Gianni Barbacetto

VIA LE MANACCE MAFIOSE DALLA CITTA’

Affollata presentazione a Milano del libro di Gianni Barbacetto e Davide Milosa “Le mani sulla città” (Chiarelettere). Del volume abbiamo parlato qualche giorno fa:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/09/17/il-problema-di-milano-non-e-il-traffico/

L’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in cttà è molto approfondita. Andrebbe letta soprattutto da tutti quelle anime belle (o quei furbacchioni) che sostengono che “a Milano non c’è la mafia”.

Milosa, ha ricordato come è stato querelato qualche anno fa quando sosteneva la presenza della ‘Ndrangheta a Buccinasco (poi sono stati tutti arrestati). Mentre Barbacetto ha ammonito la nuova giunta milanese Pisapia sulla prova che non potrà fallire: evitare che le mafie mettano mano alla costruzione (quando e se inizierà) dell’Expo.

Interessanti e istruttivi sono stati gli interventi di due “colonne milanesi” Armando Spataro e Dario Fo.

Inutile che riassuma. Guardate e ascoltare.

Ad maiora.

http://youtu.be/aIDRlXWGEQI

http://youtu.be/xnaF9KJHV2o

http://youtu.be/LapqKYWHerE

http://youtu.be/28CFqGd_T7I

STUDIARE (PER FERMARE) L’IMPRESA MAFIOSA

Ricevo e volentieri pubblicizzo la notizia di questa summer school, diretta dal professore (e amico) Nando dalla Chiesa (che spero presto presiederà anche la commissione-comitato antimafia del Comune di Milano) sull’impresa mafiosa.

Il fatto che si svolga al nord e a pochi giorni dall’uscita dell’importante (si può ancora dire, malgrado i divertenti strali di Gianni Mura?) libro di Gianni Barbacetto, mi sembra vieppiù significativa.

Ad maiora.

……………………………

Lunedì 12 settembre presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano si inaugura, con il saluto di apertura del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la prima Summer School sulla criminalità organizzata.

L’edizione di quest’anno, patrocinata dalla Commissione Parlamentare Antimafia, dal Comune di Milano e da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, è dedicata all’approfondimento e aggiornamento delle principali tematiche relative all’IMPRESA MAFIOSA.

Il rapporto tra mafia e impresa ha assunto sempre più centralità nel dibattito sulla criminalità organizzata e sulle misure operative e legislative volte a contrastarla. Dalle più recenti ricerche sociologiche ed economiche e dalle indagini giudiziarie emerge infatti un quadro segnato da preoccupanti novità. In particolare al modello dell’infiltrazione mafiosa nell’economia si sta sostituendo un modello di integrazione delle imprese mafiose nel tessuto socio-economico. Da qui l’importanza di munirsi, oggi, di nuovi e adeguati strumenti di analisi e di contrasto del fenomeno mafioso, in linea con le veloci trasformazioni delle sue manifestazioni nel contesto nazionale e internazionale.

La scuola, diretta dal Professore Nando dalla Chiesa con la collaborazione della dott.ssa Ombretta Ingrascì, si avvale di un corpo docente di altissimo livello, composto  da professori universitari e da esponenti di rilievo delle istituzioni, del mondo delle imprese e dell’associazionismo antimafia (Ivan Cicconi, Francesco D’Alessandro, Piercamillo Davigo, Gianluca Faraone, Francesco Greco, Lorenzo Frigerio, Mario Centorrino, David Lane, Ivan Lo Bello, Donato Masciandaro, Monica Massari, Loretta Napoleoni, Michele Polo, Michele Prestipino, Vincenzo Ruggiero, Rocco Sciarrone, Alberto Vannucci, Marco Vitale, James Walston).

I corsisti ammessi appartengono a diverse categorie professionali -giornalisti, insegnanti, studenti, esponenti delle forze dell’ordine, quadri di aziende private, di amministrazioni pubbliche e di organizzazioni del terzo settore.

Per maggiori informazioni:

summerschool.dssp@unimi.it

www.dssp.unimi.it/summerschool/organizedcrime

CIAO MARILISA

Questo il necrologio che oggi appare sulle pagine del Corriere della sera:

A Marilisa Verti

Ci mancherai, tanto.

Massimo Arcidiacono, Gianni Barbacetto, Livio Colombo, Alfredo D’Amato, Nando ed Emilia dalla Chiesa, Paolo Deandrea, Luigi Ferro, Lillo Garlisi, Luca Pavanel, Mario Portanova, Andrea Riscassi, Giampiero Rossi, Matteo Speroni, Franco Stefanoni

e gli altri amici di Società Civile
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I funerali di Marilisa Verti, con rito civile, si svolgeranno oggi, 12 aprile, alle 15 in piazza Manara a Borgotaro (Parma).

Ciao Marilisa, che la terra ti sia lieve.

OGGI LA PRESENTAZIONE ALL’ELFO PUCCINI DI “DONNA NON RIEDUCABILE”

Oggi, 18 marzo, alle ore 18 al teatro Elfo Puccini di Milano (Corso Buenos Aires 33) ci sarà la presentazione dello spettacolo di Ottavia Piccolo, scritto da Stefano Massini “Donna non rieducabile“. Insieme al sottoscritto (parlerò a nome dell’associazione Annaviva) interverranno Gianni Barbacetto del Fatto Quotidiano, Ottavia Piccolo, Stefano Massini e il regista Silvano Piccardi.

