Brescia

A BRESCIA, IN PIAZZA LOGGIA, PER NON DIMENTICARE

Una giornata in piazza Loggia a Brescia. Dalle prime luci dell’alba (come dicono con una frase fatta, sbagliata, tutti i veri cronisti di nera) fino al tramonto. A riprendere e fotografare la piazza che fu teatro della strage del 1974.

Con alcuni degli studenti del Master di giornalismo della Statale di Milano ieri ero nella città della Leonessa (proseguo con i luoghi comuni) per un documentario che stanno realizzando su una delle tante stragi senza colpevoli del nostro Paese. Intervistando chi era in piazza quel 28 maggio e chi nacque negli anni ’70.

Dovrebbe essere proiettato (fuori concorso) al Premio Ilaria Alpi dove una giornata sarà dedicata proprio alle stragi impunite, ognuna delle quali “adottata” da una scuola di giornalismo.

Per non dimenticarsi mai di quanti sono morti per bombe e attentati, nel nostro Paese. Assassinii che hanno deviato la recente storia italiana e per i quali nessuno ha mai pagato.

Ad maiora.

VERDINI CORTEGGIA, GIACOBINO PENSA E IL FENOMENO APPENDE LE FORCHETTE AL CHIODO

 

Verdini da Fli al Pd “corteggia” 9 deputati. Si rivede Barbareschi. Rosso e Latteri tentati. Il Corriere della sera riferisce della “caccia grossa in Transatlantico“.

IL SORPASSO

Pochi spettatori: e il Tg5 sorpassa il Tg1. Continua la fuga da Minzolini, ma entrambi i telegiornali non hanno dato spazio alle donne in piazza. Sul Fatto quotidiano.

LA TELEFONATA

Masi benedice i naufraghi. L’intervento del DG all’Isola dei famosi. Sul Giornale.

NO AL CANONE

Settemila famiglie “scaricano” la Rai. E a Varese l’evasione aumenta ancora. Dalla Provincia di Varese.

GLI SBARCHI

Miliardi a Gheddafi e Ue esclusa, così il piano italiano ha fatto flop. Su Repubblica.

(SE) NON ORA

Pensaci giacobino: se non ora quando? Mai… Giù le mani da Primo Levi. Assimilare i partigiani ebrei antinazisti ai “partigiani” antiberlusconiani è strumentale e pericoloso in un momento in cui torna l’odio per Israele. Pagina intera sul Giornale.

FLITALO BOCCHINO

Altro che leader della destra, Gianfry è lo zerbino di Italo. Titolo in punta di penna del Giornale.

VENDOLA APRE A BOCCHINO

Vendola apre ai finiani (e spiazza il Pd): “Sì alleanza, ma a tempo determinato”. Sul Corriere.

MILANO, AVANZA MANFREDI

Terzo polo, passo indietro di Carrubba, Ora si punta sulla candidatura di Palmeri. Sul Corriere.

RICOMINCIA DA ZERO

Erika, un’altra vita lontano dall’orrore: “Ricomincio da zero, voglio un figlio”. Dieci anni fa il massacro di Novi, ancora uno e sarà libero. Paginata su Repubblica.

VOTATE PDAZ

Chi ha paura dell’azionismo. Da Gobetti a Parri, cosa resta di una minoranza. Giovanni De Luna su Repubblica cultura.

VOTATE DVDS

Van De Sfroos è pronto: stasera sul palco di Sanremo. In prima pagina sulla Provincia di Como.

BRESCIA DIGITALE

Sveglia Brescia!”, banda larga in ogni zona industriale. Titolo wired sul Giornale di Brescia.

TEPPISTI DALTONICI

Sassi ai canturini, scambiati per interisti. A Torino, dopo la finale di coppa Italia. Sulla Provincia di Como l’aggressione di un gruppo di juventini daltonici.

GAZZA ALL’ORA DI PRANZO

Ibra ha fame. Gazzetta, apertura.

Cassano, via un altro chilo e mezzo e sarà al top. Gazzetta, pagine interne.

