Costa Concordia

La cronaca nera nella giostra mediatica: il caso dell’isola del Giglio

Le notizie degli ultimi giorni (con il cedimento di uno dei cassoni che tengono a galla il relitto)  hanno riportato alla ribalta della cronaca il naufragio della Costa Concordia. Proprio la mediatizzazione di questo drammatico naufragio è al centro della tesi in discussione in queste ore alla Statale di Milano.

Raffaele Panfili parte dal passato raccontando il ruolo della cronaca nera nella stampa italiana per passare ad analizzare cosa sia diventata l’informazione nell’era dell’immagine. La spettacolarizzazione dell’affondamento della nave da crociera è al centro della tesi raccontando come il circo mediatico si sia concentrato su quanto accaduto. La focalizzazione ha trovato un perfetto capro espiatorio: il comandante Schettino, sostituito in queste ore da un altro personaggio su cui sembrano ricadere tutte le colpe del Paese: Gennaro ‘a carogna.

Un volta che il circo dei giornalisti ha tolto le tende non si ferma però  l’attenzione dell’opinione pubblica intorno al caso e scatta il cosiddetto “turismo dell’orrore”. La crescita dei giornalieri sui traghetti verso il Giglio testimonia come la tv abbia lo stesso ruolo delle lampadine per le falene notturne. Conta sola differenza che queste ultime non si fanno selfie con una nave affondata alle spalle.

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Risollevata la Concordia. Ce la farà anche l’Italia?

costa_concordia_01Ancora tanta Italia sui siti online stranieri, ancora e soprattutto per il raddrizzamento della Costa Concordia.
Il Guardian punta l’attenzione sui famigliari dei due dispersi che si augurano che l’operazione permetta il recupero dei corpi.
L’Indipendent punta invece più l’attenzione sull’abilità di chi è riuscito a raddrizzare il relitto.
La Cnn racconta del sollievo dell’Isola del Giglio.
Il Washington post sottolinea come sia l’operazione di recupero più cara della storia. Il Telegraph spiega (anche con un video, ma quello ce l’hanno più o meno tutti) come il raddrizzamento abbia mostrato i danni su un lato dello scafo. L’operazione di salvataggio ha fatto davvero – come dicono i provinciali che non hanno capito la forza della Rete – il giro del mondo. Campeggia anche su Chinadaily.
Dalle nostre parti si è parlato di riscatto italiano. E’ un tema che trova spazio su Le Monde che si chiede se si risolleverà anche l’Italia e sulla Taz che si chiede se ce la farà anche l’Euro
Lasciamo la Concordia ma rimaniamo in tema di acque. La macchia che si vede sul lago (italo-svizzero) di Lugano è causata dalle alghe. Lo scrive il Corriere del Ticino.
Voltiamo pagina. L’interesse del Qatar per Versace ha un buono spazio sul sito di Al Arabiya. La tedesca Zeit dedica invece un post sul raddoppio dei laureati all’Università di Bologna.
Chiudiamo con il basket. I campioni uscenti della Spagna si stanno leccando ancora le ferite dopo la sconfitta europea con l’Italia. El Pais parla di Gasol come di un campione irriconoscibile.
In attesa della sfida di domani con la Lituania, godetevi gli highlights:

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Da Cicciolina alla Costa Concordia, mentre Thuram viene accusato di violenza domestica

CicciolinaQualche notizia “italiana” qua e là sui quotidiani stranieri online.
L’unico che questa mattina apre con un post sulla penisola è il Miami Herald che racconta dell’operazione per raddrizzare la Costa Concordia, che prenderà il via lunedì.
Il blog di Le Monde dedicato al Bel Paese dedica invece la sua attenzione al ritorno di Cicciolina.
Più interessante, a mio avviso, lo stop all’importazione di pollame e uova italiane deciso dalle autorità elvetiche per cercare di fermare l’aviaria. Ne riferisce il Corriere del Ticino.
Chiudo con le notizie sportive o che riguardano sportivi che abbiano legami con l’Italia. La prima, triste, concerne l’ex difensore di Parma e Juve Lilian Thuram accusato di violenza domestica. La storia sul calciatore (ambasciatore dell’Unicef) campeggia su Le Figaro.
Al Arabiya racconta invece la storia della relazione tra Aida Yespica e il calciatore (islamico) Özil.

Nella giornata di Inter-Juve chiudo con Palacio che trova spazio sull’argentina Nacion.

