Giuntina

Testimoni

Giurò di trascorrere ventiquattro ore a Berlino senza pensare nemmeno una volta alla guerra. Di camminare per le strade della città senza portarsi sulle spalle sei milioni di testimoni. Di togliersi di dosso, seppure per poche ore, il suo popolo, la patria e il passato. Non ci riuscì, per quanto si sforzasse. Yakoov Markovitch si disse: è come riproporsi di girare per un giorno senza l’odore della nostra pelle. Non ci possiamo togliere di dosso l’odore che ci si è inavvertitamente attaccato, l’odore delle vittime.

Ayelet Gundar-Goshen, Una notte soltanto Markovitch, Giuntina, 2015

Disertore

Yaakov Markovich non sapeva niente di quanto accaduto a Zeev Feinberg dal giorno in cui si erano incontrati per strada. Lui stesso di mandato sulle montagne di Galilea poche settimane più tardi. Non partì volentieri. (…) Alla fine i comandanti minacciarono di confiscare la casa. La terra che Yaakov Markovich aveva ricevuto molti anni prima non sarebbe rimasta in mano a un disertore. Delle brave persone l’avevano affidata a un ebreo perché vi facesse crescere culture ebree. E alle mani ebree può capitare di dove abbandonare l’aratro per imbracciare il fucile. Yaakov Markovich li ascoltò e poi ribatté: “Sono molti anni che coltivo viti, ulivi, a volte anche albicocche. I frutti possono crescere dolci o amari. Capita che rimangano acerbi o che li mangino i vermi. Ma mai, in tutti questi anni, mi sono usciti fuori frutti ebrei. L’unico resta ulivo. La vite non può essere che vite. E l’albicocco e albicocco”.

Ayelet Gundar-Goshen, Una notte soltanto, Markovich, Giuntina, 2015

La terza guerra mondiale

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Questa che propongo oggi è certo lettura più natalizia di quella di ieri. Si trarrà de “La terza guerra mondiale” di Margarita Khemlin. Sono una serie di gustosi racconti che hanno al centro la vita degli ebrei nell’Ucraina sovietica. Racconti che mischiano l’ironia ebraica a quella sovietica. Entrambe, come noto, agrodolci. Ne viene fuori un mix che spesso lascia l’amaro in bocca (il tema della morte, anzi della paura di morire, è ricorrente). Ma che fa leggere questo volume tutto di un fiato.
Ad maiora
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Margarita Khemlin
La terza guerra mondiale e altri racconti
Traduzione: Paola Buscaglione Candela
Giuntina
Firenze, 2013
Pagg. 87
Euro: 13