Giro d’Italia

#zappingmondiale Ni Stelvio, ni Giro, ni doping

stelvioUn po’ di italianità in giro per il mondo.

Sul Pais un’interessante intervista a Umberto Eco in occasione della laurea honoris causa a Burgos. Curioso il titolo sulla cultura e la crisi.
Titolo interessante anche su Le Figaro dove si dice che il Papa critica l’arroganza dei vescovi italiani.
E a proposito di prelati, il Guardian torna a parlare del cardinal O’Brien.
Passiamo al cibo. Sempre il Guardian parla della decisione di McDonald’s di inserire la pasta italiana, anzi Barilla, nei menù.
E sempre per l’ottimo cibo, consiglio la lettura dei menù della Nasa con la “pepperoni pizza“.
L’alimentazione sarà al centro anche di Expo2015. Il Corriere del Ticino si chiede se sarà davvero un’opportunità.
Chiudiamo con lo sport, anzi con il ciclismo. Anzi, col doping. Danilo Di Luca, di nuovo positivo, campeggia su Le Monde.
Ma il titolo in assoluto più bello sulla tappa saltata al Giro d’Italia è quello del Mundo: Ni Gavia, ni Stelvio ni nada.
Insomma, nada de nada.
Ad maiora

#zappingmondiale dalla crisi che spegne i riscaldamenti all’amore di Pasolini per Roma

Fiom in piazzaMolti più pezzi di quanti prevedessi intorno all’Italia sui siti mondiali.
Partiamo dalla Frankfurter Allgemeine che in home page ha una foto del corteo di sabato della Fiom e un titolo che parla di “milioni di italiani in difficoltà”, aggiungendo che, causa crisi, un italiano su cinque non può riscaldare l’appartamento. Se almeno arrivasse ‘sta maledetta primavera!
Sky News ha invece in bella evidenza il rinvio a giudizio per Capitan Schettino. Il processo inizia il 9 luglio.
Un tema prettamente culturale campeggia sul Pais: l’amore di Pasolini per Roma. Il tutto perché Barcellona dedica al tema una mostra al Centro de Cultura Contemporánea.
Si parla di Cannes sulla Zeit, raccontando – in maniera critica – il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi.
Vari quotidiani approfondiscono invece l’argomento (a me caro) social network. Al Aabiya racconta delle misure di sicurezza adottate da Twitter dopo gli attacchi degli hacker vicini al regime siriano. L’Indipendent spiega invece che i giovani stanno abbandonando Facebook per approdare a Twitter. Era ora.
Per lo sport, El Mundo raccoglie le bellicose dichiarazioni di Alonso prima del GP di Montecarlo, mentre il Guardian celebra la vittoria di tappa di Visconti al Giro d’Italia.
Ad maiora

I CAVALLI DI PALADINO. PRIMA E DOPO.

La “Montagna di sale” di Mimmo Paladino, danneggiata dalla festa dei tifosi rossoneri sabato sera, ha avuto un percorso tormentato anche prima dell’intervento dei tifosi.

Originariamente l’opera dell’artista napoletano doveva sorgere in piazza del Duomo a Milano. Ma la richiesta cozzò con la necessità di lasciare libera la piazza ai comizi elettorali (scarsi a dire il vero, fino ad oggi lì) e all’arrivo del Giro d’Italia.

Così la montagna di sale (alta 9 metri) con i suoi cavalli è stata spostata in piazzetta Reale davanti al cui Palazzo è in corso una mostra sull’artista.

Che ha reagito sportivamente ai danneggiamenti notturni. ‘Nessun atto di vandalismo nei confronti della Montagna di sale, piuttosto lo definirei un interesse molto fisico da parte dei tifosi del Milan”, così ha dichiarato alle agenzie di stampa.  ”La stessa Montagna e’ stata anche a Napoli, molti anni fa – ha aggiunto Paladino – scalata anche dai tifosi del Napoli. Strano destino. Presa di mira dall’euforia popolare, in un momento particolare di festa”.

”Certo – ha proseguito il maestro – nessun artista e’ felice quando una propria opera viene attaccata, violata, in parte sfregiata. Ma la mia Montagna si erge all’aperto. Diciamo che a Milano mi e’ andata bene. Perche’ a Napoli si rubavano il sale”.

Giusto per capire il prima e il dopo, ecco un po’ di scatti che ho fatto qualche giorno fa (con sole manzoniano) e oggi (con grigio autunnale).