Ad maiora

La #tv e l’affondamento della #Costa #Concordia al centro di una tesi #unimi

Le aziende e i mass media nei momenti di crisi. Di questo si occupa la tesi di laurea magistrale di Marta Frosi che oggi viene discussa alla Statale di Milano (correlatrice la prof. Ilaria Cutica).
Un lavoro che ha analizzato la vicenda dai due punti di vista confliggenti: quello dell’azienda che cerca di sopravvivere a eventi eccezionali e imprevisti. E quello dei media, delle televisioni in particolare, che su quei momenti fanno invece ascolti, che hanno l’occasione per approfondire, o meglio spettacolarizzare gli eventi Spettacolarizzare è il verbo che meglio di ogni altro racconta il livello in cui dibatte la comunicazione televisiva italiana, impegnata a drammatizzare le notizie meteo – dimenticando i cambiamenti climatici – e a trasformare in “notizie” la maternità di Kate e Belen. Dimenticando (scientemente) fatti ben più rilevanti.
Marta Frosi nella sua tesi ha spiegato come un’azienda dovrebbe prepararsi di fronte alle emergenze creando uno staff che sappia che mosse fare nel momento del bisogno. Quando succedono eventi eccezionali infatti i giornalisti non hanno il tempo (né la voglia) di seguire i ritmi e le gerarchie aziendali. Quando la “muta” di cronisti si muove, è pronta a sbranare chiunque pur di portare a casa notizie e scoop o simil tali.
La Frosi nel suo lavoro analizza come l’ufficio stampa dovrebbe muoversi in quel contesto, utilizzando anche i nuovi sistemi comunicativi legati alla Rete che permettono anche di rivolgersi direttamente agli utenti.
Per poter valutare al meglio tale teoria, la tesi affronta il caso dell’affondamento della Costa Concordia, al largo del Giglio.
Una vicenda conosciuta in tutto il mondo (a bordo infatti erano ospitati passeggeri e personale proveniente da ogni dove) che ha causato, lo scorso 13 gennaio, 30 morti e due (tuttora) dispersi.
La tesi non affronta gli aspetti legali o tecnici. Ma semplicemente la reazione delle televisioni rispetto al semi-affondamento della nave da crociera e il comportamento dell’azienda, la Costa Crociere, che era ed è la principale compagnia europea del settore.
Sul fronte del media si avrà un picco di interesse iniziale seguito poi, inevitabilmente da un brusco calo di interesse. È interessante l’analisi su come l’informazione televisiva abbia influenzato l’opinione pubblica. Trovando, de facto, un unico capro espiatorio, il comandante Schettino (perfetto per questo ruolo, peraltro) lasciando in secondo piano la Costa. Che pur senza grandi sforzi (e con qualche errore, come interviste negate o le mancate informazioni sul sito) ha mantenuta intatta la propria immagine. Il bene più importante in questa era di Videocrazia.
Ad maiora

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Da Schettino a Ciro Immobile. Nord contro sud sul web

A due settimane dall’incidente della Corcordia, la surreale telefonata tra De Falco e Schettino domina ancora la classifica di Youtube. Il “vada a bordo, cazzo!”, occupa 20 posti nei primi 25 della classifica.
Il video è stato visto milioni di volte e la maggior parte dei commenti che si possono leggere ricordano quando Radio Radicale aprì i microfoni senza filtri un’estate del secolo scorso.
La contrapposizione tra nord e sud Italia si mostra, a suon di insulti, anche ai tempi dei commenti sul web.
Non a caso ai vertici della classifica di Youtube c’è anche un’intervista a Ciro Immobile, giocatore juventino di Torre Annunziata che motiva un suo gol al Verona (ora veste momentaneamente la maglia del Pescara, del grande Zeman) come vendetta ai cori razzisti ai danni dei napoletani. Anche in questo caso i commenti all’intervista (anche questa, in parte, surreale, dal cappellino in poi) sono tutto un programma.
Ai primi posti della classifica figura infine un video, girato dalle tribune juventine che smentirebbe pastette tra Rodriguez e Vidal prima del rigore segnato in Juventus-Cesena. Difficile, anche senza questo video, pensare che un difensore che finisce per caso tra i pali possa pensare di parare un rigore. Men che meno che indichi dove si butterà. Anche se, purtroppo, nel calcio, anzi, in questo paese chiamato Italia, tutto è possibile.
Ad maiora

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