Daghestan

Abolire la miseria e non sprecare cibo #zappingmondiale

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Italia a sprazzi sui quotidiani online stranieri.
Sull’argentina Nacion le scuse di Letta per gli italiani costretti a emigrare.
Su Al Jazeera un servizio sulla nostra industria automobilistica.
Sull’Indipendent un servizio su una catena di supermercati inglesi che ha deciso di devolvere in beneficenza gli avanzi. La Cnn decide invece di dare spazio a Papa Francesco e al suo appello contro la povertà. Qualcuno ricorda (laicamente) “abolire la miseria”?
Mourino verso il Chelsea, campeggia invece sul Mundo.
Non c’entra col calcio ma Makhachkala, in Daghestan, è diventata famosa perché lì vi è andato a giocare Eto’o. Il sindaco della capitale, scrive Radio Free Europe, daghestana è stato arrestato per omicidio.
Ad maiora

Operazione anti-terrorismo nel Caucaso: 9 morti

Sono nove i guerriglieri (o sospetti tali) uccisi nell’operazione anti-terrorismo lanciata ieri dalle forze russe in Daghestan e Kabardino-Balkaria. Tra i nove uccisi, due donne.

A Makhathchkala, capitale del Daghestan (la città dove, a suon di milioni, è finito a giocare Eto’o), le forze speciali hanno dato l’assalto a una casa che, secondo l’Fsb locale, avrebbe ospitato una base di terroristi. Due morti e due feriti il bilancio del blitz.

In un villaggio della Kabardino-Balkaria (altra repubblica del Caucaso russo con parecchi gruppi di islamisti in azione) un altro assalto è costato la vita a sei combattenti, una delle quali una ragazza. Un’altra presunta terrorista è stata arrestata dalle forze speciali.

Il blitz dopo che un gruppo di terroristi aveva colpito, qualche giorno fa, un elicottero militare, costretto a un atterraggio di emergenza. Il 6 marzo, giorno dopo le presidenziali, una terrorista suicida aveva ucciso sei poliziotti in un commissariato daghestano.

Ad maiora.

Operazione anti-terrorismo nel Caucaso

Dopo gli attentati “elettorali”, la reazione delle forze speciali russe in Daghestan, inquieta repubblica caucasica. L’operazione coinvolge anche un altra repubblica russa dove sono attivi i ribelli islamici e islamisti, la Kabardino-Balkaria.
A Makhatchkala, capitale daghestana, le forze speciali hanno dato l’assalto a un appartamento-covo di terroristi.
Anche in un villaggio della Kabardino-Balkaria gli agenti russi hanno attaccato una casa che ospiterebbe ribelli. Due i miliziani uccisi. Tra loro ci sarebbe uno dei leader della guerriglia.
Dopo la seconda guerra cecena, vinta dai russi, la ribellione islamica si è diffusa in tutto il Caucaso.
Qualche giorno fa, un attentato suicida in Daghestan (compito da una ragazza) ha ucciso sei poliziotti.
Ad maiora.

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Ucciso un altro giornalista in Russia? Chi se ne frega…

Chi se ne frega di Khadzimurad Kamalov. Ucciso con otto colpi di pistola nel pieno centro di Makhachkala, la capitale del Daghestan.
Ennesimo giornalista che, dopo una serie di minacce, viene ammazzato all’uscita dalla redazione.
Di lui oggi si può leggere una bella scheda su wikipedia:

http://en.wikipedia.org/wiki/Gadzhimurat_Kamalov

Una bella riflessione sul sito di Radio Pereira:

http://www.radiopereira.it/2011/12/khadzhimurad-kamalov-ennesimo-tributo-di-sangue-per-la-liberta-di-stampa-in-russia.html

Per il resto, la grande stampa distratta del nostro paese, sembra già guardare oltre. Aspettano forse il prossimo. Su alcuni quotidiani, il fondatore del principale giornale del suo paese, freddato da otto colpi di pistola non ha meritato neanche una breve in cronaca.
Grazie al cielo le organizzazioni che difendono la libertà di stampa in queste ore stanno facendo pressione sulle autorità russe perché, per una volta ci sorprendano, arrestando killer e mandanti. Per questi ultimi non devono guardare troppo lontano dagli uomini che hanno nominato per guidare quelle instabili repubbliche.
Ecco l’appello di CPJ: http://cpj.org/2011/12/russia-must-act-after-murder-of-dagestani-newspape.php
Ricorda giustamente Radio Free Europe che, dopo 12 anni di putinismo, il Caucaso è il posto al mondo più pericoloso dove fare i giornalisti:

http://www.rferl.org/content/prominent_journalist_gunned_down_in_russias_caucasus/24423726.html

Non a molti colleghi tutto ciò in Italia sembra interessare.
Tra quei pochi ci siamo noi di Annaviva.
Che onoriamo il sacrificio di Kamalov come quella della Politkovskaja, della Estemirova, della lunga fila di giornalisti assassinati nella Russia di Putin.
Che la terra ti sia lieve, Khadzimurav.
Ad maiora.

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Ucciso un altro giornalista nel Caucaso russo

Un noto giornalista è stato ucciso la scorsa notte nel Caucaso, in Daghestan, repubblica della Federazione russa.
Khadjimourad Kamalov, fondatore del settimanale Daghestan Chernovik e amministratore delegato della casa editrice Svoboda Slova (libertà di parola), è stato ucciso – appena uscito dalla redazione – da ignoti a Makhachkala, capitale del Daghestan. 

E’ stato assassinato a colpi di pistola. Il giornalista è morto poco dopo l’arrivo in ospedale.

Kamalov era noto per le sue frequenti critiche alle autorità locali. Aveva più volte denunciato gli abusi delle forze dell’ordine nella repressione dell’insurrezione islamica. Il Daghestan è una delle repubbliche più instabili del Caucaso russo, quasi quanto la confinante Cecenia.

Diversi giornalisti sono stati uccisi negli ultimi anni: nel 2009 Malik Akhmedilov di Khakikat (Verità); un anno prima Alichaïev Abdullah, che ha lavorato per la catena televisione locale TV-Chirkei e Gadji Abachilov della catena televisiva del Daghestan. Nel 2005 era stato ammazzato Magomedzagid Varisov, reporter per il settimanale Daghestan Novoye Delo.

Due anni fa, sempre nel Caucaso (ma in Inguscezia, dopo essere stata rapita in Cecenia) è stata uccisa Natalia Estemirova che lavorava per Memorial e per la Novaja Gazeta.

Tutti questi delitti sono impuniti.

Ad maiora.