Groznij

LA LINGUA DI NICOLE E L’ACCENTO GRAVE DI FRANCESCA

  BOMBA A MOSCA: HA DUBBI SOLO LILIN

 “Dinamica strana, dubbi sulla posta caucasica”. Parla lo scrittore Nicolai Lilin, per due anni con le forze russe impegnate a Grozny: “Credo che l’obiettivo sia l’instabilità”. L’intervista su Repubblica nella quale lo scrittore in forza all’Einaudi dice la sua. È da un po’ che non frequenta quelle zone. E afferma: “Quest’attentato solleva molti dubbi. I ceceni hanno gran dimestichezza con gli esplosivi. Quando preparano un ordigno, usano cariche potenti per provocare il più alto numero di vittime possibili. Solo così possono scuotere l’opinione pubblica. È successo a Beslan come al teatro Dubrovska”. Peccato che l’assalto delle truppe scelte russe nel teatro del Nord Ost, grazie all’utilizzo di un misterioso –  e letale – gas, non permise ai kamikaze di farsi saltare in aria. L’intelligence russa comunque per l’attentato all’aeroporto che ieri ha provocato 35 vittime, parla di una kamikaze caucasica, morta insieme al suo attentatore, forse per un errore tecnico. Mi sembra più credibile di misteriose “terze piste”.

PECUNIA OLET O  NON OLET

NON OLET: Saviano, il disagio della Mondadori: “Nessun divorzio, resta con noi”. Su Repubblica.

NON OLET: Fuga dalla Mondadori? No, stanno tutti bene. Forse solo Augias in uscita. Ma restano a Segrate altri autori critici con il Caimano. Sul Fatto quotidiano.

OLET: Saviano a la Mondadori consumano l’addio. Gli editori concorrenti pronti al nuovo contratto. Sul Corriere della sera.

OLET: Tutti in corsa per Saviano. L’autore di “Gomorra” pronto a lasciare la Mondadori. Il gruppo non conferma ma i concorrenti si muovono. Sul Sole 24 ore.

Oggi comunque si apprende che il prossimo libro di Saviano sarà pubblicato da Feltrinelli.

REPUBBLICA SCIVOLA SULLA LINGUA DELLA MINETTI

Berlusconi-show da Lerner: “Siete un postribolo televisivo”. Su Repubblica la telefonata del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana che a proposito dei Nicole Minetti, ex soubrette, eletta nel listino Formigoni al Consiglio Regionale della Regione Lombardia, avrebbe affermato, secono il quotidiano di Ezio Mauro: “E’ una splendida persona, brava, preparata, intelligente, seria, laureata con 110 e lode, si è pagata gli studi lavorando, una che grazie alla conoscenza della lingua svolge un apprezzato lavoro nei rapporti internazionali della regione”. Il presidente in realtà non ha parlato di “conoscenza della lingua” ma ha detto che “è di madre-lingua inglese e svolge un importante e apprezzato lavoro con tutti gli ospiti internazionali della Regione”. Direi che non è la stessa cosa.

LA NUDA VERITA’

La Macrì di “Annozero” da superteste a ballista. Sul Giornale.

DAGLI AMICI MI GUARDI IDDIO

Don Verzè: caro Silvio, non ti fermeranno certo i giudici guardoni. Sul Giornale.

MAI PIU’ SENZA

Sarkozy: “Sul divano con Carlà a guardare i telefilm americani”. Sul Corriere della sera. E la difesa del cinema d’autore francese, mi verrebbe da chiedere…?

ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE, ACUTO (DELL’ISOLA DEI FAMOSI)

Il no di Dori Ghezzi a una De André sull’Isola dei famosi. E Cristiano: mia figlia lì? Non mi fa felice. Sul Corrriere della sera. Lei si chiama Francesca De Andrè (sul suo sito http://www.francescadeandre.com/index.php è con l’accento grave ma in realtà il dibattito in rete propende per l’accento acuto come pubblicato dal Corriere: http://www.faberdeandre.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=2204&FORUM_ID=19&CAT_ID=6&Forum_Title=Pensieri+in+libert%E0&Topic_Title=Ma+De+Andr%E8+o+De+Andr%E9%3F) a prescindere, è classe 1990 ed è nipote del grandissimo Fabrizio (che avrebbe sorriso sia sugli accenti che sull’Isola).

UN OUTSIDER CONTRO MORATTI E PISAPIA? NO

Milano, il Terzo Polo candida Ambrosoli. Il figlio di Giorgio ha dato la sua disponibilità a Futuro e Libertà. Sul Fatto quotidiano si azzarda il candidato sindaco a Milano. Stamattina, a scando di equivoci,  il diretto interessato smentisce via Facebook.

