Catalogna

Conflicto

Para despejar cualquier duda y para que no me escondo detrás de una cortina de argumentos complicados, les diré que antes de venir (al Festival della Letteratura di Segovia, Ndr) voté per correo y que no voté a favor de la indipendencia. (…)Para bien o para mal, soy un hombre descreído. Quiero creer que tengo principios, pero no creo en ninguna religión ni en ninguna patria. (…)

Sencillamente voté en contra porque considero que la indipendencia no sería una cosa buena per los catalanes. (…)

Un conflicto es un fenómeno peculiar, porque el meollo del conflicto no es nunca el factor económico ni político ni juridico, ni siquiera el elemento emocional. El meollo del conflicto es el conflicto. (…)

Sin embargo, cuando comienza la Ilíada, el motivo fundamental de la guerra de Troya sólo es la guerra de Troya.
Eduardo Mendoza, escritor, El Pais, 30 de septiembre de 2015
Ad maiora 

Passeggiando per Tarragona

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Chi arriva a Tarragona capisce subito di essere in Catalogna. Alle finestre non si contano le bandiere catalane e in ogni angolo c’è un manifesto che invita alla manifestazione indipendentista del prossimo 14 luglio.

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Lo spirito di questa città lo si intuisce dalla statua della piramide umana, manifestazione folclorica dal forte valore simbolico. La statua sorge sulla Rambla Nova, la strada che rappresenta la colonna vertebrale della città.

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Inizia (quasi) in Piazza Imperial Tàrraco, dominata da una fontana dal lungo getto.

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E si conclude sul Balcó del Mediterraneo, splendida finestra naturale sul mare. Anche la statua che si trova qui racconta lo spirito della città: non guarda infatti il mare per non dare le spalle a Tarragona e ai suoi abitanti.

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Lo spirito di questi abitanti lo si può forse trovare più anche nel Molo dei pescatori, dove si mantiene viva la tradizione ittica spagnola.

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I ventagli sul tavolo vi introdurranno alla Part Alta di Tarragona, dove, intorno alla splendida cattedrale e Merceria, si aspetta la cena bevendo e chiacchierando.

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Ovunque in centro si trovano rovine che raccontano la storia di questa città.

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Il cui animo l’abbiamo tastato in Piazza Dels Sedassons dove abbiamo incontrato amorevoli gattare che ogni sera vanno ad alimentare e curare la colonia felina che vive tra le mura romane (una scena che mi ha richiamato alla mente Piazza di Torre Argentina a Roma).

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Ah, per rilassarsi si può ovviamente andare al mare. La spiaggia è appena oltre la ferrovia. Non lontana in linea d’aria dal centro.

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Infine, se volete avere una panoramica della città, non vergognatevi di prendere il TàrracoTren. Con 6 euro vi scarrozza in giro. Potete scendere in ognuna delle 8 tappe e risalire quando ripassa (il biglietto vale un giorno: dalle 10.30 alle 21.10).

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Ad maiora

La Catalogna vieta la corrida (finalmente)

Era un legge di iniziativa popolare. Di quelle che da noi (ricorderete l’incontro Beppe Grillo-Prodi) non arrivano nemmeno in commissione. Al parlamento catalano invece la proposta (180mila le firme raccolte dalla piattaforma Prou!, Basta!) di abolire l’impari lotta tra tori e toreri a partire dal 2012 è arrivata ai voti: 68 favorevoli, 55 contrari e 9 astensioni. I deputati del CiU (il partito nazionalista catalano) e del PSC (socialisti catalani) avevano libertà di voto. I “nazionalisti” (da noi li chiamamo indipendentisti, ma sui quotidiani spagnoli li indicano così) hanno votato tendenzialmente per il sì. I socialisti in maggioranza contro il divieto. Ma i numeri hanno giocato a favore dei tori.

Il presidente della Generalitat de Catalunya, ossia della comunità autonoma catalana, José Montilla, ha annunciato di aver votato no e si è augurato che il divieto alle corride non diventi un altro motivo di conflitto tra Catalogna e Spagna.
“Avremo una migliore Catalogna con questa decisione,” hanno detto invece i leader nazionalisti.

Il leader del Partito popolare catalano, Camacho, parla invece di “un giorno triste per la Catalogna”, accusando i nazionalisti catalani di avere approvato il divieto per motivi identitari e annunciando una proposta al parlamento spagnolo per rendere la corrida “di interesse culturale nazionale”, in modo che non possa essere bandita da una comunità autonoma. Alle Canarie però  uccidere il toro nell’arena era stato vietato proprio grazie all’iniziativa di un deputato popolare.

Quanti difendono la corrida (e il suo giro lucroso giro d’affari) hanno annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento.

Fuori e dentro il parlamento catalano, gli animalisti hanno festeggiato. Festeggiamenti cui ci uniamo anche noi.