Gabriele Nissim

I non-eroi che salvano l’umanità 

“Signor Cancelliere del Reich, non si tratta solo del destino dei nostri fratelli ebrei. Si tratta del destino della Germania! L’ebraismo è sopravvissuto ad altri pericoli: alla prigionia babilonese, alla schiavitù in Egitto, ai tribunali dell’Inquisizione spagnola, alla calamità delle Crociate e alle persecuzioni dei pogrom in Russia. Con la tenacia che ha permesso a questo popolo di diventare antico, gli ebrei riusciranno a superare anche questo pericolo, ma la vergogna a cui va incontro la Germania a causa di ciò non sarà dimenticata per lungo tempo!”. È un brano, profetico, tratto dalla lettera che lo scrittore tedesco Armin Wegner scrisse a Hitler, nel giorno di Pasqua del 1933. Da quella lettera (e dalle persecuzioni che da essa ne conseguiranno contro il suo autore) parte il racconto di Gabriele Nissim dedicato alla discussa figura di Wegner. Ne La lettera a Hitler Nissim ripercorre tutta l’incredibile vita di questo scrittore, testimone diretto di due genocidi: il primo quello dei turchi contro gli armeni, il secondo quello dei suoi compatrioti contro gli ebrei.
Si parla di figura discussa perché contro Wegner sono state mosse molte accuse: di aver denunciato i crimini dei Giovani Turchi tropo tardi e di essere sceso a compromessi col regime nazista per sopravvivere. Nissim però spiega lungo le 300 pagine (forse un po’ troppe, a confronto dei testi asciutti e tenaci cui ci aveva abituato il saggista milanese) come sia impossibile trovare una coerenza a 360 gradi nell’uomo. Tanto da dedicare un capitolo all’Ambiguità del bene. Contro la quale si scagliano tanti benpensanti (quelli che nella Rete trovano libero sfogo alle loro frustrazioni). Scrive giustamente l’autore: “Accade che gli uomini che non accettano la propria debolezza sono spesso portati a pretendere dagli altri una coerenza e una perfezione assoluta e sono i primi a essere delusi quando gli eroi “normali” non corrispondono ai loro canoni”. E lo stesso Nissim a proposito di quanti magari nella vita fanno un solo grande gesto nobile (e Wegner ne fece ben più di due) sono spesso lasciati soli con se stessi, incompresi, da vittime e carnefici: “Anche il migliore degli uomini giusti è comunque un essere fragile. Non sempre la coscienza personale è sufficiente per sorreggere l’azione di un uomo. Ecco perché è necessario non lasciare mai un uomo giusto in solitudine. Se viene a mancare la solidarietà, anche il cuore di un essere umano che si prodiga a fare del bene nelle situazioni più difficili alla fine può cedere. Si potrebbe osservare paradossalmente che anche un giusto alla fine ha bisogno di essere salvato“.
Nissim parla di Giusti perché Wegner viene considerato tale sia dagli armeni (le sue foto dello sterminio operato dai Giovani Turchi sono la principale testimonianza di quel -incredibilmente ancora messo in discussione da Ankara – genocidio) e dagli ebrei (che lo onorano allo Yad Vashem). Una figura quella dello scrittore che finisce nel mirino dei critici perché incapace di prevedere la Shoah, pur avendo seguito da vicino la vicenda della armeni. Una sottovalutazione del male che Nissim spiega così: “Probabilmente scatta nell’inconscio un istinto di sopravvivenza che porta a immaginare che prima o poi le forze del bene possano avere la meglio e che quanto è successo altrove non possa più ripresentarsi. Si crede che l’intelligenza sia più forte della stupidità umana. È questo il limite di qualsiasi operazione di memoria. Anche chi è ammalato gravemente e conosce dalla letteratura medica che il suo caso non offre molte speranze si rifiuta fino all’ultimo di accettare la realtà. Ha bisogno di non sapere per resistere. (…) È ciò che accade ad Armin. Aveva visto coi propri occhi l’odio dei turchi verso gli armeni, ma si rifiutava di credere che l’odio dei nazisti verso gli ebrei potesse trovare consenso nella popolazione”.
Purtroppo la natura umana è spesso più bestiale di quella degli animali. E tende pure a ripetere gli stessi errori. Ma, per fortuna, figure come quella di Wegner in qualche modo ci riscattano. E, per buona sorte, c’è ancora chi, come Nissim, non si stanca di trovare questi non-eroi solitari, che salvano davvero l’umanità.
Ad maiora
……………..
Gabriele Nissim
La Lettera a Hitler
Mondadori
Milano, 2015
Pagg. 304
Euro: 20