Ad maiora.

SPAGNA, AVANTI TUTTA

Non c’è uno sport nel quale la Spagna non stia stravincendo. Se come diceva una volta quello che i giornalisti italiani chiamano il “premier” l’ottimismo e le vittorie sportive possono aiutare il Paese, gli iberici staranno volando.

Nel calcio, in due anni la nazionale ha vinto gli Europei e i Mondiali, grazie ai gol di Villa.

Oggi al Tour de France ha trionfato Alberto Contador Velasco (nato a Madrid, classe 1982). Lo spagnolo aveva già vinto la Grand Boucle nel 2007 e 2009, mentre nel 2008 aveva battuto tutti al Giro d’Italia e la Vuelta.

A Hockeneim, in Germania, nel pomeriggio – soprassi sospetti a parte – sul gradino più alto del podio della Formula Uno è salito Fernando Alonso (classe 1981, di Oviedo, come il cantante Melendi). Il pilota ora Ferrari, con la Renault ha vinto il Mondiale nel 2005 e nel 2006.

Mentre scrivo si corre invece la MotoGp a Laguna Seca (Usa). Il leader della classifica è al momento Jorge Lorenzo (classe 1987, nato a Palma del Maiorca). Il campioncino spagnolo guida il torneo anche perché Valentino Rossi, alla sua prima frattura seria, ha saltato un po’ di gare.  

La 125 è guidata da Marc Marquez, classe 1993, nato nella catalana cittadina di Cervera.

Anche la Moto2 è capeggiata da uno spagnolo: Antonio Elias, nato in Catalogna, a Manresa nel 1983.

Nel tennis il numero uno è si chiama Rafa Nadal: classe 1983 è delle Baleari, di Manacor. Ha vinto otto titoli del Grande Slam e pure le Olimpiadi del 2008. E’ tornato in cima al mondo tennistico il 7 giugno.

Insomma, vittoria su tutti i fronti, sportivi.

La Spagna ci batte anche nei finanziamenti alle auto elettriche (590 milioni, stanziati ad aprile), nell’agricoltura biologica (un milione e trecentomila ettari, trecentomila più che da noi), nelle linee del metrò (a Madrid 15, Milano e Roma insieme ne hanno 5). Solo per fare tre esempi, non sportivi.

E ora l’allenatore (portoghese) dell’Inter che ha vinto tutti i tornei è andato in Spagna, nella capitale a cercare un nuovo Triplete. Da Madrid viene Rafa Benitez, allenatore spagnolo dell’Inter. Nel suo palmarès ha una Champions e una Uefa, due campionati spagnoli e una Coppa d’Inghilterra.

Ah, palmarès è una parola di origine latina, ma si pronuncia alla francese. Ormai sembra un termine spagnolo.

Ad maiora.

UN GIRO NEL CENTRO COMMERCIALE

Una volta il giro d’Italia finiva a Milano. Lo organizzava la Gazzetta dello sport che proprio a Milano ha la sede. Ma, malgrado gli sproloqui di Padania e dintorni, Milano e’ sempre più periferica. Le finali di Coppa Italia di calcio si fanno a Roma. E forse presto nella Capitale si fara’ anche il Gran premio di F1.
Ma torniamo alla gara in rosa.
L’ultima volta che i ciclisti sono passati per la capitale padana (ma lo sara’ poi davvero?) rimasero talmente schifati dallo stato delle strade da scioperare.
Ora gli organizzatori del Giro hanno proprio escluso la città non solo dall’ultima passerella, ma anche dal passaggio. Milano non compare più.
L’Italia si evolve, migliora. E soprattutto non e’ condizionata, nemmeno a livello sportivo, dagli aspetti economici.
Ciò spiega la scelta da strapaese che spingerà, il 14 maggio, a far partire i ciclisti dal Fidenza Village? Non da Fidenza, ma proprio del grande centro commerciale alle porte della cittadina emiliana. Per la gioia dei dipendenti, e di quelli che passano la vita in questi non luoghi, la sera prima ci sara’ una festa fino a tardi. Il prossimo anno fate il Giro dei centri commerciali. Almeno avrete qualcuno che vi appplaude. Entustiasta. E a favor di telecamera. Dall’Orio Center al Brico Center: 190 kilometri di pianura…
Coppi si rivolterà nella tomba. Ma non credo che quelli se ne preoccupino.