Crisi

La crisi vista dalla Spagna

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Chiunque si trovi in questo periodo ad attraversare la Spagna troverà molte scritte politiche connesse alla crisi.
Nessuna bella come questa, fotografata su un muro di Granada.
A Murcia siamo incappati in una manifestazione dentro e fuori la Banesto, banca che ha attraversato più di una crisi.

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La manifestazione faceva parte di una serie di iniziative contro gli http://www.stopdesahucios.es/.

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Nel mirino dei manifestanti i banchieri Isidre Fainé e Miguel Blesa, finito recentemente in carcere.

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La polizia, che era in una strada laterale, si è guardata bene dall’intervenire.
Qui comunque la politica sembra quella italiana. Si dibatte solo intorno a uno scoop del Mundo (giornale di centro destra) sui finanziamenti illeciti al Pp.
Su questo potrebbe cadere il governo Rajoy.
Ad maiora

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#zappingmondiale dalla crisi che spegne i riscaldamenti all’amore di Pasolini per Roma

Fiom in piazzaMolti più pezzi di quanti prevedessi intorno all’Italia sui siti mondiali.
Partiamo dalla Frankfurter Allgemeine che in home page ha una foto del corteo di sabato della Fiom e un titolo che parla di “milioni di italiani in difficoltà”, aggiungendo che, causa crisi, un italiano su cinque non può riscaldare l’appartamento. Se almeno arrivasse ‘sta maledetta primavera!
Sky News ha invece in bella evidenza il rinvio a giudizio per Capitan Schettino. Il processo inizia il 9 luglio.
Un tema prettamente culturale campeggia sul Pais: l’amore di Pasolini per Roma. Il tutto perché Barcellona dedica al tema una mostra al Centro de Cultura Contemporánea.
Si parla di Cannes sulla Zeit, raccontando – in maniera critica – il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi.
Vari quotidiani approfondiscono invece l’argomento (a me caro) social network. Al Aabiya racconta delle misure di sicurezza adottate da Twitter dopo gli attacchi degli hacker vicini al regime siriano. L’Indipendent spiega invece che i giovani stanno abbandonando Facebook per approdare a Twitter. Era ora.
Per lo sport, El Mundo raccoglie le bellicose dichiarazioni di Alonso prima del GP di Montecarlo, mentre il Guardian celebra la vittoria di tappa di Visconti al Giro d’Italia.
Ad maiora

Scollocati di tutto il mondo, unitevi!

«Sbaglia chi sostiene che dietro l’attuale immensa crisi internazionale ci sia un’oscura macchinazione speculativa. (…) La spiacevole novità, che inasprisce e rende più ineluttabili gli effetti della crisi, è che non si tratta delle conseguenze di un ciclo economico temporaneo, ma della condizione ormai definitiva (o talmente lunga da sembrare tale) del mondo occidentale, che ha esaurito la sua spinta propulsiva, ha perso l’appetito necessario alla competizione, ha messo su pancetta ed è costretto a subire la violenta rimonta dei paesi in via di sviluppo.»
Sono queste le premesse da cui partono Simone Perotti e Paolo Ermani per il loro “Ufficio di scollocamento” (Chiarelettere) un manuale nel quale spiegano perché si debba abbandonare al più presto la nave che sta affondando: «È proprio il caso di aspettare che l’equipaggio cali le scialuppe perché la nave è ormai inclinata, o è meglio cominciare a pensarci adesso, mentre imbarchiamo già pericolosamente acqua ma abbiamo ancora un minimo margine di manovra, un lieve anticipo sull’affondamento?».
In sostanza Perotti ed Ermani invitano chi abbia un lavoro a cambiare vita, ad abbandonare le città per spostarsi in campagna (o in collina, nello spezzino, dove ha trovato il suo buen retiro Simone, nella magnifica casa che si è arredata con le sue mani e nella quale vive quando non naviga).
Con un orto e riducendo le spese di affitto e di vita, ce la si può cavare con molti meno soldi di quanti si pensa. L’invito è sfruttare la crisi (della quale, oggettivamente, non si vede la fine) per cambiare registro, ossia per scollocarsi, abbandonando «abitudini, automatismi, percorsi, consumi, relazioni, occupazioni e convinzioni», per uscire dal tunnel: «Se lo scollocato non ha soldi si astiene dal consumare e non ne fa un dramma né si rivolge alle banche, agli strozzini o alle mafie. Riduce movimenti e bisogni, ma non è triste per questo. Semmai se ne compiace, esaltando la propria libertà. (…) Fare una scelta di scollocamento non è un salto nel buio. La crisi attuale è forse più di valori e di prospettive che di risorse. Dal nostro punto di vista, infatti, che ci siano meno soldi per comprare beni inutili è da considerarsi un’ottima notizia».
Il libro ha una prima parte teorica (Perché) e una seconda più pratica (Cosa e Come) nella quale viene spiegato quali sono i passaggi di “ri-formazione” per la nuova vita che, necessariamente, sarà più semplice affrontare assieme ad altri amici, in maniera collettiva: «Quando, di fronte a una crisi, non c’è alcuna avvisaglia di rivoluzione, le prospettive da drammatiche si fanno disperate, e obbligano l’individuo a mettersi in salvo con le proprie forze. Il che, di solito, si rivela un’occasione preziosa per pochi e un bagno di sangue per gli altri».
Il libro offre soluzioni ed idee proprio per evitare questo bagno di sangue generalizzato. Fattibili? Realizzabili? Forse non da tutti, ma da alcuni sì.
L’obiettivo spiegano i due nel finale è quello di tornare a vivere: «Lo scollocato un giorno si è detto: “Ma tutta questa fatica, tutta quest’ansia, non varrebbero una vita migliore?”. E allora si è alzato dalla sala d’aspetto dell’ennesimo colloquio di lavoro, ha oltrepassato la porta senza una parola, è uscito all’aperto. E ha ricominciato a vivere».
Ad maiora
…………….
Simone Perotti
Ufficio di scollocamento
Chiarelettere
Milano, 2012
Euro 11,50
Pagg. 119