Lo spettacolo sarà in scena dal 21 marzo al 3 aprile:

http://www.elfo.org/stagioni/20102011/donnanonrieducabile.html

Chi non abbia ancora visto lo spettacolo, corra ai botteghini. Per chi l’ha già visto, rivederlo sarà comunque un’esperienza unica.

Vi aspetto!

DOMANI LA PRESENTAZIONE DI “DONNA NON RIEDUCABILE”

Domani, 18 marzo, alle ore 18 al teatro Elfo Puccini di Milano (Corso Buenos Aires 33) ci sarà la presentazione dello spettacolo di Ottavia Piccolo, scritto da Stefano Massini “Donna non rieducabile“. Insieme al sottoscritto (parlerò a nome dell’associazione Annaviva) interverranno Gianni Barbacetto del Fatto Quotidiano, Ottavia Piccolo, Stefano Massini e il regista Silvano Piccardi.

Lo spettacolo sarà in scena dal 21 marzo al 3 aprile:

http://www.elfo.org/stagioni/20102011/donnanonrieducabile.html

Vi aspetto!

L'assedio dei giornalisti

Giornalisti, astronauti e inchieste via internet

E’ difficile che chi fa il mestiere del giornalista si fermi a riflettere su come stia cambiando la professione. Spesso questi dibattiti sono appannaggio dei sindacalisti di categoria.

Oggi invece all’Università statale di Milano (Scienze politiche, per la precisione, corso di Storia del giornalismo della professoressa Ada Gigli Marchetti) il confronto è stato fra colleghi che materialmente realizzano pezzi, inchieste e reportage.

Ha iniziato Giannino della Frattina del Giornale che ha spiegato che i giornalisti in questi anni sono come astronauti poco preparati. I mutamenti sono così veloci che si fa fatica a governarli. Della Frattina (che è anche membro del Cdr) ha inserito in queste veloci novità anche l’inaspettato successo del Fatto quotidiano, ricordando come ormai siano passati i tempi in cui la foliazione del Corriere (non a caso chiamato Corrierone) arrivava anche a 80 pagine.

Tra le cause del cambiamento nella professione va annoverato l’aumento del prezzo della carta e la contrazione della pubblicità. Ma resta il fatto che sono sempre meno i lettori che acquistano un quotidiano (mancato il mitico tetto delle 7 milioni di copie, malgrado la free press).

Della Frattina ha ricordato come, in base alla Costituzione, c’è il diritto a informare ma anche e soprattutto a essere informati. Di qui la necessità di incrementare il numero di inchieste.

Già proprio la “scomparsa delle inchieste” era il tema intorno al quale abbiamo voluto chiamare i colleghi a riflettere. Nell’era twitter c’è ancora spazio per questa forma di giornalismo?

Per Gianni Barbacetto del Fatto quotidiano la risposta è affermativa anche se l’inchiesta non gode di buona salute. Politica ed economia non vedono di buon occhio chi vuole andare a vedere se le cose che ci vengono raccontate siano vere.

Per questo, a giudizio di Barbacetto, la rivoluzione internet può aiutare  – e molto – questa forma di indagine giornalistica. Occorre però guardarsi dalle bufale che girano sulla rete e, come un gioco di specchi, vivono di rimandi.

L’inchiesta è comunque complessa anche per i costi. Sono sempre di meno i quotidiani che mandano all’estero gli inviati. Per evitare la cosiddetta deskizzazione la soluzione potrebbe essere quella di alcuni siti informativi americani. Che chiedono ai loro lettori quali inchieste vorrebbero leggere e se sono disposti a investire qualche soldo per finanziarle. E’ un modo con cui, chi esce dalle scuole di giornalismo, può iniziare a lavorare.

Andrea Nicastro, inviato del Corriere della sera, ha invece mostrato agli studenti universitari come sia cambiando il lavoro (multimediale) dei giornalisti. Alla prima Guerra del Golfo (a parte chi era dietro il tavolo, gli altri erano troppo giovani per ricordare), Peter Arnett rivoluzionò la scena televisiva con dirette dall’Iraq. Il macchinario con cui trasmetteva pesava due tonnellate.

Nicastro ha mostrato le immagini che lui stesso ha realizzato nel buco dove di nascondeva Saddam. Girate con una piccola telecamera e inviate con un piccolo satellitare al corriere.it. Prime immagini dato che le telecamere dei broadcast non erano in grado di riprendere al buio, nel tugurio iracheno.

Sempre con tecnologia super-leggera Nicastro ha mandato “in onda” le immagini delle cariche di poliziotti in moto contro gli studenti iraniani (che salvarono poi dal linciaggio gli stessi agenti catturati dalla folla). Sequenze che, dal sito del Corriere, girarono per tutto il mondo, spacciate – dagli utenti – più come riprese di un passante che di un collega. Come se questo elemento potesse accreditare maggiormente la testimonianza.

E infine pochi mesi fa, l’inviato del Corriere è stato mandato nel Caucaso per fare un reportage che era sia per il cartaceo che per il sito. In questo ultimo contesto, si sta cercando di far capire come realizzare il quotidiano del futuro.

Quello che ragionevolmente soglieremo sull’ipad, iphone o pc.

Ad maiora.