Arcidiocesi di Milano

Bruno Ambrosi a casa sua

Ci ha lasciato Bruno Ambrosi

Fu uno dei primi colleghi, insieme a Mimosa Burzio, Gilberto Squizzato e Massimo Donelli che conobbi, quando entrai in Rai come collaboratore. Era il 1991 e la prima repubblica non era ancora crollata. In mensa si mangiava divisi per tavoli. Finché ci fu quella divisione in tre gruppi, pranzai sempre con i comunisti. Tra loro c’era Bruno Ambrosi. Che ci ha lasciato stanotte.
Nato a Pontremoli nel 1930, Bruno aveva contribuito alla nascita dei tre Tg della Rai. Quando lo conobbi io era caporedattore del Tg3.
Le riunioni di redazione con lui erano delle lezioni di giornalismo.
E infatti Bruno, finita la sua carriera in Rai (senza un giorno di collaborazione, a differenza di altri convertiti politicamente sulle tante vie di Damasco) iniziò a insegnare al Master di giornalismo, dove l’ho ritrovato.
Insieme a un po’ di ex studenti, siamo andati a trovarlo a Natale. Era insieme a Michela, sorridente come sempre.
L’ho incontrato di nuovo una quindicina di giorni fa, mentre portava a passeggio il cane. Mi prendeva in giro per la scelta di passare allo sport. Ma un po’, ne sono certo, l’aveva capita.
I funerali, laici, di Bruno saranno giovedì alle 11 nel cortile della Rai di Milano, in corso Sempione 27.
Grazie di tutto, amico mio.
Ad maiora

20140212-152749.jpg

Tra Conte e Banchi

La Juve di Conte si fa raggiungere sul 2-2 dal Verona (dopo aver concluso sul 2-0 il primo tempo) e l’allenatore va su tutte le furie. Via il giorno di riposo e faccia a faccia con tutti i giocatori a Vinovo, il mattino dopo. L’allenatore non vuole cali di tensione della squadra anche se è ampiamente prima in classifica.
Venerdì sera la Milano del basket è avanti di 16 punti contro Sassari nei Quarti di finale della Coppa Italia, che tutti i commentatori (e i bookmakers) dicono sia pronta a vincere (dopo 18 anni di assenza). La squadra di Meo Sacchetti (che poi conquisterà meritatamente il
titolo, primo nella storia della Sardegna) nel secondo tempo fa suo l’incontro e vince di 2 punti eliminando lo squadrone sponsorizzato Armani. Coach Banchi si dice deluso. I giocatori (primi in classifica in campionato) vengono normalmente convocati per l’allenamento di lunedì (ieri). Qui trovano gli ultrà che contestano lo scarso impegno e invitano la dirigenza a tenere sotto controllo i giocatori. Dopo la sconfitta infatti il capitano della squadra, Alessandro Gentile (ma non solo) avrebbe postato un video di una festa alla quale ha partecipato. Usiamo il condizionale perché dopo un comunicato della curva (molto critico, che annunciava lo sciopero del tifo), l’account del giocatore su Instagram è stato cancellato.
Lo scorso 19 gennaio l’Udinese (siamo tornati al calcio) perde 3 a 2 in casa contro la Lazio, dopo essere stata in vantaggio e ave giocato parte del match con un uomo in più (ma un Profeta in meno). La sera alcuni giocatori bianconeri postano (sempre su Instagram) una foto in cui stanno facendo baldoria, malgrado la sconfitta. Il giorno dopo gli ultrà si presentano all’allenamento e si fanno sentire, contestando il poco attaccamento dei giocatori alla maglia. Guidolin promette interventi (magari limitando l’uso dei social network, croce e delizia dei nostri tempi).
L’Udinese vince poi 3 delle successive quattro partite (una in Coppa Italia, prima di perdere ieri sera a Firenze e venire eliminata in semifinale).
Vedremo nel week end (ma anche prima, visto gli impegni di Eurolega) se pagherà più l’atteggiamento punitivo di Conte o quello più amicale di Banchi.
Ad maiora

MENTRE LA GDF INDAGA SULLA BATCASA, IL POLICLINICO SPIEGA LA SUA GESTIONE IMMOBILIARE

Mentre la Guardia di Finanza si recava allo sportello unico per l’edilizia del Comune di Milano per chiedere le carte relative alla villa in stile Batman del figlio del sindaco (“è indipendente” ha detto di lui la Moratti ieri; “lo seguivo quando era più piccolo”, ha aggiunto il primo cittadino, senza precisare che ormai è – o dovrebbe essere – adulto) la commissione casa di Palazzo Marino ha ascoltato i vertici del Policlinico, uno degli storici ospedali di Milano. Qui i lasciti risalgono anche a 500 anni fa.

Ma la fondazione, guidata da un ciellino doc come Giancarlo Cesana ha immediatamente fornito ai consiglieri l’elenco degli affittuari. Ai consiglieri che prendevano l’elenco dei nomi veniva solo fatta firmare una sorta di liberatoria per la privacy. Ma alcuni consiglieri se ne sono fatti un baffo e hanno diffuso l’elenco ai giornalisti. Che l’hanno pubblicato su quotidiani e sui siti on line.

La seduta odierna quindi era meno vivace di altre (qualche consigliere si riposava mentre i più scrivevano compulsivamente messaggi sui loro smart phone: le elezioni si avvicinano). Nella saletta commissioni erano comunque presenti consiglieri tra i più noti come Manfredi Palmeri (presidente del consiglio e ora candidato sindaco per il terzo polo), Basilio Rizzo (capolista della sinistra che appoggia Pisapia – è il consigliere che ha scoperto la Bat-casa), l’ex ministro Giancarlo Pagliarini (candidato sindaco per la Lega Padania Lombardia) o Giulio Gallera (capogruppo Pdl a Palazzo Marino).

Cesana ha smentito la volontà dell’ente che presiede di cedere all’esterno la gestione dell’enorme patrimonio immobiliare ma ha precisato che va trovato il modo di farlo fruttare di più (ora meno dell’1% di redditività). Nel cda del Policlinico (Fondazione IRCSS – Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico) siedono il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Ministero della Salute, la Fondazione Fiera di Milano e l’Arcidiocesi di Milano.

Ad maiora.