Harry Truman

LA DITTATURA DEGLI UMORI DELLA MAGGIORANZA

“Sto seduto qui tutto il giorno cercando di convincere la gente a fare cose che dovrebbero fare sulla base del loro semplice buon senso senza che io debba tentare di convincerla”, così diceva il trentatreesimo presidente Usa, Harry Truman.

Oggi questo atteggiamento non è più di moda. Sono i sondaggi che condizionano la politica.

La decisione di sospendere tatticamente il nucleare, spiegata ieri dal Presidente Berlusconi, rientra in questa logica attendistica. Il senso è: ora i sondaggi sono contro il nucleare, per colpa di quel che è accaduto in Giappone. Lasciamo che il tempo levighi gli spigoli e poi ripartiamo con l’atomo. Sperando che i sondaggi volgano piano piano verso il sereno.

Altro che dittatura della maggioranza, qui siamo alla dittatura degli umori della maggioranza. Comunque non è una prerogativa italiana. La presidente tedesca Merkel tirò per settimane il freno sugli aiuti alla Grecia: i sondaggi le segnalavano infatti una possibile sconfitta elettorale. Che poi, a dispetto della prudenza (poi svanita, scongelando gli aiuti), finì lo stesso per ottenere.E anche sulla guerra libica, si è mossa cautamente. Ma si è beccata un altro bagno elettorale.

Comunque non credo che, come scrivono molti giornali, quella di Berlusconi sulla moratoria nucleare anti-referendum sia stata una gaffe. Penso invece che, in pieno vertice franco-italiano, l’abbia tirata fuori per sviare l’attenzione sulla decisione di bombardare la Libia. Su questo delicato tema ci sono più contrasti interni alla maggioranza di centro-destra, sull’altro (il nucleare) si aspettava la levata di scudi. Ottenuta come per un riflesso pavloviano.

Ad maiora.