Auschwitz

Domani sera a Speciale TG1 “Il viaggio più lungo: Rodi-Auschwitz”

20140121-121600.jpg
Se non l’avete ancora visto nelle prime proiezioni cinematografiche non oerdetevi domani sera in seconda serata su Rai1, il film-documentario di Ruggero Gabbai sulla deportazione (e distruzione) della comunità ebraica di Rodi, deportata (e annientata) nei campi di sterminio nazisti. Dei 1820 ebrei sopravvissero in 150. Nessuno rientrò a Rodi (le case furono subito occupate dai greci, alla fame).
Nel filmato compaiono tre sopravvissuti che raccontano, ognuno in base alla propria prospettiva e sensibilità, quel vergognoso viaggio verso la morte: Sami Modiano, Alberto Israel e Stella Levi. La testimonianza di quest’ultima è a mio avviso quella più toccante (e imbarazzante per chi vive nella penisola): lei, che scelse l’Italia, si sente tuttora tradita proprio dagli italiani, capaci di cacciare (con le leggi razziali applicate in tutto l’Impero mussoliniano) gli ebrei da scuole e lavoro e preparare il terreno alla ferocia nazista.
Un film da vedere e su cui riflettere.
Questo il trailer:

Ad maiora

Addio a Sabatino Finzi, sopravvisse ad Auschwitz

In morte di Sabatino Finzi. Ecco di seguito il comunicato del Consilio dell’Unione Giovani Ebrei.
Qui un video in cui Finzi, uno dei diciassette sopravvissuti da Auschwitz, parla della sua prigionia.
13 minuti, ma vale la pena di trascorrerli a guardarli, in religioso silenzio:

Riposa in pace, Sabatino. Se quelli tornano li lanciamo nel cestino come hai fatto tu, in questo video.
Che la terra ti sia lieve.
Ad maiora

—————
L’Unione Giovani Ebrei d’Italia esprime il proprio cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Sabatino Finzi.
Come giovani, in questo momento più che mai, ci rendiamo conto di qual è il nostro dovere di ragazzi ebrei, ossia quello di continuare a trasmettere la memoria di quegli anni e le storie di chi, come Sabatino Finzi, è riuscito a resistere ed è potuto tornare a casa.
Noi, nipoti di coloro che videro ad Auschwitz cose inimmaginabili e che con il tempo hanno avuto la forza di raccontare affinché il loro ricordo non andasse perduto. E’ con questa consapevolezza che ci facciamo carico di tramandare la storia e di combattere coloro che, ancora oggi, hanno il coraggio di negare la Shoa.
Concludiamo citando una storica frase del caro Sabatino: “Sono andato a Gerusalemme, al Muro Occidentale (Kotel). E anch’ io, come tutti, ho infilato un bigliettino. Ci ho scritto sopra: Hitler, non ce l’ hai fatta a farmi fuori”.
In questa triste occasione ci teniamo a farti una promessa, nessuno riuscirà a “fare fuori” il tuo ricordo.
Il Consiglio dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia

20120525-145805.jpg