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MASTER DI GIORNALISMO DELLA STATALE DI MILANO

Il 30 agosto 2010 scadono i termini di iscrizione per il biennio 2010/2012 del la Scuola Walter Tobagi, il Master della Statale di Milano (che si tiene nella sede di Sesto San Giovanni, in realtà).

Queste le finalità nel bando (che è on line a questo indirizzo: http://www.giornalismo.unimi.it/):

“Il master si propone, non solo di preparare in modo adeguato i candidati all’esame di stato per giornalista, ma anche di offrire un percorso di eccellenza per professionisti che operino nei vari campi dei media, con un’ottica europea e internazionale. Più specificamente, si propone di preparare figure professionali versatili e capaci di passare dall’uno all’altro settore dei media, con una forte sensibilità per le situazioni di contesto (politico, sociale, culturale, economico, scientifico e tecnologico) in cui operano, con un profilo internazionale e aperto all’innovazione tecnico-scientifica, con una forte sensibilità valoriale e una responsabilità per i risvolti deontologici e di tutela dei diritti individuali
Gli allievi, in quanto redattori nelle testate-laboratorio edite dal master, verranno iscritti nel Registro dei praticanti per cui, ottenuto l’attestato di compiuto praticantato al termine del biennio, potranno sostenere l’esame di stato per l’accesso alla professione di giornalista”.

Questo il sito dove i ragazzi “lavorano”. C’è anche la sezione dove trovate i tg e i gr che vengono realizzati settimanalmente: http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/.

“La formazione pratica guidata (praticantato) viene svolta nelle testate edite dal master sotto la guida del Direttore giornalista e con l’ausilio di giornalisti che svolgono la funzione di tutors”.

Tra i tutor (senza s), per la parte tv ci sono anche io (anche se in realtà io proseguirò con i ragazz@ del precedente biennio).

“È previsto altresì lo svolgimento di uno stage in aziende giornalistiche, televisive, radiofoniche o in agenzie di stampa, sulla base di un progetto seguito dai tutors, da concludere con un rapporto finale”.

Per quanto riguarda gli stage (obbligatori, per l’esame da professionista), va detto che, “grazie” al sindacato dei giornalisti (che per lo stato di crisi chiude le porte in faccia ai giovani, come se dalla crisi si uscisse solo grazie a noi vecchi), la maggior parte delle aziende li rifiuta. Ma speriamo che da qui al prossimo anno, qualcosa cambi.

Ad maiora.

PILLOLE MONDIALI. 3

La Grecia ha perso in modo imbarazzante la prima partita dei mondiali. La Spagna pure. Sono le due nazioni europee che in queste settimane stanno vivendo la peggiore crisi finanziaria degli ultimi anni. Ci sarà un nesso? Oggi il Tesoro spagnolo ha venduto 3,5 miliardi di euro di titoli di Stato per evitare il collasso, per far sì che l’odierna riunione europea bocci Madrid. Eppure sui giornali di quel paese la foto del giorno è dedicata alla sconfitta con gli elvetici (paese di banchieri, peraltro). Come a dire: in un momento in cui va tutto a schifio, nemmeno l’amato calcio ci salva. Idem per la Grecia, battuta dalla Corea del Sud (ricco paese asiatico).

L’Italia ha pareggiato. Si è salvata. Per ora.