Brasile

L’ONU FARA’ LA FINE DELLA SOCIETA’ DELLE NAZIONI?

A leggere bene le carte, anche al momento del voto della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, si vedevano già ampiamente tutte le criticità che l’istituzione della “No fly zone” in Libia e l’autorizzazione di “tutte le necessarie misure” per proteggere i civili avrebbe provocato e che sono ora sotto gli occhi di tutti.

Tra i cinque Paesi che Consiglio di Sicurezza  - su 15 – che si sono astenuti (Brasile, Cina, Germania, India e Federazione Russa), due aveva soprattutto già capito la mala parata. I brasiliani (rappresentati da Maria Luiza Riberio Viotti – i Paesi all’avanguardia sono governati e rappresentati da donne) avevano dichiarato di “non essere convinti che l’uso della forza potesse garantire la realizzazione dei comuni obiettivi”, spiegando che “nessuna azione militare da sola porta alla fine di un conflitto”. I russi (rappresentati da Vitaly Churkin, ambasciatore attivo dai tempi della tragedia di Chernobyl) sottolineavano invece come “molte domande rimanessero senza risposta”, incluso “come” e “chi” e “con che limiti” si sarebbe messo in pratica la risoluzione. I dubbi sono ancora sul tavolo.

Poche ore dopo il voto, Sarkozy mostrava i muscoli in televisione, sollecitando i mai sopiti spiriti imperiali dei cugini d’Oltralpe. L’America del sempre più confuso Obama, inseguiva a breve distanza e dopo pochi giorni anche i nostri Tornado sfrecciavano per i cieli libici giusto per mostrare un tricolore che non fosse solo quello francese.

Ora tutti (salvo Sarkozy, cui distribuire le carte non era mai capitato e che sembra si stia divertendo) invocano l’intervento della Nato che – non si sa né chi né quando sia stato deciso – è diventato il braccio armato dell’Onu. L’Alleanza atlantica a mio giudizio avrebbe dovuto essere sciolta una volta vinta la battaglia con “l’impero del male”, una volta cioè collassato per implosione il suo avversario storico, il Patto di Varsavia. Così non è stato e i 28 paesi occidentali che compongono questa alleanza militare (che cerca di allargarsi a più Paesi possibili per mantenere una predominanza politico-militare) si incaricano di essere i soldati delle Nazioni Unite. Questa organizzazione internazionale, subentrata alla Società delle Nazioni ha già mostrato ampiamente i suoi limiti e mi auguro che venga superata non tanto dai vari G8, G20, G40 e chi più ne ha più ne metta (sorta di Rotary per Paesi ricchi dove si è cooptati), ma da una nuova organizzazione meno elefantiaca,  in grado soprattutto di rappresentare un mondo che cambia.

Ad maiora.

PAT, PIU’ CASE PER TUTTI. MA NON FATECI SAPERE COME FATICA MATRI

 TELEFONO, CASA.

Affitti “scontati” al Trivulzio, ecco l’elenco degli inquilini vip. Consegnato dopo il braccio di ferro tra Comune e Pio Albergo. Politici, imprenditori, sportivi e stelle dello spettacolo nella lista. Sul Giorno. Nella lista: Fracci, Montezemolo, Falcicchia, Braida, Ligresti.  

La vergogna delle case gratis. La giornalista di “Repubblica” (compagna del candidato sindaco Pd), la radical chic Carla Fracci, il poliziotto che indaga su Berlusconi: ecco tutti i moralisti beccati a fare i furbi. Apertura del Giornale.

Attacco a Pisapia per casa alla compagna: “E’ solo fango sulla campagna elettorale”. Su Repubblica.

La modella, il giudice, i politici. Gli inquilini a canone scontato. La reazione di Pisapia: fango su chi si espone. L’imbarazzo nel Pd. Titoli sul Corriere.

Ruby: “Mi compra una casa da 400 mila euro”. La ragazza a un amico: ormai mi considerano una zoccola, meglio approfittarne. Vanterie o realtà? Prima pagina sul Fatto quotidiano.

 BUONE NOTIZIE

Il gospel canta la speranza di Haiti. Ben 140 artisti il 25 febbraio sul palco del Sociale di Busto Arsiziio: “Il nostro aiuto va a suor Marcella”. Sulla Provincia di Varese. Mitica suor Marcella Catozza che costruisce piccolo casette per i terremotati di Port-au-Prince. Speriamo che ad Haiti non legga i giornali italiani…

 TIFO PER DVDS

Van de Sfroos e l’orgoglio laghée. Tutti tifano per il menestrello. Dal parroco ai vecchi amici, la gente del Lario è con Davide al Festival. Sulla Provincia di Como.

 IL LAVORO SALVA LA VITA

 Rapina in villa. Scagionato dal cartellino di lavoro. Romeno accusato dell’assalto a casa del titolare dell’ex Fluid. A quell’ora non poteva essere lì. Sull’Eco di Bergamo.

 LAVORARE STANCA

 Negozi aperti la domenica. Ma è vivere da cristiani? Lettera di un panettiere all’Eco di Bergamo.

 LA PARTITA DELLA VERGOGNA

 Cecenia contro Brasile. La “partita del cuore” del temibile Kadyrov. Amichevole a Grozny con Ronaldo e Kakà. Sul Corriere. Ronaldo quale?

