercettata) del governatore pugliese a uno dei collaboratori di Riva. L’elaborato (in discussione oggi alla Statale) di Milano è stato scritto mesi fa, ma tratta anche l’episodio al centro della richiesta di dimissioni per Nichi Vendola (scena per la quale è difficile trovare spunti di ilarità).
La tesi “Una vera tragedia italiana: come le tv hanno raccontato l’Ilva di Taranto” non si occupa dell’inquinamento di Taranto, ma di come è stato riportato dalle tv sia locali (come quella del giovane cronista cui fu strappato il microfono perché chiedeva conto dei tumori) sia nazionali.
Alcune emittenti locali sono state forse troppo silenti, vittime anch’esse dell’odioso ricatto occupazionale (lavoro/morte).
Quelle nazionali, troppo assenti in generale. Salvo encomiabili eccezioni, come quella delle Iene, che ha dato di fatto il là all’inchiesta, ma anche di Malpelo e del Tg1 che con Tv7 ha martellato costantemente sul tema salute.
Una tesi accurata e ben scritta da uno studente di origini tarantine, capace dii indagare (anche grazie a una serie di originali interviste ai protagonisti dei media) su una pagina ancora aperta della nostra storia.
Ad maiora

Ferrante e la cravatta nei pantaloni

Quando ho rivisto quella cravatta dentro i pantaloni ho avuto un flash back.
Già ai tempi in cui era prefetto di Milano, Bruno Ferrante, sempre elegantissimo, aveva però quel vizio.
Che non si tolse nemmeno durante la fallimentare campagna elettorale con cui sfidò (per il centro sinistra) Letizia Moratti nella corsa a Palazzo Marino (verrà ricordato per due frasi memorabili: “I padroni non sfilano insieme agli operai” e “mia moglie sa stare al suo posto, sempre un passo indietro al suo uomo”).
Poi l’incarico governativo (nella breve stagione dell’ultimo governo Prodi) come commissario anti-corruzione. Poi il salto verso l’economia “privata” con il passaggio all’Impregilo nel settore rifiuti.
Da luglio guida il gruppo Ilva, nella delicata fase di arresto dei vertici e di rischio chiusura dell’impianto di Taranto per inquinamento ambientale.
Ferrante è così tornato sui giornali.
La sua icona rimane con quella cravatta che non si muove libera.
Su Facebook c’è anche un gruppo per quanti (anzi, gli anziani) che si infilano la cravatta dietro la cintura:
http://it-it.facebook.com/pages/Anziani-con-la-cravatta-nei-pantaloni/116438511710493
Ad maiora

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