Ronaldo smette. Appende le forchette al chiodo. Freddura di Gene Gnocchi, sempre sulla rosea.

Ad maiora

DA MARCHIONNE AL MARCIONE

 

XANGO E TI PORTO VIA

Non possiamo raccontarti perché nello scorso mese sono state consumate 43,314 (con la virgola, NdRisk) bottiglie in Italia. Pagina intera di pubblicità sul Corriere della Xango, che reagisce così ai provvedimenti dell’Autorità della concorrenza (che hanno fatto seguito a mesi di martellamento delle associazioni di consumatori). In puro stile Chicco Testa/nucleare, si invita a “farsi un’opinione personale” sul loro sito.

SI AVVICINA IL 2012. BIBLICO.

La pioggia di merli dagli Usa alla Svezia. Dopo l’Arkansas arriva in Europa la moria di uccelli. Come un flagello biblico. Titolo sul Corriere della sera del 6 gennaio 2011.

MAI TRESCHE A SINISTRA

“Mai avuto tesche con donne di sinistra, posso giurarlo. La mia ex moglie icona di quella parte politica? Su questo argomento mi astengo. Silvio Berlusconi intervistato da Signorini e citato da Repubblica.

MA UN VENDOLA STAREBBE CON LEI?

“Le parole di Silvio sono musica. Neanche io starei con un Vendola”. Daniela Santanché (Sottosegretario al Dipartimento per l’Attuazione del Programma del Berlusconi quater) al Giorno.

NUOVA RUBRICA DI MINZOLINI

“Al Tg1 rubrica sui giornalisti faziosi”. E’ bufera sulla proposta di Minzolini. Titolo de La Repubblica. Domani sarà su tutti i quotidiani.

SCARSEGGIA IL SALE PER EVENTUALI FERITE

Sale. Le scorte stanno finendo, caccia all’ex oro bianco. Pagina intera della mitica Cristina Nadotti su Repubblica.

NON SE NE HA BISOGNO PER SCIOGLIERE IL NANO

Amici sportivi, il nano ghiacchiato oggi si è sciolto”. Il miglior titolo sul ritorno di Dan Peterson è della rosea (che dedica addirittura tre pagine all’evento, non succedeva dagli anno Ottanta).

SE SEI TERRONE, TI TIRANO LE PIETRE

“Niente prestiti da Londra se non sei lumbard”. Il Senatur cita Ponzellini (Bpm) e ribadisce: “Milano è la capitale”. I banchieri: “Alla City valutano il Paese”. Due pagine su Il Giorno.

LADRI IN TRASFERTA

Gli scippatori di Napoli pendolari a Milano. Titolo de Il Giornale.

LA METAFORA DEI FUCILI

“Il Napoli fa paura e ci puntano i fucili”. Mazzarri scatenato sulla Gazzetta.

TITOLISTA AFFAMATO

Il Brescia ha Lanzafame di vittorie. Dal Giornale di Brescia.

ALTRO TRIPLETE PER SUPERMARIO?

Un’altra tripletta per Balotelli. Conteso (con lite) da tre ragazze. Titolo (un cicinin machista) della Gazza.

 MARCHIONNE !

Marchionne vende meno auto ma diventa sempre più ricco. Titolo del Fatto quotidiano.

MARCIONE!

Si chiama torrente Marcione. Lo è di nome e anche di fatto. Denunciato episodio di inquinamento a Garbagnate Monastero. Titolo immaginifico de La Provincia di Como.

TEMPO DI SALDI: LA FIOM ALLE CASSE?

Epifania, via ai saldi. Commesse in rivolta: “Sempre al lavoro”.  Titolo de La Provincia pavese.

