Il Saggiatore

METTI UNA SERA ALLA FESTA DEL PD DI MILANO

Serata interessante quella di ieri alla Festa milanese del Pd. Prima la presentazione del libro di Luigi Manconi e Valentina Calderone “Quando hanno aperto la cella” (Il Saggiatore) dove vengono raccontate le storie di cittadini morti mentre erano nelle mani delle forze dell’ordine. A leggere le pagine del volume (e soprattutto i verbali, ancora più agghiaccianti) Giuliano Turone. Manconi ha detto che chi è sotto il totale controllo dello Stato dovrebbe essere considerato sacro, anche se colpevole dei peggiori crimini.

L’associazione fondata da Manconi si chiama A buon diritto:

http://www.abuondiritto.it

Al dibattito anche il sindaco di Milano, l’avvocato Giuliano Pisapia. Il primo cittadino è andato poi al banchetto referendario, ieri presieduto dall’ex ministro della difesa, Arturo Parisi:

Al banchetto anche l’attore Moni Ovadia che dopo aver firmato contro il Porcellum ha detto la sua sull’opposizione:

A seguire un dibattito sulla mafia a Milano, con l’assessore Majorino (qui col sindaco):

All’incontro anche Nando dalla Chiesa che, a logica, dovrebbe guidare un comitato-commissione Antimafia del Comune. Sindaco e professore dovrebbero sentirsi al telefono oggi.

Ad maiora

PAROLE NUOVE PER LA POLITICA: UN LIBRO ANCHE PER CAPIRE IL NUOVO VENTO A MILANO

Un libro che è importante leggere anche per capire chi è Maria Grazia Guida, da poco nominata vice sindaco di Milano. E per riflettere su ciò che ha rappresentato e rappresenta per la capitale morale la Casa della carità, che è qualcosa di più di un luogo dove vengono accolti migranti senza casa.

“Parole nuove per la politica” è un volume del Saggiatore curato da don Virginio Comegna e Maria Grazia Guida. Sintetizza una serie di incontri che si sono svolti a Sasso di Maremma nei quali sono stati posti al centro dell’attenzione cinque parole: fraternità, riconciliazione, gratuità, generatività (ossia quando un individuo estende le proprie preoccupazioni anche ad altri) e Costituzione.

Dei numerosi saggi pubblicati, quello di Romano Prodi dedicato alla società globale è decisamente il più scontato e inutile (anche se il più pubblicizzato).

Sono invece importanti, anche in vista di una comprensione della nuova amministrazione comunale milanese, le parole di don Colmegna che scrive: «Il “non abbiate paura” di ispirazione evangelica qui diventa principio politico che libera dalla paura». Una riflessione simile a quella fatta da Giovanni Bianchi nel volume: «La gestione della paura è un elemento della modernità e dello Stato moderno. Non è un virus approdato sulle cose italiane con i barconi dei disperati che attraversano il Canale di Sicilia». La frase su “è finita la politica della paura” è tra le prima che ha pronunciato anche la Guida una volta presentata come vice di Pisapia.

Il neo-vicesindaco, nel suo contributo al libro, offre una riflessione sulla cosa pubblica: «Il vero governo della polis non abita più nell’amministrazione della casa pubblica, il Comune, ma è il prodotto dell’intreccio di una pluralità di interessi finanziari. Il suolo non è più indivisibile patrimonio collettivo della comunità insediata, ma un asset finanziario di prima grandezza». Riflessione alla quale contrappone questa nuova visione, sulla quale immagino imposterà la sua esperienza amministrativa: «Siamo tutti un po’ azionisti della città, se possediamo almeno un alloggio, ma il nostro contributo alla costruzione della città stessa rischia di essere simile a quello che un piccolo risparmiatore può avere sulle scelte di una grande compagnia».

Tra le riflessioni più interessanti (fatto che stupirà chi mi conosce) ho trovato quelle di Massimo Toschi su Caino e Abele. L’assessore alla Cooperazione internazionale della Regione Toscana ci pone davanti al quesito: «Ciascuno deve decidere se vuole essere il guardiano del fratello o l’omicida del fratello, là dove la fraternità si rovescia in violenza». Per fare una risposta davvero interessante (che merita di essere letta per intero) e che questa frase, in parte riassume: «Se Caino fosse rimasto dentro la macchina della violenza che tutto stritola – Caino uccide e poi viene ucciso – questo brano non ci avrebbe interessato. Ma Dio dice che anche chi uccide, il carnefice, è nostro fratello, è sotto il segno di Dio e da lui protetto. Dio non ha protetto Abele ma ha protetto Caino. Se viene protetto, egli, nella conversione radicale, ha la possibilità di diventare Abele. Tutti possono diventare Abele perché su Caino c’è il segno di Dio».

Insomma un libro da leggere perché spiega anche su quale nuove parole politiche si basi il nuovo vento che spira a Milano, Napoli e ora – con questi clamorosi risultati referendari – anche nel resto del Paese.

Ricordandosi quel che scriveva Benedetto Croce e che nel libro è più volte ripetuto: «La politica è l’unica professione senza una specifica formazione. I risultati sono di conseguenza».

Ad maiora.

Parole nuove per la politica

A cura di don Virginio Colmegna e Maria Grazia Guida

Il Saggiatore

Milano, 2010

Pagg. 14

Euro: 16