Barletta

IL PAESE FRANA. A BARLETTA E NON SOLO. E’ IL MOMENTO DI OCCUPARSI DI INTERCETTAZIONI…

Mentre governo e maggioranza parlamentare che hanno a cuore i destini del paese si occupavano di mettere il bavaglio alla stampa e alla rete, a Milano veniva presentato “Senza pensioni” (Chiarelettere). Nel libro di Walter Passerini e Ignazio Marino si spiega quali impatti le continue revisioni del sistema pensionistico abbiano avuto sulle future pensioni. Ci sono alcune professioni che ai giovani conviene non intraprendere se un lontano giorno non vorranno vivere, anziché con una pensione, con un assegno sociale (oggi di 300 euro). Alla Feltrinelli anche Massimo Fracaro del Corriere ha spiegato come la “bomba previdenziale” rischi davvero di scoppiare, soprattutto con una crescita economica pari a zero.

Mentre in parlamento, anziché dello sviluppo, si pensava alle intercettazioni del presidente, nella sala della presentazione del libro parlava la gente comune, quella che sembra lontana anni luce dal parlamento (ma un tunnel gelminiano spero presto li possa mettere in contatto con i loro eletti). Ragazzi di 23 anni che chiedevano se non era meglio cercare fortuna all’estero. Uomini di 55-60 anni trovatisi senza lavoro e ancora senza pensione, che rinunciano alla macchina e alla televisione nella speranza di riuscire a tirare la fine del mese. Pensionati che non capiscono perché debbano sentirsi in colpa se dopo 35-40 anni di lavoro sono riusciti ad avere l’agognata pensione.

Basta un libro, un dibattito in una libreria, per incontrare il paese vero. A quei lavoratori, pensionati e disoccupati, delle intercettazioni non frega una beata mazza. Quelli vogliono certezze sul futuro di un paese industrializzato.

Un paese assurdo dove delle operaie perdono la vita per quattro euro l’ora. In nero naturalmente.

Oggi il loro addio a Barletta sarà politico-sindacale-simbolico.

Col cuore, saremo tutti lì.

Ad maiora.