Bari

ALBINOLEFFE-PIACENZA. SUL PAREGGIO PUNTATE CORONE ESTONI?

COME TI TAGGO IL NETTURBINO

Bari, netturbini alla gogna: il sindaco mette su Facebook le fotografie dei fannulloni. Appello ai cittadini: aiutateci a scoprire chi non lavora. Paginata su Repubblica con foto di Michele Emiliano.

COME TI RENDO INUTILE LA CARTA STAMPATA (CHE PARLA SOLO DI INTERNET)

Neonazisti, la lista della vegogna: “Ecco i nomi degli ebrei italiani”. Gli elenchi pubblicati su un sito web: “Sono facce da cancellare”. Su Rep.

TUTA BLU, ANCORA DI MODA

Il marketing delle tute blu, dai volantini ai talk show. Sul Corriere.

MADE IN CAMBODIA (MI)

Fatti in Cina i gadget col marchio Milano. Magliette, cappellini, addobbi per l’albero di Natale tutti prodotti in estremo Oriente. Sempre sul Corriere ma nelle pagine milanesi.

ALMENO LUI

Vale, Made in Italy. “Tifosi aspettate e mi vedrete vincere anche con la Ducati”. Titolo della Gazzetta.

LO ZLOTO FORSE NON BRUCIA BENE…?

A Varsavia l’euro può attendere. Svalutazione dello zloty e incentivi dietro il miracolo polacco. Dal Sole 24 ore (che poco sotto racconta che a Tallinn “le vecchie banconote estoni raccolte dopo l’ingresso nella moneta unica saranno triturate, compresse e mandate alla centrale di Iru, che ricalda la capitale”).

PER NON CREARE PAURE…

Nuovo allarne a tavola: la Germania ci invade con maiali alla diossina. Sul Giornale.

LADRI TIFOSI

Svaligiate le abitazioni di Eto’o, Sneijder e Kaladze: dribbling vincente dei ladri, razzia di oroogi preziosi. Sul Corriere.

ADDIO DAHLIA

Sedotta e mazziata da Mediaset: chiude Dahlia tv. Dopo Europa 7, un altro outsider del dupolio televisivo. E trascona con sé l’azionista Telecom Italia Media. Sul Fatto quotidiano.

IL COMPAGNO ZAMPAGNA

Zampagna ora gioca con gli operai. L’ex attaccante del Sassuolo di nuovo a Terni per “lavorare nel sociale”. Sul Fatto (accompagnato da una foto in cui però indossa la divisa della Dea).

I SOSPETTI SUL 3 A 3

La Camorra neopromosso in serie B. Gli interessi dei clan campagni svelati dalla strana Albinoleffe-Piacenza. Sul Fatto quotidiano.

Sul caso (oltre alla Dda di Napoli) ha aperto un indagine anche la Fgci: http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo49768.shtml

Il video della partita by Gazza: http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieB/20-12-2010/serie-b-posticipo-712217106427.shtml

IL MILAN VINCE PER IL PAESE. SALVERA’ ANCHE I FANTASTICI 4?

ANNI FA, HO SCELTO BENE

“Ogni vittoria del Milan rafforza il governo. Il lunedì, se il Milan ha vinto c’è aria di festa. Se il Milan non ha vinto o ha perso, sembra di andare a un funerale. Se volete dare una mano al presidente (non lo è più in realtà, per la “Legge sul confitto di interessi”, NdRisk), se volete dare una mano al Paese, sappiate che la vittoria è per voi stessi, per la squadra, per i tifosi, per il Paese è per Berlusconi”. Il Presidente del consiglio dei ministri incontra i giocatori del Milan, citato dal Corriere della sera del 5 gennaio 2010.

SE IL MILAN PERDE FUNERALE IN PARLAMENTO O AL GOVERNO?

La Gazzetta riporta il comizietto “sportivo” del Presidente così: “Il Milan che vince fa bene all’Italia e rafforza il governo. Quando vinciamo in Parlamento mi fanno tutte le feste, quando perdiamo sono tutti più tristi. Quindi non c’è squadra che dovrebbe essere più motivata”.

Il Giornale invece la scrive così: “Quando il lunedì arrivo negli uffici del governo, se il Milan ha vinto c’è un clima di feste. Se perde, come è capitato per sfortuna l’ultima volta, sembra di assistere a un funerale. Perciò nessuno come voi ha tante motivazioni: quando vincete lo fate per voi stessi, per il club e i tifosi, e poi per Berlusconi e per il Paese”.

