Bocchino

Il Giornale contro Bocchino: nuova puntata

Dopo lite a La7 tra Bocchino e Sallusti oggi nuova puntata sulla querelle de Il Roma sul Il Giornale. Titolo: “Il giornale di Bocchino nei guai. Sui contributi decide l’Authority. Palazzo Chigi: governo estraneo. Italo ce l’ha con tutti ma da mesi il quotidiano non paga gli stipendi dei giornalisti”.

Questo l’articolo: http://www.ilgiornale.it/interni/il_roma_guai_niente_stipendi_giornalisti_bocchino_allattacco_palazzo_chigi_noi_estranei/08-03-2011/articolo-id=510471-page=0-comments=1

Qualche mese fa Bocchino (ancora vicepresidente dei deputati Pdl) aveva così replicato a Feltri:  “Al direttore Feltri, che oggi mi dedica parte dell’editoriale e due articoli in seconda e terza pagina, comunico di non essere editore, socio o amministratore della societa’ cooperativa che edita ‘Il Roma’ e che la sua aggressione sui contributi pubblici percepiti dal quotidiano e’ irrispettosa della legge vigente che disciplina i contributi all’editoria. Gli stessi soldi pubblici  sono peraltro erogati allo stesso titolo a ‘Libero’, da lui diretto fino ad un mese fa, ed a titolo diverso a ‘Il Giornale’ e alla Mondadori, societa’ controllata dalla famiglia del presidente del Consiglio. Ricordo inoltre a Feltri che il suo giornale in Campania e’ venduto in abbinamento obbligatorio ‘Il Roma’ che gli fa da traino”.

Per chi si fosse persa la lite domenicale in tv (dalla quale –  ahinoi che non riuscivamo a dormirci di notte –  abbiamo scoperto che fine ha fatto Pippo Baudo che al Corriere oggi dice: “Io epurato? E’ una mezza verità”), eccola:

http://www.youtube.com/watch?v=DQUM0IGc1oE

Chi invece sia curioso di capire il ruolo di Bocchino in ciò che sta accadendo nei palazzi del potere si legga la Sarzanini sul Corriere di oggi:

http://www.corriere.it/politica/11_marzo_08/sarzanini-dagostino-bocchino_bbb5f1fa-4958-11e0-8210-720c80ef41f5.shtml?fr=box_primopiano

Ad maiora.

I finiani dicono ciao ciao

Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Ruben, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino, Polidori, Consolo. Sono i 33 nomi dei deputati che hanno consegnato al presidente della Camera Gianfranco Fini la lettera di dimissioni dal gruppo del Pdl. Potrebbero essere 34.

Un gruppo abbastanza consistente soprattutto in considerazione del fatto che vanno incontro a un fuoco di fila che da ora in poi li bersaglierà da vari fronti mediatici. Prepariamoci a vedere servizi sui loro curiosi calzini. O se fumano aspettando di entrare dal barbiere. O che vengano tirati fuori scheletri dagli armadi (i servizi segreti nel nostro Paese a quello servono).

Hanno lasciato Berlusconi per rimanere con Gianfranco Fini del quale ora verranno chieste le dimissioni ad ogni edizione dei tg. Sul sito di Generazione Italia i commenti sono improntati un po’ all’orgoglio, un po’ alla paura, un po’ agli insulti.

Il governo è saldo dicono dal centro-destra (già, ma dove si siederanno i finiani?). Ma se prima la maggioranza era di 341 deputati ora si ridurrebbe a 308, quando invece ne servono 316. Certo i finiani non vanno all’opposizione, escono semplicemente dal gruppone berlusconiano (che comprende, tra gli altri, Verdini e Brancher, mentre Dell’Utri è un nostro senatore). Ma parecchi provvedimenti che prima erano a rischio ora diventano improbabili.

La legge sulle intercettazioni, liberticida e assurda, penso finirà in qualche bel cassetto dorato. E vedremo come andranno le mozioni di sfiducia verso l’ennesimo sottosegretario (alla Giustizia peraltro, indagato).

Quanto andrà avanti lo stillicidio? Settimane? Mesi?

Ciò su cui si può tranquillamente scommettere è che la legislatura finirà anticipatamente (e non per merito dell’opposizione, che anzi teme il voto anticipato).

Un unico quesito andrebbe posto a Fini e ai suoi fedelissimi:  non era meglio stare giù dal predellino? O ci si augurava che prima o poi Silvio averebbe passato la mano e si voleva prenderne l’eredità?

Una cosa è certa. Il Cavaliere in pochi mesi ha perso la moglie e uno dei suoi principali alleati (con l’altro, dopo la delusione dell’altra volta, ci passa ogni lunedì sera).

Fossi in lui qualche domandina, questa sera prima di addormentarmi, me la farei.