Ps. Il libro lunedì 18 maggio verra presentato a Milano. Per maggiori informazioni cliccate qui.

Chiediamo una Giornata europea dei Giusti!

L’amico Gabriele Nissim di Gariwo mi invita a pubblicizzare la raccolta firme organizzata online per chiedere l’istituzione di una giornata europea dei Giusti.

Chiediamo una giornata europea dedicata ai Giusti. Per ricordare le donne e gli uomini che hanno cercato di impedire i genocidi in difesa dei diritti umani.

Basta andare sulla pagina Facebook e inserire i propri dati:

http://www.facebook.com/gariwo?sk=app_119340141514038&fb_source=message

Semplice.

Ma importante.

Ad maiora.

Addio al grande Vaclav Havel

Chi si adatta alle circostanze, le crea. Vaclav Havel

L’ultimo incontro che avrebbe dovuto fare in Italia, a Trento, era saltato per ragioni di salute:

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/06/01/news/festival-economia-forfait-di-havel-al-suo-posto-incontro-con-i-sindaci-neoeletti-4337196

Oggi si è spento a Praga, Vaclav Havel, protagonosta della Rivoluzione di Velluto cecoslovacca e uno dei più grandi intellettuali europei:

http://it.wikipedia.org/wiki/V%C3%A1clav_Havel

Per chi voglia capire quel che è successo, quel che succede e – spero – quel che succederà nelle democrature dell’est Europa (e non solo), consiglio la lettura di un libro (che a mia volta mi è stato consigliato da Gabriele Nissim) di Havel: Il potere dei senza potere (Garzanti, 1991).

Scriveva Havel a proposito della dissidenza e alla nonviolenza: «I “movimenti dissidenti” si caratterizzano per l’opinione che vede il cambiamento del sistema come qualcosa di esteriore, di secondario, che di per sé non garantisce niente. La sterzata di un’astratta visione politica del futuro verso l’uomo concreto e la sua difesa reale “qui e ora” si accompagna naturalmente quindi all’opposizione decisa contro ogni violenza “in nome di un futuro migliore” e alla profonda sfiducia che un futuro costruito con la violenza possa essere realmente migliore e non contrassegnato dagli stessi mezzi con cui lo si è raggiunto. Non si tratta di conservatorismo o di “moderazione” politica: i “movimenti dissidenti” non puntano alla trasformazione politica violenta non perché considerino questa soluzione troppo radicale ma, al contrario perché è poco radicale».

E così il grande intellettuale spiegava come l’espulsione dall’Urss di Solženicyn  servisse a “tamponare la verità”: «Perché Solženicyn è stato espulso dalla sua patria? Certo non perché unità di potere reale: certamente non perché un qualche rappresentante del regime si sentiva minacciato dal pericolo che Solženicyn si mettesse al suo posto. La sua espulsione fu qualcos’altro: il disperato tentativo di tamponare quella terribile sorgente di verità, una verità di cui nessuno poteva prevedere quali cambiamenti un bel giorno avrebbero potuto condurre. Il sistema post-totalitario si comportò nel modo che gli è stato proprio: difese l’integrità nel modo dell’“apparenza” per difendere se stesso».

Che la terra ti sia lieve, caro Vaclav, grandissima e insostituibile sorgente di verità.

Ad maiora.

PER UNA GIORNATA EUROPEA DEDICATA AI GIUSTI

Ricevo da Gariwo e dall’amico Gabriele Nissim questo appello per l’istituzione di una Giornata europea dedicata ai Giusti.

L’invito è quello a firmare l’appello.

In calce i primi firmatari.