Riassume il Fatto quotidiano: La campagna elettorale parte dal Milan.

INTERESSANTISSIME REGOLE PER INFUSI

Volete bere un tè perfetto? Non fidatevi di John Lennon. Pagina intera sulle Cronache del Corriere.

HANNO FATTO UN GRAN CAN.CAN, MA…

Sorpresa: Lecce-Bari non attrae i tifosi. Forse pochi solo due giorni per comprare i biglietti: 18 mila le presenze. Titolo della Gazza.

DOVE METTO IL CUORE?

Melissa P. “Papà Fazi mi ha fregato”. La scrittrice ha fatto causa all’editore: “Aveva il cuore a sinistra e il portafogli a destra. Ora, per assenza di cuore, è tutto a destra”. Intervista di una pagina sul Fatto.

IL GASDOTTO ADRIATICO

Dalla Puglia all’Emilia Romagna, il grande tubo che bucherà l’Italia. Titolo su Repubblica (su questo blog ne avevamo già parlato prima di Natale, con un post da Sulmona).

LA CULTURA IN BOLLETTA

Escobar: contro i tagli, teatri aperti per un giorno. Il direttore del “Piccolo” avvia la mobilitazione. Due pagine su Il Giorno.

CRISI ANCHE SOTTO TERRA

La crisi rallenta anche la miniera di Bulciago. Titolo su La Provincia di Lecco.

MA NON SOPRA…

Pista delle Betulle prese d’assalto: “Polemiche alle spalle, ora si vola”. Sempre su La Provincia di Lecco.

UCCIDETELO…

Il caso Battisti. Meglio fare una colletta e pagare il killer. Titolo di una lettera pubblicata da La Provincia di Como.

NON SOLO NAPOLI

Garlasco, il pasticcio dei rifiuti. Piazzola ecologica chiusa. Il Comune: “Teneteli in casa”. Titolo della Provincia pavese.

CULTURA E SPETTACOLI

“Marghe, sono papà”: sorrisi e lacrime al telefono. Grande Fratello, pace fatta tra la concorrente varesina e il campione Zanatta. Titolo a otto colonne de La Prealpina.

DIVENTERANNO I TRE MOSCHETTIERI?

Addio ai Fantastici 4: “Uno morirà”. Mistero sulla vittima annunciata dalla Marvel. Titolo de Il Giorno.

LA FIORENTINA SI AFFIDA AI MIRACOLI. MUTU AL SUO DESTRO.

Sinisa Mihajlovic, l’allenatore serbo della Fiorentina, minaccia di portare i viola in ritiro a Medjuorje se anche stasera faranno flop contro il Bari. Il suo amico Paolo Brosio (con cui ando’ in pellegrinaggio sul luogo – bosniaco – della presunta apparizione della Madonna) sta organizzando un pellegrinaggio. Partenza il 30 ottobre anche dalla vicina Forte del Marmi. Il sito annuncia che ci sono ancora posti liberi. Se Barreto (incerta la sua presenza) o Castillo dovessero metterla dentro, meglio prenotare subito:

http://www.paolobrosio.it/content/?p=3933

Ogni anno comunque, se non si vuole o può andare fino a Medjuorje (un posto che – con mia grande sorpresa – trovai affollato anche durante la guerra), si può partecipare agli incontri che l’associazione varesina Mir i Dobro (Pace e bene) organizza a Milano:

http://www.miridobro.it/home.htm

Adrian Mutu potrebbe tornare ad aiutare i colori viola, sempre che la rissa di ieri sera in discoteca non lo fermi ulteriormente.
L’ex giocatore romeno dell’anno, laureato in Giurisprudenza a Bucarest, squalificato per doping ancora per qualche giorno) ieri avrebbe preso a pugni (e a calci) un cameriere di una discoteca. Un cameriere kosovaro.
Un altro kosovaro, Milos Krasic, ma serbo per scelta e per luogo di nascita (Mitrovica nord), oggi fa sapere – tramite Gazzetta – che la musica più quotata sul suo iPod e’ quella di Ceca, cantante folk serba, anzi turbo-folk. Ceca, come ho già ricordato ai tempi di Ivan classe 1389, e’ la vedova di Arkan, la tigre assassina dei Balcani, finita assassinata.
Ad maiora.