LIBERE LE ANATRE, CATTURATE PERCHE’ SOCIEVOLI

Nelle scatole di cartone con cui le trasportano dalle gabbie dove hanno vissuto per pochi giorni fino al laghetto dove verranno liberate rumoreggiano.
Forse hanno capito che stanno per tornare in libertà. O forse temono si avviino a finire in cucina o a far da richiamo per altre compagne di viaggio che attratte dal loro canto, scendono dove sono le loro gabbie e vengono impallinate.
Le anatre selvatiche, che questa mattina sono state liberate dal WWF nell’Oasi milanese di Vanzago, sono animali socievoli. Volano in branco. E se sentono qualcuno della loro specie a terra, gli si avvicinano, ignare che sia una trappola. Funziona cosi’ per molte specie di uccelli. Non sempre i richiami artificiali funzionano. Quelli vivi, ahinoi, anzi ahi loro, sono molto più efficaci. Le alzavole liberate stamattina (sono le più piccole anatre europee e finiscono cotte allo spiedo) sono cosi’ legate allo stormo che se un cacciatore ne colpisce una, le altre a volte tornano indietro per vedere come mai una di loro si sia “fermata”. E finiscono a loro volta nel mirino della doppietta.
Le 40 anatre selvatiche liberate oggi sono state sequestrate dalle guardie ecologiche volontarie del WWF (con Forestale e Polizia provinciale) a due cacciatori bresciani.
Chi volesse segnalare casi di bracconaggio in Lombardia chiami il numero: 328.7308288.

Ad maiora.

ANNA POLITKOVSKAJA, QUATTRO ANNI SENZA UN COLPEVOLE

Mi immagino il direttore della Novaja Gazeta, Dimitri Muratov, scuotere la sua barba e dire a bassa voce: “Il ritmo delle indagini è troppo lento”.

Perché qua e là sui giornali moscoviti compaiono novità sull’inchiesta giudiziaria che riguarda’assassinio di Anna Politkovskaja, di cui questo 7 ottobre ricade il quarto anniversario. Nessuno, ad oggi, è stato giudicato colpevole per quel crimine.

Gli investigatori avrebbero comunque individuato il laboratorio dove è stata fabbricata l’arma con cui è stata uccisa la giornalista russa. Su questo reinterrogheranno Sergei Khadzhikurbanov, l’ex agente del Ministero dell’Interno russo che era stato indagato (ed assolto) per aver dato una mano al gruppo di fuoco che avrebbe colpito Anna, nell’androne del suo palazzo. L’uomo, in un altro processo, era stato condannato a 8 anni di carcere, per il reato di estorsione.

Per l’omicidio della Politkovskaja, nel febbraio del 2009, venne invece assolto insieme ai fratelli (ceceni) Makhmudov. Il terzo fratello, Rustam, quello che avrebbe materialmente sparato i cinque colpi di pistola è sempre latitante. E il direttore del giornale per il quale Anna lavorava, Muratov, continua pubblicamente a chiedere chi gli abbia fornito il passaporto, come mai gli sia stato permesso di lasciare il Paese e perché l’Interpol sia stata allertata in ritardo. Domande che, nella Russia di Putin, rimangono – e potrebbero rimanere a lungo – senza risposte.

Negli anniversari, tutti sembrano interessarsi a questi casi e magari il presidente Medvedev annuncerà una svolta nelle indagini. Lo ha fatto anche a luglio, per l’assassinio della Estemirova: del famoso killer individuato, rimangono solo tanti bei titoli di giornali, di tutto il mondo.

Dopo che un anno fa la Corte Suprema ha impugnato il verdetto di assoluzione per l’omicidio della Politkovskaja, si è ancora in attesa di risposte e di tempi certi su questa indagine, partita azzoppata: se infatti quello che ha agito era un gruppo di killer, chi li ha pagati? Chi il mandante? E soprattutto cui prodest?

La voce di Anna comunque non è stata messa a tacere. Il suo sacrificio viene ricordato in queste ore con manifestazioni a Mosca, Bruxelles, Roma, Milano e Brescia.

Perché, anche se il tempo passa, quaggiù, Anna cara, nessuno ti ha dimenticato. Nemmeno – ne sono certo – quelli che il 7 ottobre festeggiano il loro compleanno, circondati da amici e lacchè.

Ad maiora.

Ps. Questo un video di Amnesty International sul quarto anniversario: http://www.youtube.com/watch?v=Ab-cJ4LWSFY&feature=channel