Ad maiora.

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Gariwo, la foresta dei Giusti sta lanciando un appello per chiedere al Parlamento europeo l’istituzione di una giornata dedicata ai Giusti, gli uomini e le donne che hanno cercato e cercano di impedire i genocidi in difesa dei diritti umani. 

Il nostro intento è quello di rendere universale il concetto di Giusto, estendendo questa categoria dalla Shoah a tutti i genocidi e crimini contro l’umanità.

 Proprio in questi giorni, grazie al sostegno di numerosi parlamentari europei, sarà presentata a Strasburgo la mozione per chiedere ufficialmente l’istituzione della Giornata europea dei Giusti. Inoltre, daremo vita a tre grandi eventi pubblici a Milano, Parigi e Varsavia per stimolare l’interesse e l’attenzione attorno a questa iniziativa. 

 Importanti esponenti del mondo politico e culturale hanno già dato pieno appoggio al progetto e sarei felice di ricevere anche l’adesione della tua associazione. 

 Altre informazioni e le modalità di adesione all’appello per l’istituzione di una Giornata europea dei Giusti sono disponibili al link

 http://www.gariwo.net/pagina.php?id=4125

 Ecco il testo dell’appello con le prime firme:

 Una giornata europea in memoria dei Giusti

I Giusti hanno salvato l’onore dell’Europa ai tempi della Shoah: in un’epoca dominata dagli ignavi e dagli assassini, ci hanno permesso di non disperare dell’umanità, perché non hanno esitato a rischiare la vita per salvare altri esseri umani. In Francia, in Italia, in Polonia, nella stessa Germania, dovunque in Europa ci sono stati uomini e donne che hanno nascosto, protetto, sottratto migliaia di ebrei alla furia nazista.

I Giusti hanno agito anche in altre situazioni, opponendosi al genocidio armeno, aiutando le vittime in Rwanda, in Cambogia o durante la pulizia etnica in ex-Jugoslavia.

I Giusti sono anche gli uomini e le donne che hanno difeso la dignità e la libertà nei regimi totalitari, che hanno denunciato il gulag e che, con il loro coraggio, hanno permesso la riunificazione dell’Europa.

Tali esempi possiedono un valore universale, ci ricordano incessantemente gli atti di queste persone, ci esortano a coltivare la loro eredità e la loro convinta opposizione a ogni forma di razzismo e di discriminazione su basi etniche, sociali, politiche e religiose.

L’azione di questi Giusti si erge a monito contro le persecuzioni e per la prevenzione dei genocidi in tutto il mondo.

Nella realtà violenta che ci circonda, ricordare l’azione dei Giusti, rendere omaggio al Bene, mostrare che ogni individuo, per quanto umile, può compiere il gesto che salva un altro essere umano, ha un immenso valore educativo per i giovani d’oggi!

Per queste ragioni facciamo appello all’Unione Europea e al Consiglio d’Europa affinché istituiscano una giornata dedicata alla memoria dei Giusti.

 Di Marek Halter, Scrittore e attivista per i diritti umani, Pietro Kuciukian, Console onorario d’Armenia in Italia e Gabriele Nissim, Storico, saggista e Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti

 Umberto Eco, Saggista, scrittore e filosofo, Università di Bologna

Ferruccio De Bortoli, Direttore Corriere della sera, Milano

Piergaetano Marchetti, Presidente Fondazione Corriere della sera, Milano

Umberto Veronesi, Direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia e saggista, Milano

Giancarlo Caselli, Magistrato, Procuratore della Repubblica a Palermo

Nando Dalla Chiesa, Scrittore e attivista, Docente di Sociologia, Università Statale, Milano

Salvatore Natoli, Docente di Filosofia Teoretica, Università degli studi di Milano Bicocca

Rita Sidoli, Già docente universitaria, membro del “Centro di Solidarietà Internazionale – Università Cattolica”

Vittorio Emanuele Parsi, Docente di Relazioni internazionali, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Farian Sabahi, Docente di Storia dell’Islam, Università di Torino