BALOTELLI E IL CONFLITTO DI INTERESSI

Chiariamo un equivoco. Lui, per parafrasare Mourinho, è un po’ un p…la. Uno che negli ultimi mesi ha ribadito ovunque (dai ragazzi degli Don Gnocchi, ai “miei” studenti di giornalismo della Statale di Milano), che tifa Milan. Secondo i rumors della Pinetina, sarebbe arrivato anche a sbeffeggiare i compagni di squadra, irridendoli per l’avvicinamento in classifica degli odiati cugini. Merita non solo la tribuna, ma il taglio. In qualunque azienda chi tiene per la concorrenza dovrebbe essere invitato ad andarsene (dovrebbe avvenire anche dove lavoro io, a mio modesto avviso).

Ma, come per la Rai, anche per l’Inter pesa il conflitto di interessi che rende il tutto ancora più surreale. Anche in Transnistria il capo del paese controlla gran parte dell’economia privata e anche la principale squadra di calcio (lo Sheriff, gioca anche i preliminari di Champions). Ma quello è uno staterello secessionista non riconosciuto da nessun altro (dove però manderei in gita – anche solo per poche ore – tanti nostalgici dei soviet). In Italia, si sa, Berlusconi è leader della principale forza politica del paese, del principale gruppo televisivo privato, di banche e assicurazioni, case editrici, sale cinematografiche e molte altre cose. È proprietario anche di una delle più importanti squadre di calcio, l’A.C. Milan. Dal 2 gennaio 2005, in base alla legge 215/2004 sul conflitto di interessi ha dovuto lasciare la presidenza della società. Ma come il Napoli per Maradona ha ritirato la maglia numero 10, al Milan hanno ritirato la presidenza. Dopo Berlusconi, il diluvio. Quando leggete sui giornali che «il presidente del Milan ha detto questo o quello», sappiate che in realtà è il proprietario della squadra che parla, non il presidente (esiste solo il vice-presidente, vicario e amministratore delegato, ed è Adriano Galliani). Il tycoon, a giudicare quella norma, «non può ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni o anche esercitare compiti di gestioni in società aventi fini di lucro o in attività di rilievi imprenditoriali». Sarà. Anche qualche ora fa, parlando a Telelombardia, quello che impropriamente viene definito premier si è nascosto dietro un dito: «Non dovete chiedere a me, comunque Balotelli ha una faccia simpatica: una faccia rossonera». I ministri rossoneri lo danno al Milan nel mercato estivo.

Sarebbe una nemesi per l’attaccante interista con una passione rossonera. Una passione smodata: quest’anno per due volte è andato a vedere i suoi adorati dalle tribune di San Siro: contro il Novara (vittoria con un misero 2-1) e contro il Manchester (sconfitta per 2-3): un ruolino di marcia da far invidia alla Polverini in curva con la Lazio (sconfitta dal Bari).

Ora si dà il caso che la principale trasmissione giornalistica del gruppo Berlusconi sia Striscia la notizia. Che da due sere a questa parte martella (a colpi di tapiri) la principale squadra avversaria del Cav. ormai quasi raggiunta in classifica. Prima portando una maglia a strisce rossonere a Balotelli (che la indossa tutto divertito) e poi intervistando il presidente del Presidente dell’Inter (lui sì presidente, dal 2006, quando morì Facchetti), Massimo Moratti. Tutto legittimo. Ma fin quando ci sarà il conflitto di interessi, anche un tapiro, anche il grido Forza Milan, sembreranno un sostegno all’ambaradam messo in piede dall’uomo più ricco d’Italia. Lo ha capito persino la curva dell’Inter che stasera inviterà Balotelli a non remare contro la squadra, pur senza citarlo, «perché non vogliamo essere strumentalizzati da nessuno, soprattutto da chi sembra attendere l’occasione giusta per spingere ulteriormente verso la rottura».

La rottura ragionevolmente c’è già stata. Qui, come ai tempi di Cannavaro, si cerca forse di abbassare il più possibile il prezzo di quello che, se usa il neurone, potrebbe diventare un campionissimo (un superlativo che piace al premier…). A Super Mario consigliamo comunque stasera, se non vuol sentir fischi, di andare non a San Siro, ma al Tardini.