ASSEMBLEA SU DE BORTOLI

Corriere, scontro tra azionisti sul futuro di De Bortoli. Oggi l’assemblea dei giornalisti di via Solferino. Sul Fatto quotidiano.

Ad maiora

ANCORA COMBATTIMENTI IN CAUCASO

Cinque civili sono morti questa mattina durante un attacco dei guerriglieri contro il villaggio del presidente ceceno Ramzan Kadyrov, Centoroj. Le forze di sicurezza del governo di Groznij (realmente ingenti) stanno dando la caccia ai terroristi nei boschi intorno al paese natale del giovane uomo che Putin e Medvedev hanno messo e lasciato alla guida della repubblica caucasica. Scriveva di quel villaggio Anna Politkovskaja: «A Centoroj la legge non vale. Così ha deciso Putin: le leggi degli altri non valgono per Ramzan, a cui tutto è permesso e che ha metodi suoi per combattere i terroristi. Di fatto Ramzan non combatte un bel niente: ruba e ricatta e lo fa passare per “lotta al terrorismo”. E di fatto la capitale della Cecenia si è trasferita nella tenuta di Ramzan a Centoroj. Lì si presentano – a omaggiare lui e la sua faccia da idiota degenerato – tutti i funzionari del paese».

Per ricordare l’omicidio della Politkovskaja (che domani avrebbe compiuto 52 anni) e di Natalia Estemirova (altra giornalista uccisa, un anno fa, da sconosciuti) qualche giorno fa i militanti di Amnesty International stavano distribuendo volantini prima del concerto degli U2 a Mosca. Cinque di loro sono stati arrestati dalla polizia russa (e rilasciati dopo qualche ora di cella) perché privi delle necessarie autorizzazioni. Amnesty ha replicato che erano stati presi accordi con lo staff del gruppo musicale.

Nel Caucaso intanto la situazione rimane esplosiva. Venerdì in Kabardino-Balkarija (considerata una delle repubbliche più tranquille della zona) nove guerriglieri sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. In Daghestan, in uno scontro a fuoco, hanno perso la vita due poliziotti e cinque presunti terroristi. Avrebbero fatto parte del gruppo di Magomedali Vagabov, considerato il mandante dell’attentato alla metropolitana di Mosca che ad aprile ha provocato 40 morti e decine di feriti. Vagabov è stato ucciso in Daghestan qualche giorno fa.

Sono 30 i sospetti terroristi uccisi dall’inizio di agosto nel Caucaso russo.

LA RUSSIA SI RINFORZA IN CAUCASO (SEMPRE CALDO)

I russi rinforzano la loro base militare di Gumri in Armenia. Un presidio militare presente dal 1995, dotato di missili S-300 e con 3500 soldati. L’accordo russo-armeno prevedeva uno smantellamento nel 2015. Da ieri (grazie a un protocollo siglato a Erevan) è stato prorogato fino al 2044.

Una mossa simile a quella operata da Mosca con l’Ucraina (di Yanukovich) per la flotta in Crimea. Lì la permanenza era garantita fino al 2017, ora è stata allungata fino al 2042. Un accordo che l’opposizione filo-occidentale alla Rada non aveva apprezzato.

In Armenia nessuno ha protestato. L’iniziativa moscovita si integra con il posizionamento dei missili in Abkhazia e segna un ulteriore tassello messo dai russi nello scacchiere caucasico. Ormai sempre più sotto il controllo moscovita.

La zona è comunque in ebollizione.

Venerdì notte le forze di sicurezza russe hanno ucciso (“liquidato”, scrivono i siti russi), in Daghestan, un leader ribelle sospettato di aver organizzato il doppio attentato del 29 marzo contro la metropolitana di Mosca, in cui morirono 40 persone. Magomedali Vagabov è stato ucciso assieme ad altri quattro combattenti ,nel corso di uno scontro a fuoco con gli agenti russi.

Ieri a Groznij, capitale della Cecenia, un militante islamico Khamzat Shemilev si sarebbe fatto esplodere dopo essere stato circondato dalle forze speciali. Tra gli agenti, un morto e 15 feriti. Shemilev era sulla lista dei ricercati più pericolosi.

Qualche giorno fa una bomba era esplosa di fronte a un bar di Piatigorsk, nel Caucaso del Nord. 22 i feriti di cui sette gravi. Sul luogo dell’attentato è arrivato anche il presidente Medvedev, promettendo che saranno catturati i terroristi.

Speriamo che si ricordi di far arrestare anche l’assassino della Estemirova, attivista dei diritti umani, ammazzata sempre nel Caucaso: nell’anniversario dell’omicidio, a luglio, aveva assicurato che era stato individuato.