Stefano Levi Della Torre, Docente, Politecnico di Milano

Liliana Picciotto, Storica, Ricercatrice Cdec, Milano

Marco Cangiotti, Preside Facoltà di Scienze politiche, Università “Carlo Bo”, Urbino

Consiglio Provinciale Di Milano

Yolande Mukagasana, Candidata Al Premio Nobel Per La Pace 2011, Rwanda

Pierantonio Costa, Console Italiano a Kigali, Candidato al Premio Nobel Per La Pace 2011

Faiza Abdul Wahab, figlia Di Khaled Abdul Wahab, Salvatore di Ebrei in Tunisia

Svetlana Broz, Presidente Di Gariwo Sarajevo E Autrice de I Giusti Nel Tempo Del Male

Ragip Zarakolu, Editore, Giornalista e attivista per i diritti umani, Turchia

Han Dongfang, Sindacalista indipendente in Cina, Direttore dell’organizzazione China Labour Bulletin

Rakel Dink, Presidente Fondazione Hrant Dink, Istanbul

Daniel J. Goldhagen, Saggista, Autore de I Volonterosi Carnefici Di Hitler e Di Peggio Della Guerra, Stati Uniti

Konstanty Gebert, Corrispondente di Guerra ed ex attivista Di Solidarnosc,

Agnes Grunwald-Spier, Sopravvissuta alla Shoah, autrice di The Other Schindlers, Membro Del Comitato

Organizzatore Del Giorno della Memoria Nel Regno Unito

Ewa Wierzynska, Direttrice del Progetto Jan Karski Del Museo di Storia polacca, Varsavia

Karta, Centro di Documentazione sulla Storia della Polonia E dell’Europa Orientale, Varsavia

Martin Palous, Rappresentante permanente All’Onu Della Repubblica Ceca

Robert Satloff, Direttore del Washington Institute For Near East Policy

Krzysztof Strzalka, Console Generale di Polonia A Milano

Museo del Terrore, Budapest

Antonella Mularoni, Ministro per gli Affari Esteri Della Repubblica Di San Marino

Patrizia Di Luca, Presidente Commissione Nazionale Sanmarinese Unesco, Repubblica Di San Marino

Sergio Cofferati, Deputato al Parlamento Europeo

Gabriele Albertini, Presidente della Commissione per gli Affari Esteri al Parlamento Europeo

Magdi Cristiano Allam, Giornalista, Deputato Al Parlamento Europeo

Cristiana Muscardini, Vicepresidente Della Commissione del Commercio Internazionale al Parlamento Europeo

Gianni Pittella, Vicepresidente Parlamento Europeo

Ioan Mircea Paşcu, Vicepresidente Commissione per gli Affari Esteri e Delegazione per le relazioni con l’assemblea parlamentare della Nato, Parlamento Europeo

Niccolò Rinaldi, Deputato al Parlamento Europeo

Patrizia Toia, Deputato al Parlamento Europeo

Giommaria Uggias, Deputato al Parlamento Europeo

Antonio Ferrari, Editorialista Corriere della sera, Milano

Peppino Caldarola, Caporedattore de Il Riformista, Roma

Valentina Colombo, Docente di Geopolitica dell’islam, Università Europea, Roma

Fiamma Nirenstein, Giornalista e Parlamentare, Roma

Claudio Silingardi, Direttore dell’Istituto Storico, Modena

Franco Perlasca, Presidente Fondazione Giorgio Perlasca, Padova

Gustav Hofer, Giornalista, Regista e autore di Italy, Love It Or Leave It, Roma

Andrée Ruth Shammah, Teatro Franco Parenti, Milano

Luca Ragazzi, Giornalista, Regista e autore di Italy, Love It Or Leave It, Roma

Dario Rivolta, Analista di Politica Internazionale, ex Parlamentare Italiano, Roma

Andreas Maislinger, Fondatore e Presidente dell’ufficio austriaco si Memoria Dell’olocausto, Vienna

Victoria Shaldova, Direttore Generale del Ghetto Di Riga e del Museo Dell’Olocausto Lettone

Senza Confini, Associazione Per I Diritti Umani,La Pace E LaMemoria, Meda – Monza E Brianza