 FLI, IN SEI PAROLE

Gente che va, nessuno che viene. Sul Fatto.

 IL CORRIERE COME FACEBOOK: AGGIORNA LO STATUS DI BB

 Barbara e il compagno si dicono addio. La figlia del premier: amore in crisi. La terzogenita del capo del governo torna single. Cronache nazionali del quotidiano di via Solferino.

 ADDAVENI’ GIORGIONE

 Vigevano, sfiorata la rissa in aula. Lite in consiglio comunale tra Pdl e Lega dopo l’Inno di Mameli. Sulla Provincia pavese.

 SARA’ COLPA DELLA FIOM??

 Fiat, passo falso in Russia. Putin preferisce il 4×4 Ford. Sul Giorno.

 LE RIVOLUZIONI ARABE, SPORTIVAMENTE PARLANDO

 Bahrain, Bernie ottimista. Ecclestone: “La situazione non è disastrosa”. Per chi? Per il circo della Formula uno o per i sudditi dello sceicco Hamad Bon al-Kalifah? Un dubbio che potete sciogliere leggendo il Giorno.

 BENTORNATO

 Il Mondo torna ma va in tribuna. Oggi Albinoleffe contro Padova. Sulla Gazzetta.

 MATRI, MONIO?

 Parla la fidanzata di Matri: “Fatica più con me che con i terzini”. In prima sulla Gazza. Non ho letto il resto perché non voglio sapere come fatichi.

Ad maiora.

QUANTO E’ BELLO LO STATO ITALIANO. E CHE PAURA LA CAMUSSO!

BONTA’ LORO

“Non si deve tralasciare di riconoscere che lo Stato italiano e’ indiscutibilmente uno Stato democratico di Diritto e che le sue decisioni devono considerarsi espressione della volontà dei propri cittadini”. Sul Corriere del 3 gennaio le motivazioni dell’Avvocatura dello Stato brasiliano sull’estradizione del pluriomicida Battisti.

LO STATO SIAMO NOI

“Lecce-Bari, lo Stato non si arrenda”. Il sottosegretario all’Interno Mantovano dopo il no del prefetto al pubblico per il derby pugliese. Gazza, pagine interne (Interni).

CERVELLI (NON) IN FUGA

“Per restare in Italia ho detto no ai russi”. Così alla Gazzetta il designatore degli arbitri della Lega B, Rossetti.

SE ANDATE IN UNGHERIA, OCCHIO ALLA PENNA

Una pagina bianca contro la censura: l’Ungheria guida l’Europa tra le polemiche. Sulla prima pagina del giornale d’opposizione Nepszabadsag solo la scritta “La libertà di stampa muore in Ungheria” (in tutte le lingue d’Europa, posto che – grazie al ceppo ugro-finnico – altrimenti l’avrebbero inteso solo a Budapest e dintorni. Il premier nazionalconservatore magiaro replica durissimo: “Non mi sogno nemmeno di cambiare la legge, ne’ di inginocchiarmi, ne’ di reagire ai commenti occidentali”. Su Repubblica (che gongola ricordando i – propri- post-it anti legge bavaglio).

A SINISTRA, ALMENO NELLA MODA

Tendenze. Nella moda dominerà il rosso caprifoglio. Titolo (di prima pagina) del Sole 24 ore.

TIPI SINISTRI (Titolo originale)

La signora Camusso in tv spaventa i bambini. Titolo di una lettera a Il Giornale.

DA HAITI A RIO. ORDINE PUBBLICO IN SALSA BRASILIANA (SENZA DIMENTICAR BATTISTI)

Le favelas di Rio de Janeiro come le baraccopoli di Port-au-Prince. È la sensazione che hanno i soldati brasiliani di ritorno da Haiti ed ora impegnati nelle zone più calde della capitale del loro Paese.

Il generale Fernando Sardenberg - al comando della brigata di 800 paracadutisti che negli scorsi giorni ha “conquistato” il Complexo do Alemao, favela nella parte nord di Rio - ha detto che comunque le brande armate haitiane sono meno forti e hanno una potenza di fuoco minore rispetto a quelle brasiliane.

È la prima volta che l’esercito è impegnato in operazioni di ordine pubblico in Brasile. Eppure per la maggior parte dei soldati, questo non è stato il battesimo del fuoco: il 60% di loro ha indossato il casco blu dell’Onu nella missione haitiana (la Minustah, della quale abbiamo parlato più volte, da queste parti).

Dal 2004, dai tempi di Aristide, le Nazioni Unite hanno mandato sull’isola caraibica, migliaia di soldati. Il contingente più rilevante è quello brasiliano. Lo stesso che ha circondato e disarmato le principali bande armate della capitale haitiana.

Il generale Sardenberg ha detto comunque che nelle favelas brasiliane si sta meglio che nelle baraccopoli caraibiche.

La presidenza brasiliana ha ribadito ieri che i soldati rimarranno nei quartieri a rischio “fino a che sarà necessario”.

Il Paese sudamericano è ancora guidato da Lula da Silva che forse, prima di passare lo scettro a Dilma Roussef, potrebbe graziare Cesare Battisti, condannato in Italia a quattro ergastoli. I giornali brasiliani dicono potrebbe uscire dal carcere il 18 dicembre, in occasione del suo 56esimo compleanno.

Ma ciò, da quelle parti, non deve essere considerato un problema di ordine pubblico.

Ad maiora.