Bruno Ferrante

Ferrante e la cravatta nei pantaloni

Quando ho rivisto quella cravatta dentro i pantaloni ho avuto un flash back.
Già ai tempi in cui era prefetto di Milano, Bruno Ferrante, sempre elegantissimo, aveva però quel vizio.
Che non si tolse nemmeno durante la fallimentare campagna elettorale con cui sfidò (per il centro sinistra) Letizia Moratti nella corsa a Palazzo Marino (verrà ricordato per due frasi memorabili: “I padroni non sfilano insieme agli operai” e “mia moglie sa stare al suo posto, sempre un passo indietro al suo uomo”).
Poi l’incarico governativo (nella breve stagione dell’ultimo governo Prodi) come commissario anti-corruzione. Poi il salto verso l’economia “privata” con il passaggio all’Impregilo nel settore rifiuti.
Da luglio guida il gruppo Ilva, nella delicata fase di arresto dei vertici e di rischio chiusura dell’impianto di Taranto per inquinamento ambientale.
Ferrante è così tornato sui giornali.
La sua icona rimane con quella cravatta che non si muove libera.
Su Facebook c’è anche un gruppo per quanti (anzi, gli anziani) che si infilano la cravatta dietro la cintura:

http://it-it.facebook.com/pages/Anziani-con-la-cravatta-nei-pantaloni/116438511710493

Ad maiora

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DAVIDE CORRITORE LASCIA PALAZZO MARINO

Ho conosciuto Davide Corritore quando, più di un lustro fa, sfidò Bruno Ferrante alle primarie del centro sinistra per il candidato sindaco di Milano. Da indipendente perse e si candidò poi nella lista di Ferrante. Venne eletto e mentre l’ex prefetto, sconfitto dalla Moratti, abbandonò subito l’opposizione, Corritore proseguì la sua battaglia a Palazzo Marino.

Ora ha deciso di non ricandidarsi per la prossima consigliatura e l’ha annunciato (essendo – da tempo – un uomo attento alle tecnologie) via youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=BskzbE1nqXY

Davide Corritore ha creduto nel progetto del Partito democratico, aderendovi fin dalla sua nascita. Poi, come molti, ne è rimasto deluso. Ha mantenuto la sua indipendenza (e il suo fiuto politico) sostenendo fin dall’autunno la candidatura di Pisapia per il centro sinistra e criticando il Pd che aveva scelto Stefano Boeri (poi sonoramente bocciato dagli elettori di centro sinistra).

Ma soprattutto in Consiglio comunale in questi anni si è battuto per due temi delicati per la città, come la svendita di Metroweb e la bolla dei derivati. Tematiche che forse non scaldano l’opinione pubblica come le cacche dei cani o la paura dello straniero, ma che impattano pesantemente sul bilancio del Comune (e quindi sui servizi che eroga e sui tagli che fa).

Corritore, dal suo sito, dice che continuerà a far politica anche senza stare seduto in uno scranno elettivo:

http://www.davidecorritore.it/home.html

In bocca al lupo.